• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Voti a perdere

di Chiara Boriosi | 18 Febbraio 2013

Ci ritroviamo alla vigilia di elezioni politiche surreali, dove l’obbiettivo è non farsi troppo male, mirare al pareggino, preordinare accordicchi di governicchio.

elezioniNo, non è un refuso, il titolo è proprio voti a perdere. Che può essere letto in due modi: voti, nel senso di intenzione espressa dagli elettori, che andranno dispersi nella schizofrenica frammentazione di liste che nega platealmente il bipolarismo sul cui modello ci viene chiesto di votare. Oppure voti, nel senso di auspici, che augurano al prossimo governo una nascita travagliata ed una brevissima esistenza seguita da una morte precoce e rapida. Più ci avviciniamo alla scadenza elettorale, più il sentimento popolare oscilla fra questi due stati d’animo, che non sono poi così distanti fra loro; la frammentazione del voto è figlia della delusione e dell’incertezza, che a loro volta generano la percezione di una prossima definitiva paralisi di un sistema che, così come è, non può più funzionare nè tantomeno dare risposte convincenti.

La verità è che mai come in questo momento storico, complice la concomitanza di molteplici stati di crisi – politico, economico, sociale, civile – il nostro paese si è trovato di fronte alla necessità, e dunque anche all’opportunità, di apportare un cambiamento profondo e radicale, e tuttavia mai come in questo momento abbiamo percepito la più forte resistenza a questo cambiamento, come se una mano potente ed invisibile ci avesse ricacciati indietro di molti anni e di molte esperienze, riportandoci ad una fase di traghettamento, all’interno però dello stesso mare chiuso, che avevamo già vissuto vent’anni fa.

E siccome siamo una razza strana ed imbarbarita – dai secoli, dalle troppe piccole storie mai coagulate in una storia comune, dall’arte della sopravvivenza praticata così a lungo da far dimenticare quella della ripartenza – preferiamo ripetere compulsivamente i nostri errori, aggravandoli, piuttosto che porvi rimedio quando se ne avrebbe la possibilità. Siamo fatti così, speriamo sempre che qualcuno vada avanti e faccia il lavoro sporco per noi, per poi raccoglierne il frutto senza fatica e senza impegno, ma attribuendoci in corsa tutti i meriti. Vogliamo il risultato, ma non il rischio che esso comporta per essere ottenuto.

Solo che certe svolte della vita richiedono uno sforzo complesso e collettivo, specie se si intende riformare un intero sistema dalle sue fondamenta – di questo avevamo ed abbiamo più che mai bisogno, in Italia, e tre mesi fa avevamo davvero la grande opportunità di aprire finalmente la porta del cambiamento, di cambiare passo, persone, programmi, obbiettivi, e di farlo consapevolmente e responsabilmente. Ma era necessario impegnarsi, ed in questo, no, non siamo bravi. Se non per il tempo breve di una partita di calcio. Era necessario esporsi, e neanche in questo siamo bravi, perchè si potrebbe perdere qualcosa, si potrebbe essere soggetti a qualche ripercussione, ed è meglio restare a guardia del proprio orticello aspettando che siano gli altri ad esporsi per noi, tanto per muoversi c’è sempre tempo e intanto si sta coperti ed allineati a vedere cosa succede, chè è meglio rischiare solo quando si è sicuri di vincere e di riscuotere il premio.

Così ci ritroviamo alla vigilia di elezioni politiche surreali, dove l’obbiettivo è non farsi troppo male, mirare al pareggino, preordinare accordicchi di governicchio, nell’ennesimo tentativo di tirare a campare tutelando le solite rendite di posizione finchè si può. Ci si balocca con le trovate ad effetto, le sparate, gli appelli al voto utile, nella più scialba, insignificante e del tutto inutile campagna elettorale cui abbiamo mai avuto la sventura di assistere. Si briga, si intriga, si chiacchiera, ma sopratutto ci si lamenta, chè quello è il vero sport nazionale italiano, altro che il calcio – nel lamento vano, inutile ed infruttuoso siamo i primi al mondo e non temiamo concorrenti.

Eppure ora, e non dopo le elezioni, è il momento di dire qualche scomoda verità, e non ci tiriamo indietro. A tutti coloro che vagheggiano il voto utile, a tutti coloro che “votare è un dovere”, a tutti coloro che “se il candidato Premier fosse stato quello che mi piaceva”, a tutti coloro che “al prossimo giro, tanto questi vanno a casa in tre mesi”, a tutti quelli che “i miei principi mi hanno impedito di votare alle primarie degli altri” – a tutti coloro che, per farla breve, ci assillano da mesi con queste nenie e ci chiedono una risposta ma sopratutto una forma di comprensione al loro vano lamento, possiamo dire solo questo: ma tre mesi fa, dove eravate?! Tutti nascosti, tutti coperti, tutti in attesa che gli altri facessero il lavoro per voi e vi fornissero gentilmente su un piatto d’argento il miglior candidato ed il miglior programma, perchè esporsi no, non va bene, per carità, aspettiamo, tanto ci pensa qualcun altro a fare la battaglia, mentre noi si sta a guardare e si fa finta che non ci riguardi affatto.

Bene, i vostri voti sono mancati quando servivano davvero – tenetevi ora quel che rimane, ovvero i vostri voti a perdere, ma non venite a lamentarvi ed a cercare comprensione qui. Da oggi le giustificazioni non sono ammesse – metodo Stumpo, una garanzia.

Pubblicato in : L'Angolo di Chi.bo

Info Chiara Boriosi

Chiara Boriosi, umbra di nascita e fiorentina di adozione, laureata in Lettere all’Università di Firenze con il Prof. Giorgio Luti, accanita lettrice, scocciatrice per vocazione, polemica di natura…insomma, Chi.Bo.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Chiara

    18 Febbraio 2013 alle 12:06

    Grazie Cesare, questo articolo lo leggerai solo qui, chè altrove vige la regola della bottega e non quella della libera espressione :)

    Rispondi
  2. Cesare Mannucci

    18 Febbraio 2013 alle 11:45

    Grandissima come sempre Chiara, lucida, incisiva e sagace. Questo articolo martedì prossimo dovrebbero pubblicarlo come editoriale congiunto il Corriere della Sera e Repubblica.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti