• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Noi che nel traffico rischiamo di tutto

E’ che siamo tanti e tutti in giro più o meno alle stesse ore. Tutti in coda tra Prato e Firenze dove Peretola più che un aeroporto sembra un sogno da raggiungere

di Fabrizio Binacchi | 12 Marzo 2017

Rischio di morte è il nascimento scriveva Leopardi ed è una pura logica verità. Solo per il fatto che si nasce subito dopo c’è il rischio che si possa morire.

Rischio di tutto e rischio quotidiano di morire nel traffico e in coda in città e in autostrada. Per un tir che ti piomba addosso e per un ponte, provvisorio, che ti schiaccia proprio in quel secondo in cui passi in quei cento metri di una autostrada lunga 743 chilometri. Noi che nel traffico rischiamo di tutto.

Dalle buche che sono voragini improvvise, alle banchine che cedono al solo sfioramento di pneumatico, alle rotonde giganti fatte per accelerare flusso e deflusso e che invece diventano giganteschi garage nelle ore di punta.

L’altro giorno all’Eur, Roma,  dove gli spazi non mancano eravamo tutti fermi e in coda attorno al Palalottomatica perchè oltre al rientro serale una bisarca aveva pensato bene di sfiorare una smart nel centro di una corsia della rotondona e diecimila persone erano bloccate lì attorno. Basta poco, basta un nulla, basta un cedimento e una disattenzione, basta uno specchietto storto e una manovra improvvisa e tutto si blocca.

E’ che siamo tanti e tutti in giro più o meno alle stesse ore. Tutti in coda tra Prato e Firenze dove Peretola più che un aeroporto sembra un sogno da raggiungere, tutti in fila tra Pero e Cormano, città mai così famose come nei bollettini del traffico. pme La punta appunto. Noi che nel traffico ci pare pure normale pensare e sognare, immaginare e cantare. Noi che passiamo tra le due e le quattro ore tra code e semafori, tra rotonde impossibili e ingorghi improvvisi pensando, con molta invidia, a chi può andare a lavorare a piedi e non deve fare nemmeno un semaforo. Noi che ci stiamo abituando a stare in auto perché tanto non si può fare altrimenti e allora le auto sono diventate multimediali perché tanto dobbiamo stare lì.

Radio e musica sono come preistoria adesso tra connessioni e navigazioni possiamo interagire col mondo e fare cose altre nella compatibilità con la guida di un automezzo, e a molti non sembra nemmeno di stare in auto. Ma la domanda è: è vera vita?

Auto sostitutiva di una amicizia, auto surrogante un intrattenimento perché tanto lo sai quelle ore devono essere passate lì. I produttori di auto fanno di tutto per alleviarci la fatica e la noia, ci fanno sentire anche in spazi moderni e confortevoli oppure in uno shuttle ma fuori , là fuori, è tutta un’altra storia. Là fuori ci sono ponti che crollano sulla testa degli automobilisti, buche che inghiottono  pneumatici e ruote, e trastullano cerchioni e lombi, cantieri e transenne che allungano e perpetuano disagi e blocchi, restringimenti e deviazioni che fanno di ogni chilometro una tortura.

Ansia da trasferimento che diventa trauma nell’ora di punta o nella crisi di un incidente. Noi che nelle ore di traffico vagheggiamo le ore di vacanza, in montagna o  al mare. Peccato che, siccome ci muoviamo tutti insieme anche per andare in vacanza, ci troviamo nelle stesse code che volevamo dimenticare in città. Ah dì!

E’ che facciamo più o meno tutti quasi tutto nelle stesse ore e giorni.  Tante intelligenze artificiali ricercano la perfezione organizzativa e la domotica globale, ma non abbiamo ancora imboccato la strada della ricerca di un traffico  intelligente.  Che non può essere lasciato solo evidentemente alle nostre grandi ma sempre umane intelligenze. Che alla fine è un problema di persone che dovrebbero pensare diversamente, in maniera divergente, da pensiero laterale,  per non rimanere in coda nella modernità della vita.

Pensierino finale: “Siamo pochi chiese” un direttore di giornale al suo vice non vedendo redattori alle 11 del mattino. E  quest’ultimo rispose “direttò non semo pochi è che semo mal assortiti”.  Come nel traffico.

Fabrizio Binacchi (con Voce di Mantova)

Pubblicato in : CornerBlog, EditorialeTag: crisi, firenze, manovra, mantova, mare, mondo, persone, Prato, roma

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti