“Smamma”. Proprio così, dal verbo smammare, ovvero “levati di torno”. Scene di ordinario fair-play a Montecitorio. Così –secondo quanto riportato da Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera- si sarebbe fatto notare non uno qualsiasi dei deputati peones. Addirittura tale imperioso comando, rivolto all’indirizzo del presidente del consiglio, sarebbe venuto da Massimo D’Alema, del quale, al momento del tramonto, molti cominciano a mettere in discussione che “comunque è il leader più intelligente del PD”. Naturalmente l’invito non è stato urlato nel corso di una delle frequenti canee che caratterizzano ormai i nostri luoghi “istituzionali”. D’Alema ha mimato tale invito, facendo oscillare verso una delle uscite il palmo di una mano. Come nelle risse tra bambini. L’uomo che voleva “una Paese normale” non ha dunque resistito alla tentazione di comportarsi come in un Paese incarognito. Come può essere credibile quando, da presidente del Copasir, vuole chiamare il presidente del consiglio per parlare della sua sicurezza?
Ed anche questo è un episodio, fra i tanti, emblematico del tristissimo tramonto dei protagonisti della sciagurata “seconda repubblica”.
NELLE ISTITUZIONI LA FORMA NON E’ UN OPTIONAL
D’Alema, presidente del Copasir vorrebbe “audire” Berlusconi per adempiere ad un obbligo istituzionale. Ma intanto si fa sorprendere ad intimargli di uscire di scena come in una rissa da bar dello sport.

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