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No al “Sindaco ducetto d’Italia”

È l’idea stessa che avanzò un ancor giovane Renzi che, prima di rovinarsi con le sue mani, voleva fare il sindaco d’Italia. Ora, con ben altre capacità tattiche, si cimenta nello storico fine Giorgia Meloni,  convinta di poter così restare a Palazzo per chissà quanti anni o decenni ancora.

di Enrico Rossi | 31 Ottobre 2023

Non essendo capace di mantenere le promesse populiste fatte in campagna elettorale, per evitare l’apparir del vero agli italiani, cioè una legge truffa di bilancio che con una mano dà e con quattro toglie, la premier ha deciso furbescamente di sottoporre venerdì prossimo una urgente e temeraria proposta di riforma al consiglio dei ministri, in modo che le italiche genti fossero distrarre dal pensare ai loro magri portafogli e venissero piuttosto attratte dall’avventura di una modifica costituzionale che appaghi almeno un po’ l’agognato obiettivo di uno che comanda per tutti; un uomo o una donna che sia sola al comando, e poco conta che già una volta questa storia sia finita in tragedia.

Unico caso in Occidente il Belpaese avrà l’elezione diretta del capo del governo svuotando così i poteri del presidente della Repubblica, ridotto ad un ruolo poco più che esortativo, e assestando un feral colpo a quell’aula sorda e grigia che il Parlamento, nonostante tutto, pur sempre resta nella mente distorta degli eredi del Duce, che per loro fu comunque un grande statista e un gran politico 

È l’idea stessa che avanzò un ancor giovane Renzi che, prima di rovinarsi con le sue mani, voleva fare il sindaco d’Italia. Ora, con ben altre capacità tattiche, si cimenta nello storico fine Giorgia Meloni,  convinta di poter così restare a Palazzo per chissà quanti anni o decenni ancora, diventando se non la Duce, almeno la “ducetta d’Italia” e confermando inconsapevolmente il marxiano motto della storia che si ripete in farsa.

Ma senza andar troppo lontani basta uno sguardo alla nostra Costituzione per capire che il progetto “ducetta d’Italia” non deve passare.

Chi può provi a spiegarlo anche a Renzi e alla destra liberale che già una volta cadde nel tranello e passò brutti momenti.

Enrico Rossi 

Pubblicato in : SituazioneTag: anni, campagna elettorale, capo del governo, consiglio dei ministri, costituzione, enrico rossi, governo, italia, meloni, parlamento, presidente della repubblica, renzi, repubblica

Info Enrico Rossi

Enrico Rossi è un politico italiano, presidente della Regione Toscana dal 2010 al 2020. È membro del Comitato europeo delle regioni (CoR) dal 26 gennaio 2015; dall’ottobre 2019 è vicepresidente del gruppo socialista al CoR. Sindaco di Pontedera dal 1990 al 2000, assessore regionale alla Sanità dal 2000 al 2010. Nel 1999 viene chiamato a Roma da Walter Veltroni per assumere l’incarico di vice responsabile nazionale dell’area economica dei Democratici di Sinistra.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Matteo Morelli

    5 Novembre 2023 alle 11:44

    Non si può non concordare con Enrico Rossi che da Presidente della Regione Toscana ha saputo dare prova di quanto adesso contesta preventivamente.

    Livorno si ricorda benissimo la sua ostinata e pervicace volontà di ostacolare una amministrazione comunale non omogenea alla sua, dimostrandosi un uomo del passato, anzi del trapassato, un uomo della guerra fredda, fuori dal tempo.

    In effetti, l’ospedale è ancora in attesa…e i cittadini subiscono le conseguenze delle sue ripicche politiche dell’epoca e, chissà per quanto ancora.

    Rispondi
  2. DrAnvilon

    31 Ottobre 2023 alle 19:27

    Libera_Mente … Pensando … sarebbe la prima vera riforma per trasformare l’infantile democrazia – nata da plurimi arrangia_menti – in una Democrazia del Popolo, con il Popolo, per il Popolo, cui spetta la sovranità.
    La riforma (c.d.) renziana è stata una buona idea …

    Rispondi
  3. Giancarlo Salvini

    31 Ottobre 2023 alle 13:20

    Ci vuole Cristo per i pani e pesci, chi critica è colui che ha creato il debito.
    L’italia ha vissuto oltre le entrate ed ora deve ripianare e non è facile.
    Chiamate ognuno alle resonsabilità si sentiranno molti meno ragli

    Rispondi
  4. Claudio Fogazza

    31 Ottobre 2023 alle 12:53

    l’idea del ducetto non è nuova ma dovrebbe essere integrata con il Senato Esecutivo, eletto fra gli amministratoli più validi d’Italia, comprendenti Ministri, segretari, sottosegretari
    solo allora avremo un Governo rappresentativo
    il solo ducetto è pericoloso, meglio 200 ducetti

    Rispondi

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