I casi politici di quest’ultimo anno sembrano confermare gli assunti di alcune tesi liberali che, evidentemente, non vanno per la maggiore.
La prima è che chi di ideologia fanatica colpisce di ideologia fanatica perisce: il caso della Raggi docet. Usare la morale come cavallo di battaglia della propaganda politica è un modo per non parlare delle idee e dei candidati: i quali, nel caso dei grillini, sembrano usciti dal nulla, e a proposito di alcuni di essi si potrebbe parafrasare quanto disse anni fa Francesco Cossiga riferendosi a Pietro Folena con ironia: “Che splendidi modelli/e sarebbero potuti diventare!”
La seconda è che le persone non vanno giudicate dal genere, e come esistono uomini attaccati alla poltrona, così esistono donne: basti pensare alla tenacissima Raggi, appunto, ma anche e soprattutto alla Boschi, nominata pure nel Governo Gentiloni nonostante l’esito disastroso del referendum, e rimastavi senza ritegno dopo il caso Etruria!
La terza è che le persone non vanno giudicate dall’età, essendo le differenze solo individuali, e gli stupidi affollano le fila degli anziani come dei giovani: il fatto che molti grillini siano “ragazzi” non mi consola se i risultati sono questi, né se sono donne, come ho già detto.
A tutti loro consiglio modi diversi di pensare e di agire. Mi verrebbe voglia di terminare con un’apologia dell’educazione civica – che dovrebbe includere la voce “educazione politica” – e del suo potenziamento nelle scuole superiori, magari in sostituzione dell’ora di religione i risultati della quale – mi si passi la battuta – sono quelli di formare dei profeti, a giudicare dai fatti osservabili: e di profeti l’Italia – soprattutto quella di oggi – non ha proprio bisogno!
Fabrizio Amadori

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