Il miglior romanzo del premio Nobel Orhan Pamuk s’intitola “Il mio nome è Rosso”, e racconta in maniera mirabile le profonde divergenze di visione sull’omicidio di un miniaturista nel lontano 1581. L’altra sera il dibattito tra Renzi e Zagrebelsky ha dato origine, sia pure in maniera molto più banale, a qualcosa di simile.
Io ho espresso la mia opinione, ma altri si sono dichiarati di parere opposto. Più in là nel tempo spiegherò in dettaglio come e perché il costituzionalista abbia alla fine vinto il confronto con le sue tesi argomentate( che saranno un faro nel prosieguo della campagna elettorale), rivelandosi decisivo anche nei confronti di chi non era davanti alla tv.
Ma la conferma che per Renzi il “match” sia andato tutt’altro che bene viene addirittura dal padre numero 1 della riforma, da Giorgio Napolitano che rimprovera il premier di avere in passato troppo personalizzato la contesa. L’ex presidente della Repubblica aggiunge poi:”Adesso ha però corretto”.
Non è vero. Matteo, con il suo piglio alla D’Artagnan dei poveri, è sempre lì in prima linea a mostrare l’infinita voglia di potere, e quanto sia importante per lui l’esito del referendum.
E se la disputa con il più illustre costituzionalista gli fosse stata favorevole, Napolitano non avrebbe avvertito il giorno dopo, sondaggi alla mano, la necessità di accorrere in suo soccorso. Sempre ammesso , sia chiaro,che il Presidente emerito, riesca ancora a influire minimamente sulle decisioni degli italiani.
Gianfranco Micali

E’ triste continuare a leggere pareri che di sostanza hanno solo l’opposizione a Renzi. Quindi non sembra sia lui a personalizzare. E ancora peggio e scadente è chi vuole volgarmente chiosare col “metterselo in quel…” , tanto per ribadire il livello intellettuale.
Anche io penso (ma non spero) che vinca il no, frutto di un voto o di ignoranza profonda o di volontà di chi, con malafede, specula e vive sulle disgrazie dei più.
Mi sforzo di far comprendere che il problema non sia sostenere il si o il no. E’ un no a prescindere quando le carte son truccate e il si proposto da chi non ha lo spessore, la cultura, le capacità e la serietà per proporlo.
Da italiano all’estero, a meno che gli italiani che conosco casualmente votino come me, posso prevedere che il no finirà per spuntarla. Basta con la storia dell’ultimo treno o spiaggia. Questa “carne” è tagliata male, cucinata peggio e il cuoco dovrebbe mettersela in quel posticino. Tutte le par condicio, le ragioncine del no e del si, ininfluenti, troppa importanza state dando a questo individuo. No quindi, se chi propone un voto popolare non ha la piu pallida idea su cosa stia mettendo le mani, senza alcun rispetto per nessuno, tantomeno per l’intelligenza o sensibilità delle persone. I buoni e i cattivi dei due schieramenti non cambiano di una virgola il succo della vicenda. Purtroppo, anche la grande stampa ha dato i punti a Renzi in quel duello tv, non s capisce quali siano le ragioni tranne quelle di assecondare il potere, debolissimo, in carica. Altre sono le personalità che dovrebbero occuparsi della cosa pubbica. Nell’attesa di tempi migliori, conviene per tutti aspettare.