• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Niente è più come prima

I prossimi scalini saranno ancora più alti e difficili da superare, ragione per la quale sarà meglio ponderare bene alcuni indispensabili provvedimenti: una corposa iniezione di denaro alle imprese; una globale riforma della finanza locale; la totale riforma del sistema di welfare e di sanità sul territorio.

di Franco D'Alfonso | 23 Marzo 2020

Niente sarà come prima vale per tutto, a partire dalla politica, dalla sanità, dal welfare. Anzi, è già successo: nulla è più come prima!
Abbiamo un po’ di storia sul virus, dobbiamo cambiare approccio su tutto.
Il Comune , istituzione che può e deve controllare il territorio, lo deve fare per primo, come fece cento anni fa l’amministrazione socialista municipalista del sindaco di Milano Caldara. 


Ci rendiamo conto però che nel momento nel quale faticano anche istituzioni considerate moderne e proiettate verso il futuro come la Milano internazionale che abbiamo decantato fino ad oggi, pretendere che la politica centralista, romanocentrica e burocratica che con diverse colorazioni è al governo dalla fine della cosiddetta “prima Repubblica”, sia pronta a recepire il cambiamento di passo e di metodo necessario è un po’ troppo. Qualcosa di meglio, tuttavia, era lecito aspettarsi dal Governo Conte in carica, almeno in termini di innovazione sui provvedimenti politici e amministrativi per l’emergenza.


Un primo intervento concentrato laddove l’emergenza è scoppiata; il successivo sul resto del Paese e la progettazione dell’uscita dalla grave crisi economica e sociale che arriverà in un contesto che già faticava per problemi strutturali : tempi e modi di intervento diversi, da studiare e realizzare nel più breve tempo possibile, coinvolgendo a livelli e modi opportuni tutte le forze di cui si può disporre; questo è quanto avremmo avuto bisogno, con una regia politica coerente.
L’autorità politica, a tutti i livelli, ha invece delegato al mondo scientifico, inevitabilmente inizialmente diviso e con pareri in evoluzione, l’onere della scelta sulle misure di emergenza sanitaria nell’illusione di potersi deresponsabilizzare.


Dopo aver correttamente individuato il focus nelle zone rosse di Codogno e Vò Euganeo – laddove infatti la situazione si sta risolvendo dopo tre settimane di pressione massima – la tentazione di “pensare a tutto e tutti” e la temeraria affermazione “nessuno perderà nulla” ha portato ad una serie di errori gravi : la mancata dichiarazione di zona rossa in provincia di Bergamo, la dichiarazione di “tutti rossi” e quindi “nessun rosso” estesa all’intero paese, con la conseguente impossibilità ad individuare livelli progressivi di intervento; la nomina tardiva e farraginosa di commissari e soprattutto delle procedure commissariali, con la conseguenza di impiegare tre settimane ad esplicare anacronistiche “gare Consip” nazionali per il materiale sanitario subito indispensabile; la scelta per un decreto d’urgenza che arriva dopo una settimana di tira e molla in versione sempiterna Milleproroghe, che non dà soldi alla Rai per decenza dell’ultimo minuto, ma in un colpo statalizza Alitalia e Meridiana impegnando 500 preziosissimi milioni di euro nello stesso giorno nel quale la catastrofe del settore aereo declassa la Lufthansa, fino a ieri una delle più solide compagnie al mondo, a portatrice di “junk bonds”.


Intendiamoci, 25 miliardi sul tavolo, di cui 10 miliardi di sostegno al reddito , sono un intervento indispensabile e tutto sommato tempestivo : ma perché dividerlo in decine di tipologie di misure, su molte delle quali la somma destinata è palesemente inadeguata ed irrilevante e per di più frammentata su decine di voci di bilancio, con la grottesca conseguenza di dover introdurre le lotterie telematiche, quando la prima regola delle emergenze è concentrarsi su poche e riconosciute urgenze e con poche e chiare misure?
Sarebbe invece servita la sospensione dell’applicazione di norme -che peraltro andavano cestinate anche in tempi ordinari – nelle zone rosse (che però non ci sono ! ), la cassa integrazione in deroga per tutti per un mese, qualche miliardo in mano a una gestione commissariale del sistema sanitario, suddivisi tra zona rossa che interviene con procedure da situazione di guerra e zona arancione che si deve preparare all’impatto; il blocco per due mesi di tutte le scadenze fiscali, periodo necessario per individuare con meno approssimazione i settori e la popolazione sulla quale intervenire con la revisione delle imposte, guardandosi dall’inseguire Salvini sulla rovinosa strada del generalizzato non pagamento delle tasse, che darebbe il colpo di grazia al già disastrato bilancio statale provocando la catastrofe di tutti i servizi.


