
“E c’è da chiedersi se la sua amarezza e la sua tristezza non nascono principalmente da questo: cioè dal rendersi conto d’essere solo un vecchio toro scaraventato in una corrida da cui non può uscire che morto primo ministro Benjamin Netanyahu. Picadores, (mettere il toro in condizioni di inferiorità, costringendolo a tenere la testa abbassata) banderilleros, (nelle corride, il torero che, con azione abile e spericolata, pianta le banderillas bastoni con ganci nel collo del toro) toreri, amici, nemici, egiziani, siriani, palestinesi, sono tutti uniti contro di lui: in una congiura assai facile, in fondo. Nel caso, il potere è tutt’altro che comodo.”
Per la prima volta sono in corso negoziati diretti tra Siria e Israele. Lo riferiscono fonti internazionali e siriane citate dalla tv SyriaTv vicina all’attuale governo di Damasco. Secondo le fonti, nelle ultime settimane una delegazione israeliana e una siriana si sono incontrate più volte si sono confrontati con l’obiettivo di placare le tensioni seguite ai ripetuti attacchi israeliani e all’occupazione militare di Israele nel sud-ovest della Siria. I due Paesi non hanno rapporti diplomatici e sono formalmente in stato di belligeranza (conflitto) sin dalla loro nascita quasi 80 anni fa. È atterrato ieri mattina in Israele l’ottocentesimo aereo carico di aiuti militari statunitensi dall’inizio della guerra a Gaza. Lo ha riferito il ministero della Difesa israeliano in una nota riportata dal Times of Israel. In totale, dal 7 ottobre 2023 sono arrivate dagli Usa più di 90.000 tonnellate di armamenti e attrezzature militari. Le forniture, ha quanto riferito dal ministero, comprende “veicoli corazzati, munizioni, equipaggiamento di protezione personale e attrezzature mediche”. L’aiuto da Washington, si spiega, contribuisce “in modo significativo” garantire che l’Idf possa continuare le operazioni sia “per raggiungere gli obiettivi di guerra sia per migliorare la capacità di risposta rapida e le scorte”. Migliaia di residenti della Striscia stanno ritirando pacchi alimentari nel sito di distribuzione di aiuti umanitari a ovest di Rafah, nella piazza Al-Alam, aperto dalla Gaza Humanitarian Foundation (Ghf). Alcuni cittadini hanno caricato sui social filmati che mostrano i pacchi, che includono prodotti come pasta, olio, farina, riso, cibo in scatola e fagioli. La Ghf ieri sera ha annunciato di aver iniziato a operare nella Striscia di Gaza. Le milizie yemenite degli Houthi hanno rivendicato l’attacco missilistico contro l’aeroporto di Tel Aviv, come rappresaglia per le operazioni isrealiane nella Striscia di Gaza e l’ingresso di centinaia di israeliani nella moschea di al-Aqsa. “Le forze missilistiche delle forze armate yemenite hanno condotto una doppia operazione militare di alto livello con due missili balistici. Uno di questi, un missile ipersonico ‘Palestine 2’, è stato lanciato contro l’aeroporto di Lod, noto in Israele come aeroporto Ben Gurion, nella regione occupata di Giaffa”, si legge nel comunicato delle milizie diffuso su Telegram.
“L’espansione delle operazioni militari israeliane a Gaza, che prendono di mira le infrastrutture civili, tra cui una scuola che fungeva da rifugio per le famiglie palestinesi sfollate, uccidendo civili, compresi bambini, è abominevole”. Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, da quanto emerge dal resoconto dato dall’esecutivo Ue della telefonata avuta ieri con il Re Abdullah II di Giordania. Il ministero della Salute di Gaza, guidato da Hamas, ha riferito che 79 palestinesi sono stati uccisi e 163 sono rimasti feriti nella Striscia nelle ultime 24 ore per attacchi delle forze armate israeliane. Secondo il ministero, dall’inizio della guerra a Gaza sono state uccise 54.056 persone e altre 123.129 sono rimaste ferite. Migliaia di persone sarebbero ancora disperse, secondo la stessa fonte. Secondo l’agenzia di stampa palestinese Wafa, oggi diversi civili sono stati uccisi e altri feriti negli attacchi aerei israeliani in diverse zone della Striscia di Gaza. Cinque persone sono morte nei bombardamenti su Khan Younis, altre due a Jabalia al-Balad, a nord della Striscia. Altre due vittime e feriti sarebbero state registrate a sud-ovest della città di Gaza, e sulla città di Beit Lahia, a nord. Circa 300 scrittori, tra cui due Premi Nobel della Letteratura, i francesi Annie Ernaux e Jean-Marie Gustave Le Clézio, denunciano in un testo pubblicato dal giornale Libération il ”genocidio” della popolazione di Gaza e chiedono un ”cessate il fuoco immediato”. ”Così come era urgente qualificare i crimini commessi contro dei civili il 7 ottobre 2023 come crimini di guerra e contro l’umanità, bisogna nominare il ‘genocidio”’ a Gaza, si legge nel testo con un richiamo in prima pagina del giornale francese. Una nuova offensiva militare israeliana ha costretto allo sfollamento di quasi 180.000 persone negli ultimi 10 giorni. Lo afferma l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, mentre Israele persegue una nuova offensiva volta a prendere il controllo della maggior parte del territorio. La politica di Benjamin Netanyahu.
Giuseppe Basilico

Lascia un commento