Terza chiacchierata con Vittorio Mazzoni della Stella. “Le responsabilità sono chiare a tutti. E l’idea di sviarle è una favola che fa “sbudellare” dalle risate”.

L’ex sindaco socialista ed ex vicepresidente MPS, Vittorio Mazzoni della Stella riassume con questo riferimento storico lo stato d’animo diffuso nella città, scossa come un destriero del Palio dalle vicende ingloriose della sua banca.
Più che alle imminenti elezioni politiche, che pure faranno capire molto, a Siena si guarda a quelle per il Comune, che si svolgeranno a Maggio.
“La città è percorsa da due stati d’animo differenti, parimenti diffusi. Da un lato rabbia, sdegno, risentimento, voglia di rivalsa. Dall’altro meraviglia, stupore, incredulità. Perché tutto quello che accade oggi sta accadendo da dieci e più anni. E chi voleva, poteva vedere. Ecco perché mezzi senesi sono incazzati e si sentono derubati. E un’altra metà sono arrabbiati con con se stessi. Per il voto di maggio, perciò, ho la sensazione che l’esito Parma stia diventando ogni giorno più probabile.”
La sensazione è rafforzata dagli scricchiolii di altre istituzioni senesi che accompagnano la caduta della Fondazione e della Banca del Monte dei Paschi. In dissesto c’è la antica e gloriosa Università, squassata da inchieste penali, l’ASL dove il buco di bilancio sta diventando una voragine senza fine (ad oggi è calcolato in 50 milioni, ma potrebbero essere di più). E c’è il Comune, commissariato e in dissesto, che applica ai propri cittadini l’IMU più alta di Italia con la prospettiva, per i prossimi anni, di una massimizzazione delle imposte e di servizi ridotti al minimo. Si trattava di un bilancio “drogato” dai contributi della Fondazione che certamente verranno meno.
L’ “esito Parma” di cui parla Vittorio è la spia dello spappolamento della politica cittadina e dello smarrimento di una città le cui soddisfazioni sono al momento legate solo agli eccellenti risultati, in Italia e in Europa, della squadra di basket.
“Le responsabilità per MPS, ma anche per le altre istituzioni in crisi, sono chiare a tutti. E l’idea di sviarle è una favola che fa “sbudellare” dalle risate. Il principale partito, il PD è diviso ed il fuoco cova sotto la cenere. Intanto, il candidato sindaco, che poi è il sindaco dimissionario, Ceccuzzi, deve vedersela con la insistente e capillare polemica dei sostenitori del sindaco di Monteriggioni, Valentini, al quale fu impedito di gareggiare per le primarie che hanno determinato la nuova candidatura a sindaco di Ceccuzzi. Poi, ancora più devastante, il rimpallo di responsabilità per la crisi di MPS traPD senese ed esponenti nazionali. Non sono illazioni, ma fatti conclamati.
Tanto conclamati e dirompenti che il presidente PD del consiglio regionale della Toscana, Alberto Monaci, parlando con i giornalisti prima di entrare a deporre nella stanza dei PM che indagano su MPS, ha evocato responsabilità lontane nel tempo e nello spazio, “ consigliando” di guardare verso Gallipoli”.
Ecco: anche questo è un sentimento diffuso a Siena, dove molti lamentano che si sia fatta spazio una teoria su MPS nella quale si confondono le vittime con i carnefici. In questo sentimento si rivendica ai senesi lo status di vittime e a “quelli venuti da fuori” il ruolo dei carnefici. E si confida che il procedere dell’inchiesta possa chiarire molte cose. “ Si è cominciato – conclude Mazzoni – a leggere la storia dall’ultimo capitolo, ma ho la sensazione che i tre PM vogliano arrivare a leggere la prefazione”.
Molto aiuto potrebbe arrivare dall’ex presidente Giuseppe Mussari, se sono vere le notizie di stampa trapelate sul suo primo interrogatorio. Nel quale non sarebbe andato molto oltre il disbrigo delle formalità di rito. Ma nel quale avrebbe fatto presente di ritenersi non il deus ex machina della vicenda, ma “un oggetto rappresentativo di volontà politiche più forti”.

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