
“L’INCHIESTA
Fondi Pdl, monito Corte dei conti:
«Regione Lazio , fatti gravissimi»
Il presidente Luigi Giampaolino commenta l’uso distorto dei fondi ai partiti: «Urgono controlli esterni». Aperta istruttoria
sono fatti gravissimi in cui noi stessi, che siamo abituati a conoscere patologie, non pensavamo che si potesse giungere a tanto”.
E fino ad ora dove stava, sulla Luna? E chi dovrebbe controllare gli sprechi del pubblico danaro?
Nella gara che si è innescata fra chi esibisce l’anima più candida, Giampaolino è ben piazzzato, ma in mezzo ad una gran folla. I direttori dei giornali che ora hanno fatto partire la bambola (bene, benissimo!) hanno chiamato le decine di cronisti che seguono in ognuna delle venti regioni italiane le vicende dei Consigli, delle Giunte, degli assessorati? Non li hanno “cazziati” per il troppo lungo silenzio sulle spese pazze e sugli sprechi? E allora cosa ci stanno a fare, gli uni e gli altri, i cronisti “regionalisti” e i direttori? Non è la stampa il “cane da guardia della politica”?
Insomma, ancora una volta lo scandalo coinvolge tutta la politica. I soldi per i gruppi consiliari vanno ovviamente a tutti, siano in maggioranza o all’opposizione. In ogni caso gli sprechi avvengono in tutte le regioni; non sono prerogativa del solo Lazio. Ed i controlli spettano agli uffici di presidenza nei quali sono rappresentati tutti i partiti.
Nel momento in cui sotto accusa finiscono tutti coloro che avrebbero dovuto controllare e non lo hanno fatto, anche i semplici cittadini si assumano le loro responsabilità. Si rammentino che il primo e più efficace controllo sarebbe spettato proprio a loro. E che se lo sono fatto espropriare apertamente, non di nascosto, attraverso leggi elettorali che hanno messo tutto nelle mani delle oligarchie di partito: potere, nomine di ogni grado e, ad abundantiam, la nomina di chi avrebbe dovuto controllare. Questo “grande pasticcio” non è passato sotto silenzio. E’ stato puntualmente denunciato da minoranze culturali con scarsa o nulla rappresentanza nelle istituzioni. I radicali hanno potuto farlo dove hanno eletti: alla Regione Lazio, in Parlamento. Ma lo hanno fatto anche gruppi, associazioni, partiti, giornali e siti web della frammentata galassia laica, liberale e socialista. Chi si volesse togliere ogni dubbio, cerchi nell’archivio di Pensalibero.
Dunque: nessuno può nascondersi al riparo della maschera di Alice nel Paese delle Meraviglie. Ma tutti possono dire basta e cercare, per proprio conto, una via radicalmente nuova.

“Lo Stato Italiano non si può permettere un sistema come quello che abbiamo costruito negli ultimi dieci anni.”
Lo scrive e ripete Matteo Renzi . Il richiamo dell’attenzione al “sistema” è la questione vera ed importante !
Che senso avrebbe cambiare le persone , se si mantiene anche per i “nuovi” il regime di regole e di benefici che sono la vera garanzia per il mantenimento della Casta ? Io ,eletto liberamente per i miei propositi ed i miei trascorsi personali ,dovrei veramente preoccuparmi ,una volta al potere , dei problemi degli altri ,avendo in prospettiva il rischio di perdere stipendi aggiuntivi ,benefici economici e sociali ,liquidazioni e pensioni aggiuntive,con livelli di assoluta importanza ??!!???
Certo , posso essere onesto ,ma mica scemo ! E considerando che oggi anche per gli scemi si garantisce tutela ,come dimostra lo scoppiare di scandali “politici”, oramai fenomeno quotidiano,e le proteste contro le ” rottamazioni”…
In America ,presa ad esempio ad ogni piè sospinto ,ma in modo stupidamente acritico ,i “trombati” tornano a fare quello che facevano prima…se erano capaci di una qualche attività ! Del resto ,non è l’ Italia “fondata sul lavoro” …?
Inoltre le rottamazioni , che poi indicano un ricambio nella poltrona considerata ,non escludono incarichi “sostitutivi” in altre posizioni di consolazione ,come dimostrano i tanti riciclati della politica , i tanti trombati spostati su presidenze ,consiliature minori , magari con incarichi differenziati in capo alla stessa persona…la garanzia di galleggiamento in altre acque va eliminata!
Va veramente affrontato ,con insistenza e senza annacquamenti ,il tema del finanziamento della politica ( e dei “politici”). “Noi diciamo dalla Leopolda ( sempre Renzi che parla ) che dobbiamo eliminare il finanziamento pubblico ai partiti, eliminare il vitalizio per consiglieri regionali e parlamentari, dimezzare il numero dei parlamentari e modificare il sistema del bicameralismo perfetto per evitare che le due Camere facciano la stessa cosa” : se si mantiene con coraggio ed onestà tale impegno ,la questione della rottamazione perde ogni importanza ! Ed è questo impegno che dobbiamo sostenere .
Caro Tuttocchiali,
l’incapacità della Corte dei Conti di esercitare le proprie funzioni, che sarebbero fondamentali, è sotto gli occhi di tutti. Probabilmente per cause esterne, ma anche per tante disfunzionalità interne, tra cui sarebbe interessante verificare l’effettiva competenza dei verificatori. Ma non era solo per questo che intervenivo, ma soprattutto per segnalare che dal sito della Corte risulta che nel Lazio l’ultimo esercizio finanziario controllato è quello del 2007. Disfunzionalità della Corte o disfunzionalità del sito? E dopo che è successo?
Cari Valerio e Gianfranco,
non mi sogno nemmeno di dire che il problema si risolve cambiando le leggi elettorali. Dico però che con queste leggi elettorali si favorisce palesemente la mancanza di controlli, visto che i componenti delle assemblee vengono nominati dagli oligarchi dei partiti. E chi ha accettato queste leggi e sostenuto chi le ha approvate in Parlamento o nei consigli regionali, cioè moltissimi cittadini-elettori, deve quanto meno interrogarsi. Era così difficile capire che erano funzionali ad una certa logica della quale i fatti del Lazio fanno parte a pieno titolo?
che bello! tuttocchiali che riconosce qualche merito agli impannellati (sarà pure perchè son quattro gatti e il gattone tiene borsa e frustino.., ma tant’è);
una piccola critica a tanta grazia: non mettiamo tutto in capo alle leggi elettorali, sabini e ciociari potevano ben scegliere Bonino invece dell’ultima creazione clerical-televisiva. E’ la democrazia (leggasi una testa un voto), bellezza!!