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Nasce il coordinamento liberali-repubblicani-socialisti per il no alla deforma costituzionale, contro Renzi e la sua democrazia sotto la neve

Referendum SI/NO: un contributo di liberali-repubblicani-socialisti a favore del NO

di Redazione Pensalibero.it | 10 Ottobre 2016
Nei giorni scorsi si è svolta una riunione unitaria dei comitati per il No dei liberali, repubblicani e socialisti. Al termine della quale è stato redatto il seguente documento.
I tre comitati hanno unanimemente stigmatizzato l’atteggiamento poco istituzionale del Presidente del Consiglio, che dopo aver promesso di consultare le opposizioni sulla data del referendum, sta procedendo senza aver sentito nessuno, alla convocazione dei comizi.
In particolare desta preoccupazione, la scelta del 4 dicembre, in un periodo dell’anno, in cui, svariati comuni del nord Italia, potrebbero già essere sotto la neve: ci pare questa una scelta dettata più a scoraggiare la partecipazione democratica che a favorirla.
Liberali, repubblicani e socialisti uniti nella campagna referendaria
per il NO alle modifiche della Costituzione.
I tre Comitati del NO, liberali, repubblicani e socialisti hanno verificato la identità delle loro posizioni in merito alla riforma della Costituzione approvata dal Parlamento e sottoposta al giudizio referendario dei cittadini italiani.
Liberali, repubblicani e socialisti convengono sulla comune valutazione che un Parlamento eletto con una legge elettorale dichiarata incostituzionale dalla Suprema Corte non era e non è legittimato a procedere a qualsiasi modifica, sia pur minima, della Carta Costituzionale. Ci troviamo, peraltro, di fronte non ad una semplice revisione delle norme, come prescrive l’art. 138, bensì di fronte ad un complessivo stravolgimento dell’impianto costituzionale, che poteva essere demandato soltanto ad una Assemblea Costituente.
Premessa questa ineludibile considerazione di illegittimità del testo sottoposto a quesito referendario, liberali, repubblicani e socialisti concordano nel giudizio pienamente negativo sul merito della riforma.
Non è vero che la riforma garantisce la stabilità. Non è vero che la riforma riduce, se non misura irrisoria, i costi della politica. E’ vero, invece, che, anche per effetto della legge elettorale strettamente legata alla riforma, si affida al capo di un partito di minoranza il potere di nominare la maggioranza del Parlamento e, quindi, di eleggere il Presidente della Repubblica e di controllare la Corte Costituzionale. Si altera in questo modo e irreversibilmente quell’equilibrio di poteri che è alla base dell’architettura costituzionale definita dai costituenti e che è elemento fondamentale di ogni vera democrazia. Si deve ricordare che questo disegno cesaristico avrebbe come inquietante corollario una riforma Rai che già mette nelle mani del presidente del consiglio tutta l’informazione pubblica.
Ulteriormente e in modo non reversibile, la “deforma” Costituzionale di Renzi riesce a scontentare, contemporaneamente, sia i detrattori del centralismo che i suoi sostenitori. I primi non possono non rilevare le definitorie e definitive competenze che lo stato centrale si arrogherà su temi strategici per la nazione; gli altri deprecano l’istituzione del costoso e litigioso Senato delle regioni: Nel merito una grande assemblea condominiale permanente con competenze esclusive su tutti i più importanti aspetti del vivere quotidiano.
Liberali, repubblicani e socialisti ritengono che la Carta Costituzionale anche sulla base dell’esperienza di settant’anni debba e possa essere modificata per meglio adeguarla alle esigenze di funzionalità che si rendono necessarie e anche per dare maggiore corpo  ai principi di laicità e di salvaguardia dei diritti individuali, che l’evoluzione civile e morale del paese ha consolidato. Ma il processo di riscrittura della Costituzione deve avvenire attraverso il coinvolgimento della rappresentanza proporzionale di tutti i cittadini e quindi attraverso la convocazione di una nuova Assemblea Costituente.
Per questi motivi i tre Comitati per il NO, liberali, repubblicani e socialisti, hanno deciso di costituire un proprio organismo di coordinamento e di concordare iniziative comuni sia a sostegno della campagna per il NO sia per promuovere nei prossimi mesi mobilitazione generale per la convocazione di un’Assemblea Costituente
Pubblicato in : Primo pianoTag: assemblea costituente, carta costituzionale, cittadini italiani, corte costituzionale, costi, costi della politica, costituzione, democrazia, italia, la nazione, laicità, legge elettorale, Liberali, merito, nazione, No al referendum, nord italia, parlamento, presidente del consiglio, presidente della repubblica, processo, rai, referendum, renzi, repubblica

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Commenti

  1. Marzio Siracusa

    11 Ottobre 2016 alle 17:36

    Chissà perché questa richiamo ai servi dà tanta noia in un popolo notoriamente servile.

