Quelli di noi nati intorno al 1955 si ricordano tutti l’entusiasmo che ha suscitato la rivoluzione dei garofani: in un anno, tra il 25 aprile 1975 e 1976, molti di noi sono corsi in Portogallo per vedere , per capire: troppi, della immarcescibile categoria dei tromboni delle centomicrosinistre disunite, per impartire saccenti lezioni su cosa fare ai portoghesi, che ci ricordano ancora come ottimi compagni di bevute e di cantate, tra cui si aggiravano cupi docenti della rivoluzione immediata: non meno di tre diversi partiti trozkisti volevano spingere Otelo a fare un colpo di stato e tanto han detto e fatto che lo han fatto finire in galera.I saccenti compagni del Manifesto ( non è colpa loro essere nati imparati, la colpa è che non cercano di nasconderlo, anche perchè quello che vanno tronfi di avere imparato spesso sono cazzate), sostenevano che i portoghesi non erano maturi per una democrazia elettorale, bisognava addestrarli trasformando gli organismi spontanei di quartiere di Lisbona in soviet di operai soldati e contadini: invano i lisbonesi dicevano che a loro interessava la raccolta delle spazzature, la pulizia e manutenzione delle strade e dei mezzi pubblici: niente, replicavano i missi dominici, “o soviet o morte”. Insomma siamo riusciti a renderci velocemente ridicoli, e ,se ci avessimo riflettuto meglio sopra, invece di star seduti sulle nostra apodittiche verità, avremmo evitato alcune delle tremende cavolate che abbiamo fatto dopo in casa nostra.
In ogni modo, mentre in tutta Europa e pure in USA la sinistra è isolata all’opposizione, e anche all’opposizione non riesce a trovare un’intesa, da oltre un anno in Portogallo è al governo un monocolore socialista, che si regge in parlamento con un patto di maggioranza con i comunisti, che in Portogallo esistono ancora,”Izquierda unida” (anche lì unida vuol dire un collage di cento pezzi) e l’unico deputato ambientalista. L’economia sta ripartendo e il governo concorda con FMI l’attenuazione della ferocia UE pretesa da Schauble. Per loro fortuna i portoghesi sono poveri e il Blog di Grillo non raccoglierebbe sufficiente pubblicità, per cui non li visita. Neanche Salvini raccoglierebbe qualcosa, perchè i giovani portoghesi trovano lavoro nelle ex colonie dell’Angola e del Mozambico, che la rivoluzione dei garofani ha lasciato in buon ordine e quel che è successo dopo l’indipendenza fa sembrare un paradiso il periodo coloniale..
Tutto questo per dire che sarebbe il caso di fare una bella spedizione in Portogallo, stavolta per imparare e non per insegnare; e se qualcuno delle nostre verbose e incompetenti sinistre vuol fermarsi lì, tanto di guadagnato per tutti. La lingua è facile da capire nel parlato, sembra genovese, più complicata, ma non troppo, nello scritto.
PS: Grandola ecc. è la canzone che , trasmessa, alla radio ha dato inizio alla rivoluzione dei garofani.
Claudio Bellavita

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