Dopo questo esordio quantomeno zoppicante, i prossimi scalini saranno ancora più alti e difficili da superare, ragione per la quale sarà meglio ponderare bene alcuni indispensabili provvedimenti: una corposa iniezione di denaro alle imprese per evitare che falliscano e si verifichi una crisi dell’offerta cui nessun reddito di cittadinanza al mondo potrebbe rimediare, da farsi con i fondi europei per gli investimenti; una globale riforma della finanza locale, senza la quale il fallimento di tutti i Comuni d’Italia è già scritto (solo al Comune di Milano il lock out costerà almeno 150/200 milioni di minori entrate, che scardineranno un equilibrio già faticosamente raggiunto) ; la totale riforma del sistema di welfare e di sanità sul territorio; il rilancio dell’economia e dell’apparato produttivo nelle aree del Nord; il cambiamento dei modelli sociali ed economici diversi fra le aree italiane che usciranno con differenze ancora più profonde ed insanabili da questa crisi planetaria; la rifondazione dell’Unione europea, unica dimensione possibile di ricostruzione di una identità e comunità in grado di non essere spazzata via dalla faccia della storia.


Pensare di farlo con il fardello delle Leggi Madia, con la giustizia che avrà accumulato un anno secco di ritardo sui suoi ritardi medi pluriennali, con il codice appalti che affida ad una specie di “Precrime” stile Minority Report la gestione impossibile della Pubblica Amministrazione e con il peronismo del reddito di cittadinanza e quota 100, è peggio che un crimine, è un errore.
Il futuro è adesso! E la scelta di nuove strutture istituzionali, di nuovi metodi e soprattutto di nuove responsabilità civili e sociali è già in ritardo perché, nonostante l’oggettiva difficoltà contingente ad andare in direzione ostinata e contraria, la soluzione dei problemi non sta in un rinnovato (?) centralismo.
Nel nostro piccolo, noi ci siamo e ci saremo.

Franco D’Alfonso    (Alleanza Civica)

Pubblicato in : EditorialeTag: amministrazione, anni, comune di milano, crisi, crisi economica, emergenza, euro, fallimento, futuro, governo, integrazione, milano, misure, mondo, provvedimenti, rai, rifondazione, sanità, soldi, soluzione, sostegno, tasse

Info Franco D’Alfonso

Conseguita la laurea in Giurisprudenza alla Statale di Milano, prosegue gli studi con il Master Business Administration, MBA conseguito alla Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi. Dal 1984 al 1998 è stato manager in Fininvest e Mediaset, dove ha ricoperto la carica di direttore delle produzioni internazionali. La sua vita professionale in ogni caso è principalmente incentrata sulla consulenza aziendale nel campo della telecomunicazione e dei media, con esperienze in Alfa Romeo, Finmeccanica e Italtel. E’ stato inoltre amministratore delegato di numerose aziende in settori diversi, dalla discografia al turismo. Giornalista pubblicista dal 1975, è editorialista per quotidiani e periodici locali e nazionali. Socialista storico milanese, è animatore di vari circoli e organizzazioni nati dopo la dissoluzione del Psi. Dal 2006 al 2008 è stato vicepresidente dell’ANMC – Associazione Nazionale Mutilati Invalidi Civili di Milano. Dal 1992 al 1997 è stato Consigliere d’amministrazione del Piccolo Teatro di Milano, nel periodo della direzione artistica di Giorgio Strehler.
E’ stato coordinatore e organizzatore della Lista Milano Civica per Pisapia Sindaco, con il quale ha svolto l’incarico di Assessore al Bilancio.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti