Ho letto con attenzione il parere dei 56 costituzionalisti piuttosto orientati per il no, ma scientificamente problematici, e ci ho trovato la considerazione principale a sostegno del si: col referendum, il potere normativo delle regioni viene molto ridotto e in tutte le materie concorrenti viene avocato allo stato. Era ora: l’introduzione delle regioni è stata una catastrofe morale ed economica, gestita da un migliaio di sprovveduti consiglieri che per tre mezze giornate scarse di presenza incassano quasi quanto un parlamentare, senza la scomodità di dover fare il pendolare.
E l’autonomia regionale ha portato a troppe assurdità in materie delicate come la salute. Senza entrare nelle ruberie generalizzate nel settore (in Lombardia si ruba come e forse più che in Calabria, ma almeno esiste un servizio qualificato), oggi ogni regione decide cosa si può curare col servizio sanitario e cosa si deve fare a spese proprie. Praticamente tutte le regioni non hanno servizio dentistico: i dentisti sono troppi e ben organizzati elettoralmente. Ma ci sono casi più drammatici, come l’ortopedia che in genere è assicurata per l’emergenza post incidente ma non per le lunghe terapie successive. Occorrerebbe una guida per insegnare a chi ha problemi permanenti in quali regioni gli conviene andare ad abitare: suppongo Emilia, Veneto e Friuli.
Recentemente sono sobbalzato scoprendo che la vaccinazione contro la meningite fulminante è gratuita in alcune regioni e costa 400 euro in altre. Insomma, mi dispiace per i 56, ma questo è un problema da gestire dallo Stato, e non da Formigoni e dalle mafie.
Poi trovo di grande aiuto per il si la continua passerella televisiva di squalificati personaggi della prima e seconda repubblica che sperano di sopravvivere ripetendo quotidianamente le stesse banalità per il no. E certo un piccolo aiuto viene dato da alcuni sopravvissuti socialisti che hanno affidato il comitato per il no a Bobo Craxi, di professione figlio ( pare che se ne stia preparando anche uno di professione nipote).
Infine, ma questo è un fatto personale, anche se dettato da una lunga esperienza: è prudente fare sempre il contrario di quel che dicono il rancoroso D’Alema e il vanesio Rodotà, santo protettore della più immensa e illeggibile modulistica burocratica, che ci vorrebbe costringere a consultare un avvocato quando si cambia il fornitore della luce e soprattutto quando si comprano obbligazioni in banca, e ci ha già costretti a andare da un consulente anche per la più semplice dichiarazione dei redditi.
Claudio Bellavita

Forse si dimentica cosa era la sanità nazionale prima dell’istituzione delle regioni nel 1970, presente in alcune attraverso i vari istituti e di fatto assente o manchevole in altre. O fa comodo avocare la sanità a Roma per cominciarne la privatizzazione? Mi sembra si stia scherzando col fuoco, attenti a non tirare troppo la corda.
Caro Claudio in bocca al lupo. sei ben attrezzato. Fra poco avremo il soviet con un uomo solo al comando Non avra il basco di Stalin ma la Tiara del POPE. DI fatto, su istigazione di tal Napolitano (quello che imrogliava anche sui biglietti dell’aereo) che gia’ ne aveva create troppe ancor prima di lui, col Monti senatore a vita ad hoc (che cricca!) fino a trovare l’uomo giusto. Se passa il si potrà morire in pace: obierttivo raggiunto!
E che persone intelligenti si siano fatte “affascinare” come coloro che lessero il “Mein kampf”, da un furbastro poco acculturato (vedi gaffes) ma con lo scioglilingua da ven ditore di piatti alla sagra, mi fa proprio specie.
A meno che non pensiate a cose taumaturgiche di questo bulletto di periferia (Rignano) come i ragazzotti che seguivano il “Fonzie”.
Ma questo non è uno spettacolo.
In due parole, la riforma della costituzione ideata e attuata da politici veri, competenti e seri, se ne puo’ discutere, in quel caso un suo pezzo a favore del si (o del no) avrebbe avuto senso.
Visto che invece a proporre questa riforma sono giovincelli annoiati in cerca di fama, lasci perdere.
Non vada a votare, sarebbe piu consono.