Troppo bene, purtroppo, avevamo previsto.
Con la loro strategia suicida, i vertici delle formazioni dell’area laica, liberale e socialista, disposti a contentarsi del classico piatto di lenticchie, hanno finito per non mangiare nemmeno quello.
Con l’aggiunta – ed è l’aspetto peggiore- di aver compromesso la loro credibilità all’interno e all’esterno dei rispettivi partiti.
Sul versante del centro-destra, il PLI di De Luca, che non ha ottenuto quell’unico posto nel quale sperava, ora si chiama fuori dalla CdL per non “ulteriormente avallare i falsi liberali della Casa delle Libertà,che finiranno per consegnare l’Italia alla coalizione della sinistra.”
Ma non li aveva insospettiti il fatto che Berlusconi non trovasse il tempo per loro e li facesse parlare con i suoi proconsoli?
E i radicali dissenzienti di Della Vedova cosa hanno ricavato dall’essersi chiusi in loro stessi, accentuando la caratteristica di “radicali dissenzienti”, appunto e negandosi qualsiasi possibilità di accordo con liberali e socialisti?
I repubblicani di La Malfa, poi, credono davvero che un partito possa esistere per una striminzita regalia, oggi di Berlusconi, domani chissà di chi?
Alcuni mesi fa, preso atto che non c’erano le condizioni per un soggetto che raccogliesse tutte le esperienze della cultura laico-socialista, un soggetto unico e nuovo, avevamo chiesto che quanto meno si razionalizzasse la presenza dei laici e dei socialisti: che almeno coloro che sceglievano l’alleanza con la CdL si mettessero assieme, così come avevano fatto, sull’altro versante, i radicali di Pannella e lo SDI di Boselli.
I quali, è vero, mantengono la dignità di correre da soli. Ma non sono esenti da responsabilità per non aver perseguito una unione più ampia, che consentisse la confluenza almeno di una parte del Nuovo PSI e del PSDI.
Perché, per completare il quadro, ai socialisti di Bobo Craxi e al PSDI di Carta che hanno fatto con i DS ciò che RL, PLI, e PRI hanno tentato con Berlusconi, è andata allo stesso modo.
Nemmeno le lenticchie
Desolante la campagna per le candidature dei vertici delle formazioni laico socialiste: si sarebbero accontentati del classico piatto di lenticchie e non hanno avuto nemmeno quello. E hanno compromesso la loro credibilità all’interno e all’esterno dei rispettivi partiti.

Per quanto possa valere il mio pensiero, concordo sulla tesi di aggregare in una lista tutti i laici della CDL.
a liveelo operativo cosa si può fare penso che un inizitiva interessante sarebbe cominciare a discuterne tutti insieme aprendo un gruppo di discussione che coinvolga tutti i movimenti ed i leaders di tali gruppi.
comunque se si fanno iniziative verso questa via io ci sono!
Emanuele Tarditi
autore di Italia Laica
http://www.italialaica.splinder.com
Ha ragione “primo piano. Ma noi, nella nostra pragmo-dogmatica verità (tutta italiana) speriamo che siano gli altri a cercarci. Siiiiii ! per farne un boccone!!!!!
E’ in parte vero che i laici e socialisti si sono dovuti accontentare di correre ma è questo il problema? A me non pare. Bisogna decidersi a comprendere che il laicismo ed il socialismo non sono casacche estemporanee e magari sgargianti che si indossano alle elezioni perchè devono essere vere sempre tutti i giorni e impongono fatica. Sorprende , certo, che “certi Laici e socialisti” stiano con il Berlusconi ma che vogliamo farci ci sono anche le ambizioni personali e dunque trascuriamoli e basta. Per quel che riguarda il laicismo ed il socialismo si può solo sperare che si realizzi un ricambio di personale politico senza il quale si rimarrà chiusi ed attaccati ai personalismi e, dunque, non si farà molta strada. Ricordiame sempre, comunque, che la politica è l’arte del compromesso tra il “meglio ” ed il possibile altrimenti finiamo nelle utopie.
Possa questa sconfitta anticipata (perchè di questo si tratta..) dei liaici rappresentare la svolta per scegliere finalmente una terza via!