
Non essendo capace di mantenere le promesse populiste fatte in campagna elettorale, per evitare l’apparir del vero agli italiani, cioè una legge truffa di bilancio che con una mano dà e con quattro toglie, la premier ha deciso furbescamente di sottoporre venerdì prossimo una urgente e temeraria proposta di riforma al consiglio dei ministri, in modo che le italiche genti fossero distrarre dal pensare ai loro magri portafogli e venissero piuttosto attratte dall’avventura di una modifica costituzionale che appaghi almeno un po’ l’agognato obiettivo di uno che comanda per tutti; un uomo o una donna che sia sola al comando, e poco conta che già una volta questa storia sia finita in tragedia.
Unico caso in Occidente il Belpaese avrà l’elezione diretta del capo del governo svuotando così i poteri del presidente della Repubblica, ridotto ad un ruolo poco più che esortativo, e assestando un feral colpo a quell’aula sorda e grigia che il Parlamento, nonostante tutto, pur sempre resta nella mente distorta degli eredi del Duce, che per loro fu comunque un grande statista e un gran politico
È l’idea stessa che avanzò un ancor giovane Renzi che, prima di rovinarsi con le sue mani, voleva fare il sindaco d’Italia. Ora, con ben altre capacità tattiche, si cimenta nello storico fine Giorgia Meloni, convinta di poter così restare a Palazzo per chissà quanti anni o decenni ancora, diventando se non la Duce, almeno la “ducetta d’Italia” e confermando inconsapevolmente il marxiano motto della storia che si ripete in farsa.
Ma senza andar troppo lontani basta uno sguardo alla nostra Costituzione per capire che il progetto “ducetta d’Italia” non deve passare.
Chi può provi a spiegarlo anche a Renzi e alla destra liberale che già una volta cadde nel tranello e passò brutti momenti.
Enrico Rossi

Non si può non concordare con Enrico Rossi che da Presidente della Regione Toscana ha saputo dare prova di quanto adesso contesta preventivamente.
Livorno si ricorda benissimo la sua ostinata e pervicace volontà di ostacolare una amministrazione comunale non omogenea alla sua, dimostrandosi un uomo del passato, anzi del trapassato, un uomo della guerra fredda, fuori dal tempo.
In effetti, l’ospedale è ancora in attesa…e i cittadini subiscono le conseguenze delle sue ripicche politiche dell’epoca e, chissà per quanto ancora.
Libera_Mente … Pensando … sarebbe la prima vera riforma per trasformare l’infantile democrazia – nata da plurimi arrangia_menti – in una Democrazia del Popolo, con il Popolo, per il Popolo, cui spetta la sovranità.
La riforma (c.d.) renziana è stata una buona idea …
Ci vuole Cristo per i pani e pesci, chi critica è colui che ha creato il debito.
L’italia ha vissuto oltre le entrate ed ora deve ripianare e non è facile.
Chiamate ognuno alle resonsabilità si sentiranno molti meno ragli
l’idea del ducetto non è nuova ma dovrebbe essere integrata con il Senato Esecutivo, eletto fra gli amministratoli più validi d’Italia, comprendenti Ministri, segretari, sottosegretari
solo allora avremo un Governo rappresentativo
il solo ducetto è pericoloso, meglio 200 ducetti