    Rispondi
  2. Marzio Siracusa

    11 Ottobre 2016 alle 11:02

    La riforma cosiddetta sembra scritta da un studente che ha appeno preso 18 all’esame di diritto costituzionale. Tralasciamo l’insalata mista del combinato artt. 70, 71, 72,73, un vero delirio dello studente che non sa rispondere alla domanda sulle nuove funzioni e ruolo del Senato. Si consideri invece il comma aggiunto all’art. 55 ” Ciascun membro della Camera dei deputati rappresenta la Nazione “. Cosa significa, quale nuovo concetto di rappresentanza viene surrettiziamente introdotto, che non sia la rappresentanza di chi ha eletto il deputato? Al riguardo si confrontino il vecchio e il nuovo art.67. Nella versione vigente si legge: ” Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato “, L’art. 67 della proposta di riforma invece recita: ” I membri del Parlamento esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato “. Se i senatori sono scelti fra gli enti territoriali a loro volta elettivi, perché non rappresentano più la Nazione? Qua è smaccatamente leso il principio di rappresentanza. Al minimo direi che il nuovo comma dell’art.55 non prevedendo il ” senza vincolo di mandato ” per i deputati, omette di ricordare indirettamente l’esistenza di quel vincolo e della relativa rappresentanza, e introduce nella costituzione la legittimità di diritto al trasformismo in nome della Nazione in fase di formazione della maggioranza e delle leggi. E poi perché l’art.55 si rivolge a ” ciascun membro ” e non ai ” membri della Camera ” come sarebbe stato logico ex. art.67? L’idea di Nazione, cancellato il ” senza vincolo di mandato ” sposta il valore della rappresentanza in un’idea indistinta e demagogica dove le parti politiche vanno a confondersi nei casi di emergenza manipolata e organizzata dall’alto. Qua è immesso un meccanismo non fantasticamente ma storicamente pericoloso per l’istituzione. Non sono questioni di lana caprina, ma punti essenziali che annoderebbero, qualora accolti, lo svolgimento corretto dell’attività legislativa. Il problema allora è: la proposta di riforma è stata scritta in malafede o ignoranza? Entrambe probabilmente, quindi è obbligatorio il ” NO “.

    Rispondi
  3. Marzio Siracusa

    10 Ottobre 2016 alle 10:39

    SOLO I SERVI DICONO SÌ

    Rispondi
    • learco

      11 Ottobre 2016 alle 12:06

      Credo sia più difficile imparare a dire si e argomentarlo, piuttosto che dire no …comunque iovotoSI e non mi sento un servo sciocco…sicuramente lo è lei.

      Rispondi
    • Raffaello Biagiotti

      11 Ottobre 2016 alle 12:37

      Servi o non servi, personalmente qaccetto tutte le idee degli altri, ma quando non le condivido dichiaro il mio pensiero:
      a)-In 70 anni è stata applicata come concepita il primo giorno la nostra meravigliosa COSTITUZIONE? A mre sembra di no, Allora possiamo applicarla come desiderata. Pensiamo di doverla aggiornae allora andiamo al meglio, leggendo le modifiche sembra di procedere in peggio, mi posso anche sbagliare, ma nessuno ancora me lo ha dimostrato, allora voto NO.
      Mi piacerebbe stare con i “Liberali-Repubblicani-Socialisti=
      Salute e Saluti
      Raffaello da Montepulciano

      Rispondi
      • Vittorio Gubbiotti

        11 Ottobre 2016 alle 22:49

        Caro Raffaello, fraternamente, dissento. Ma tanto si sa che io e te si è sempre stati come cane e gatto, anche se ci si vuol bene (e non sai che piacere rileggerti e avere tue notizie!).
        Penso che benchè questa riforma sia così così sia meglio di niente, soprattutto, e mi preme molto, perchè toglie spazi ad autonomie mal gestite e peggio condotte.
        Fatti sentire, vecchio lupo!
        Vittorio, da Perugia

        Rispondi
        • Raffaello Biagiotti

          13 Ottobre 2016 alle 16:30

          Carissimo Vittorio, è con immenso piacere leggerti, il tempo è passato, tanto che forse incontrandoci potremmo non rficonoscerci. Questo tempo mi ha molto modificato, nei modi e nei comportamenti, dorse i perugini, forse VITTORIO, hanno contribuito. Io ritengo che modificare un qualche cosa sia giusto e necessario, però se migliora il presente ed il passato, altrimenti è meglio la conservazione, pur essendo un rivoluzionario in tal caso voto NO.
          Se potessi avere una tua mail, potrei inviarti alcuni lavori ignoranti, da chianno, ma fatti con sentimento.
          Fraternamente.
          Raffaello da Montepulciano.

          Rispondi
          • Vittorio Gubbiotti

            14 Ottobre 2016 alle 11:08

            Caro Raffaello, grande sarebbe il piacere di rivederti! Puoi scrivermi a questo indirizzo:
            vega22@hotmail.com, ne sarei felice e poi potremmo scambiarci di nuovo i riferimenti reciproci.
            Chiedo scusa ai proprietari e ai follower di questo sito, ma in fondo serve anche a ricontattare ciò che altrimenti sarebbe disperso…
            Grazie, quindi, a tutti!

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