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Nel 2023 si vota: e la legge elettorale?

Purtroppo a pochi mesi dal voto i partiti nicchiano ed il pericolo è che si arrivi all’ultimo minuto e si produca la solita schifezza. Di Roberto Caputo

di Roberto Caputo | 8 Maggio 2022

Deputati e senatori sono stati dimezzati. Dalle ultime elezioni politiche del 2018 è cambiato il mondo. Allora stravinsero i grillini con il 33 per cento dei voti. Da quella data  ad oggi vi sono stati tre governi, tutti di maggioranze diverse. Ora presidente del Consiglio è Draghi, un tecnico chiamato da Mattarella a varare una coalizione di unità nazionale. In Parlamento, infatti, non esiste numericamente una maggioranza omogenea. I sondaggi danno numeri decisamente dissimili da quelli del 2018. Oggi viene dato come primo partito quello della Meloni che nelle ultime elezioni politiche raggiunse a fatica il quorum. E’ evidente che serve urgentemente una nuova legge elettorale che sia in grado di permettere la governabilità del Paese. Purtroppo a pochi mesi dal voto i partiti nicchiano ed il pericolo è che si arrivi all’ultimo minuto e si produca la solita schifezza. Oltretutto è da molto tempo che i cittadini non hanno la possibilità di dare una preferenza ad un candidato. Votano liste bloccate, decise dalle segreterie dei partiti. I soliti nomi del circo mediatico. E gli elettori disertano le urne. Sono lontani dal palazzo. Forse servirebbe un forte richiamo del Presidente della Repubblica. alle balbettanti forze politiche.

Roberto Caputo

Pubblicato in : Editoriale, Il punto di Roberto CaputoTag: draghi, elezioni, elezioni politiche, legge elettorale, meloni, mondo, nuova legge, parlamento, presidente del consiglio, presidente della repubblica, repubblica, unità nazionale

Info Roberto Caputo

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all’avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla “Mala” a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Giorgio Pizzol

    12 Maggio 2022 alle 13:49

    Dal 1993 le leggi elettorali sono state approvate senza previa adeguata discussione in Parlamento e nel paese. Le maggioranze parlamentari ogni volta, abusando del loro potere, hanno prodotto leggi tali da favorire la loro riconquista di una maggioranza preponderante. Non sempre scopo poi è stato raggiunto. In ogni caso le leggi elettorali approvate hanno stravolte le norme costituzionali che stabiliscono il principio del “voto uguale”: al momento in cui si vota e al momento della distribuzione dei seggi (Art. 48, 51, 49 Cost.) Anche la nuova legge elettorale, a quanto stiamo vedendo, sarà approvata senza discussione in base ad accordi segreti tra i vertici degli attuali partiti che di fatto nomineranno loro stessi i nuovi membri del Parlamento in patente spregio alle norme costituzionali. Sarà prodotta dunque, come dice Roberto Caputo, all’ultimo la solita schifezza. Il tutto nel silenzio dei media, dei costituzionalisti e di politologi che “fanno” l’opinione pubblica.

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