Deputati e senatori sono stati dimezzati. Dalle ultime elezioni politiche del 2018 è cambiato il mondo. Allora stravinsero i grillini con il 33 per cento dei voti. Da quella data ad oggi vi sono stati tre governi, tutti di maggioranze diverse. Ora presidente del Consiglio è Draghi, un tecnico chiamato da Mattarella a varare una coalizione di unità nazionale. In Parlamento, infatti, non esiste numericamente una maggioranza omogenea. I sondaggi danno numeri decisamente dissimili da quelli del 2018. Oggi viene dato come primo partito quello della Meloni che nelle ultime elezioni politiche raggiunse a fatica il quorum. E’ evidente che serve urgentemente una nuova legge elettorale che sia in grado di permettere la governabilità del Paese. Purtroppo a pochi mesi dal voto i partiti nicchiano ed il pericolo è che si arrivi all’ultimo minuto e si produca la solita schifezza. Oltretutto è da molto tempo che i cittadini non hanno la possibilità di dare una preferenza ad un candidato. Votano liste bloccate, decise dalle segreterie dei partiti. I soliti nomi del circo mediatico. E gli elettori disertano le urne. Sono lontani dal palazzo. Forse servirebbe un forte richiamo del Presidente della Repubblica. alle balbettanti forze politiche.
Roberto Caputo

Dal 1993 le leggi elettorali sono state approvate senza previa adeguata discussione in Parlamento e nel paese. Le maggioranze parlamentari ogni volta, abusando del loro potere, hanno prodotto leggi tali da favorire la loro riconquista di una maggioranza preponderante. Non sempre scopo poi è stato raggiunto. In ogni caso le leggi elettorali approvate hanno stravolte le norme costituzionali che stabiliscono il principio del “voto uguale”: al momento in cui si vota e al momento della distribuzione dei seggi (Art. 48, 51, 49 Cost.) Anche la nuova legge elettorale, a quanto stiamo vedendo, sarà approvata senza discussione in base ad accordi segreti tra i vertici degli attuali partiti che di fatto nomineranno loro stessi i nuovi membri del Parlamento in patente spregio alle norme costituzionali. Sarà prodotta dunque, come dice Roberto Caputo, all’ultimo la solita schifezza. Il tutto nel silenzio dei media, dei costituzionalisti e di politologi che “fanno” l’opinione pubblica.