
Hamas ha criticato violentemente il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, affermando che nel corso dell’odierna conferenza stampa ha detto una “serie di bugie” quando ha illustrato la sua visione per la vittoria a Gaza. “Netanyahu continua a mentire, ingannare e cercare di condurre fuori strada l’opinione pubblica. Tutto ciò che Netanyahu ha detto in conferenza stampa è una serie di bugie, e non riesce ad affrontare la verità e stravolgere” la realtà, ha detto Taheral-Nunu, consigliere per i media del capo dell’ufficio politico di Hamas. “Israele non ha nessun piano o volontà di occupare permanentemente Gaza, ma di liberare Gaza da Hamas. Questa è la strada verso la stabilità”. Lo ha detto il vice ambasciatore israeliano all’Onu, Jonathan Miller, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza. “L’obiettivo è il disarmo di Hamas e la liberazione di tutti gli ostaggi”, ha aggiunto. La Cina ha dichiarato di “opporsi a ogni tentativo di occupare Gaza” da parte di Israele e ha invitato il governo israeliano a fermarsi subito. Lo ha detto l’ambasciatore Fu Cong nel suo intervento al Consiglio di sicurezza dell’Onu. “Chiediamo a Israele – ha detto – di fermare subito questa mossa pericolosa”. “Il governo israeliano – ha aggiunto – deve ascoltare sia la comunità internazionale sia la sua gente e fermare l’aggravarsi delle tensioni e mettere fine alle sue operazioni militari a Gaza”. “Attaccare i civili palestinesi e gli operatori umanitari è inaccettabile”, ha detto.
“L’incontro di ieri è rappresentativo del ruolo controproducente che troppi Paesi in questo Consiglio nel sistema Onu hanno giocato in questa questione. Intanto gli Usa stanno cercando
instancabilmente di ottenere la liberazione degli ostaggi, porre fine alla guerra e dare alla gente di Gaza un futuro senza Hamas, ma questo incontro mina tali sforzi”. Lo ha detto la vice ambasciatrice americana al Palazzo di Vetro, Dorothy Shea, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza. Netanyahu afferma di aver “ordinato” all’esercito israeliano di far arrivare giornalisti stranieri a Gaza, ma ha sottolineato l’importanza di garantire la sicurezza dei reporter. “La direttiva è in vigore da due giorni”, ha detto, aggiungendo: “Penso che dovreste vederla la Striscia “. “Una delle cose che vedrete sono proprio i nostri sforzi per portare cibo a Gaza, vedrete i camion che sono entrati a Gaza e sono ancora in attesa di essere distribuiti. Vedrete i gazawi (Chi, che vive a Gaza; chi, che è nativo o originario di Gaza) che combattono contro Hamas. Non lo vedevamo dall’inizio della guerra. E questo è un riflesso del fatto che sanno che ci stiamo avvicinando alla fase finale”. Con i giornalisti internazionali a cui Israele ha impedito l’ingresso nella Striscia, i giornalisti palestinesi sono stati gli unici a poter lavorare sul campo nella zona di guerra. Nella conferenza stampa con i media internazionali, il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha ribadito che né Hamas né l’Autorità nazionale palestinese governeranno la Striscia di Gaza dopo la fine della guerra. Il Giappone respinge la decisione di Israele di espandere le sue operazioni militari per prendere il controllo di Gaza City, e aggiunge che questa misura potrebbe “aggravare ulteriormente la gia’ disastrosa situazione umanitaria a Gaza” e “minare il raggiungimento della soluzione dei due stati”. Il Ministro degli Esteri giapponese Takeshi Iwaya ha espresso la sua “profonda preoccupazione” per la decisione annunciata venerdì scorso dal governo israeliano e ha nuovamente invitato tutte le parti “a riprendere i negoziati e a lavorare in buona fede per raggiungere un cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi”. Il governo giapponese ha ribadito il suo rifiuto di “qualsiasi azione, come questo piano, che mini il raggiungimento della soluzione dei due stati”, una misura che Tokyo “ha costantemente sostenuto” e che consentirebbe “a un futuro Stato palestinese indipendente di coesistere in pace e sicurezza”, secondo la dichiarazione. “Migliorare la catastrofica situazione umanitaria a Gaza è una priorità urgente. Il Giappone esorta Israele ad adottare misure sostanziali per porre fine alla grave crisi umanitaria, compresa la carestia, e ribadisce la sua ferma richiesta di rispettare pienamente il diritto internazionale, incluso il diritto internazionale umanitario”, ha sottolineato il Ministro degli Esteri giapponese. Si, ma non è detto che si arrenda, ripeto. Mi riferisco al primo ministro Benyamin Netanyahu.
Giuseppe Basilico

Lascia un commento