Il contatto fisico di un napoletano con la sua città è un’esigenza della quale non può fare a meno. I napoletani, beninteso quando non hanno impegni precisi, ad ogni età, amano passeggiare per la città, senza una meta. Magari nella speranza di incontrare un amico, un conoscente, il vicino di casa perfino. Non è raro vedere capannelli di gente che conversano in amicizia, parlando forte, gesticolando in modo espressivo, con lo sguardo che si sposta dall’alto al basso, da destra a sinistra, nel caso si avvisti un’altra faccia conosciuta. Quanto a darsi un appuntamento…spesso ci si sente dire: “ci vediamo alle…all’angolo del caffè…o vicino al semaforo di quella via, oppure passo a prenderti sotto casa”. Ma perché non darsi appuntamento in un caffè, in una pizzeria o pub, in qualsiasi luogo chiuso insomma. Perché il napoletano è così: carnale, ha il fuoco nelle vene, che deve alimentare all’aria fresca. Ha il culto dei colori luminosi della sua città, anche se mai lo riconoscerà. Ha bisogno di inebriarsi del profumo che sale dal mare e di consolarsi con un caffè ristretto, bevuto in fretta come un dolce veleno. Questi comportamenti non appartengono al tempo che fu. Anche i giovani preferiscono riunirsi all’aria aperta piuttosto che in un cinema o in un pub. Uno dei classici dei sabato sera giovanili napoletani è darsi appuntamento, sotto il liceo Umberto. E, mentre si aspettano i soliti ritardatari, si sono quasi esaurite le batterie delle parole, delle proposte per andare dove. Quando finalmente tutti si mettono d’accordo, uno guarda l’orologio e scopre che si è fatta quasi l’una di notte. E allora inizia un’altra discussione….e le stelle di Napoli stanno a guardare!
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