
L’argomento del cambio di regime o della sua caduta è prima di tutto una questione che riguarda il popolo iraniano. Non c’è sostituto per questo. Ed è per questo che non l’ho presentato come un obiettivo. Potrebbe essere un risultato, ma non è un nostro obiettivo dichiarato. Lo ha detto il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in un’intervista all’emittente pubblica israeliana Kan. Netanyahu ha dichiarato in un’intervista a Ayala Hasson su Kan 11: “Ho detto che avremmo cambiato il volto del Medio Oriente, ma ora stiamo cambiando il mondo”. Il dipartimento di Stato americano ha emesso una nuova allerta rivolta ai cittadini americani che si trovano in Iran e in Israele. Nel primo, il governo Usa avverte che i cittadini con passaporto americano sono “a rischio di essere interrogati, arrestati e detenuti in Iran”. “Mostrare un passaporto Usa – si legge nell’avviso – può essere sufficiente perchè le autorità iraniane detengano qualcuno”. Per quanto riguarda Israele, l’ambasciata Usa ha ordinato a dipendenti del governo e le loro famiglie che si trovano in Israele, Gaza e Cisgiordania di “continuare a restare al riparo fino a nuovi aggiornamenti”. Il governo ha spiegato di essere al lavoro per favorire la partenza da Israele di cittadini americani. Israele si aspetta “nelle prossime 24-48 ore” una decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sull’entrata in guerra contro l’Iran. Lo ha dichiarato un funzionario israeliano al Times of Israel. “Ci si aspetta che si uniscano, ma nessuno li spinge – ha precisato il funzionario – Sono loro a dover prendere la decisione”. Mentre Donald Trump continua a riflettere se coinvolgere gli Stati Uniti negli attacchi di Israele contro l’Iran, emerge la possibilità che Israele possa procedere parzialmente in modo autonomo per sganciare l’ordigno, americano, GBU-57 forse in grado di distruggere completamente il sito di Fordow, a una profondità forse anche di 90 metri. Tecnicamente, l’Idf potrebbe usare un aereo da trasporto C-130, senza ricorrere al più veloce e in volo ad altitudine più alta (in grado di attuare un lancio con maggior impatto) U-2 che non ha. Trenta comandanti militari iraniani sono stati uccisi nella prima notte dell’offensiva israeliana contro l’Iran la scorsa settimana. Lo dice il capo dell’intelligence delle IDF, Shlomi Binder, secondo i media israeliani. Nella notte tra giovedì e venerdì scorso, mentre partivano i primi raid aerei israeliani contro l’Iran, Ron Lobel, direttore dei Servizi di emergenza del Barzilai Medical Center ad Ashkelon, era in ospedale. Non per un turno di notte, ma ”per preparare gli ospedali alla guerra”, perché ”sapevamo che gli ospedali sarebbero stati un obiettivo dei nostri nemici, che prima o poi sarebbero stati colpiti da un missile” anche se ”è triste, è assurdo che gli ospedali vengano presi di mira”. Ore dopo l’attacco iraniano che ha colpito l’ospedale di Soroka a Beer Sheva, Lobel spiega all’Adnkronos che ”la tensione è molto, molto alta”. Come ”considerevolmente aumentato è il rischio”. Teheran sta prendendo inconsiderazione la chiusura dello Stretto di Hormuz come rappresaglia. Lo conferma un membro del Comitato per la sicurezza nazionale del Parlamento citato dalla Tass: “La possibile chiusura dello Stretto è una delle opzioni attualmente sul tavolo”. E’ di almeno 639 morti certificati e 1.329 feriti il bilancio indicativo delle vittime dei raid condotti da Israele contro l’Iran dal 14 giugno aggiornato oggi da Human Rights Activists News Agency (Hrana), organizzazione non governativa indipendente iraniana che si occupa di diritti umani. L’ong stima che in maggioranza si tratti di civili. “Il governo criminale americano e il suo stupido presidente devono sapere con certezza che se commetteranno un errore e agiranno contro l’Iran, faranno i conti con una risposta dura”. E’ la minaccia che arriva dal Consiglio dei Guardiani, potente istituzione che in Iran partecipa al processo decisionale nella Repubblica Islamica. A riferire della dichiarazione sono i media iraniani al settimo giorno di escalation militare tra Israele e Iran. 24 persone sono state arrestate in Iran con l’accusa di spionaggio per Israele. Lo ha riferito la polizia. Le forze armate israeliane hanno dichiarato di aver colpito infrastrutture missilistiche terra-terra e truppe nell’Iran occidentale. Secondo l’Idf, i caccia hanno preso di mira camion con a bordo missili al loro arrivo alle posizioni di lancio. Primo Ministro Benjamin Netanyahu, ma la notte sta per finire, vero?
Giuseppe Basilico

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