• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Morto Stalin se ne fa un altro

Paura e terrore collettivo in questa commedia, noir, storia non storia. Il film è ispirato ad una graphic novel francese.

di Maria Rita Monaco | 22 Gennaio 2018

Leggendo il titolo in italiano verrebbe spontaneo gridare “ma anche no” e pensare che il film parta con il piede sbagliato, ma non domandiamoci, prima di entrare in sala, se si può ridere della morte di un despota, la risposta l’avremo solo dopo la proiezione.

Un incipit “tranquillo” Radio Mosca sta trasmettendo un concerto, Stalin ne è talmente ammirato che ordina gli venga portata una registrazione…panico fra il pubblico e gli orchestrali. Non c’è nessuna registrazione …non resta che ripetere il concerto anche se è ormai notte…qualunque altra risposta potrebbe significare deportazione in Siberia. Qualche giorno dopo Stalin viene colto da ictus, non ci sono medici in grado di soccorrerlo (i più bravi sono stati deportati in Siberia, accusati di tradimento) , morirà ma il popolo sarà informato solo due giorni dopo il decesso.

Il film non parla deella morte di Stalin ma di un popolo impaurito,  di una gerarchia violenta i cui componenti non si fidano l’uno dell’altro, complottano,temono continuamente di essere destituiti o condannati alla deportazione, hanno obbedito ciecamente a Stalin , complici con lui di molti misfatti e ora temono gli eventi.

Una pagina di storia ? Forse ma riveduta e corretta da un regista, Armando Iannucci, abituato alla satira politica, che trasforma in commedia la morte di un dittatore e i giorni seguenti al suo decesso. Ed ecco che una delle dittature più violente,  se non addirittura la più crudele e spietata (con buona pace di chi ancora oggi cerca di sminuire questa tragedia) scorre sullo schermo come una farsa.

Stalin amava tirannizzare anche i suoi più stretti collabotratori, li invitava a cenare e bere vodka con lui, e dopo, li costringeva ad assisstere alla proiezione dei film che lui amava (Iannucci  dice che fossero western) , ma pare che nella realtà Stalin amasse i musical americani e non è una riflessione fuorviante quella che ci porta a domandarci come mai i due dittatori più crudeli del secolo scorso (Hitler e Stalin) fossero entrambi innamorati oltre che del potere, del cinema e della musica.

Tutto vero quello che racconta Iannucci? Il film è una continua storia e non storia. Nel momento in cui viene  finalmente annunciata la morte del dittatore la notizia scatena una forsennata corsa alla successione. la lotta fra i papabili è senza esclusione di colpi, si complotta, si denuncia l’amico, si ha il terrore di essere epurati.

Quando la commedia diventa noir non si sviluppa indagando su un assassino (quello c’è già, è stato un assassino spietato nei confronti del suo stesso popolo che lo chiamava “piccolo padre” e la commedia (a tratti sbracata) torna ad essere tale quando segue le azioni dei collaboratori più intimi di Stalin e la loro lotta per la successione.

Si può quindi ridere della morte di un despota? Sì, afferma il film, basta però sapere e pensare che gli anni dell’ascesa al potere di Stalin e quelli della sua lunga dittatura furono anni di purghe, deportazioni, tradimenti, assassinii e sterminio di coloro che erano costretti ad osannarlo. Non vorrei che fra una risata e l’altra alcuni si dimenticassero di questa tragedia.

Maria Rita Monaco

 

 

Pubblicato in : Cultura ed eventiTag: anni, cinema, dittatore, medici, notizia, satira, secolo scorso

Info Maria Rita Monaco

Insegnante di lettere nelle scuole medie, alla fine degli anni settanta è tra i fondatori del Laboratorio Immagine Donna con il quale, sino al 2008, promuove festival cinematografici. Dal 1981 al 1987 è assistente in “Teoria e tecnica delle comunicazioni di Massa” del professor Baldelli presso l’Università di Firenze. Ha partecipato a progetti di educazione e comunicazione cinematografica e curato vari cineforum. Collaborato attivamente con la Biblioteca delle Donne di Soverato e con la Commissione Pari Opportunità di Catanzaro. Dal 2008 scrive recensioni di film e libri su Pensalibero.it

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Maria Rita Monaco

    29 Gennaio 2018 alle 10:12

    Purtroppo non credo all’ingenua buona fede , almeno a quella dei capi comunisti taliani. Non dimentichiamo che tanti, Napolitano in testa (remember?) plaudirono all’invasione in Ungheria con carri armati e compagnia battagliante.

    Rispondi
  2. Enrico Martelloni

    25 Gennaio 2018 alle 13:15

    Per questo, non se ne sono resi conto i comunisti italiani e molti altri in tutti questi anni, posso tranquillamente immaginare, che poco o nulla hanno capito i giovani. Transit, così è.

    Rispondi
  3. Maria Rita Monaco

    25 Gennaio 2018 alle 12:31

    Grazie per l’attenzione e per le notizie sulla Yudina che, ignoranza mia, non conoscevo.Il film mi ha lasciato perplessa perchè non riesco ancora a capire se i giovani, che ignorano tanta parte della storia recente, hanno recepito il terrore di quegli anni.

    Rispondi
  4. Enrico Martelloni

    24 Gennaio 2018 alle 21:45

    Brava Maria Rtia, bel pezzo. Stalin amava i musical americani. Il regista russo Allessandrovic ne produsse per lui. Stalin ( acciaio) amava la musica. Una volta ascoltando alla radio il concertobin la maggiore di Wolfang Amadeus Mozart interpretato dalla celebre Maria Yudina, ne chiese una copia. Quando stalin fu trovato morto, pare per un ictus, sul grammofono continuava a girare quel mefesimo disco della Yudina.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti