
L’Ucraina sta affrontando una delle sue ore più drammatiche, stretta in una morsa geopolitica, tecnologica e militare. Nelle ultime 24 ore, una combinazione di devastanti attacchi aerei russi e improvvisi mutamenti nelle alleanze occidentali ha fatto sprofondare Kiev nel buio, isolando ulteriormente il presidente Volodymyr Zelensky.
La notte tra martedì e mercoledì è stata segnata da un maxi attacco russo con missili balistici che ha centrato in pieno la centrale elettrica termoelettrica CHP-4 di Kiev, oltre a colpire un edificio residenziale di nove piani nel quartiere di Desnianskyi. Il bilancio provvisorio è di almeno sei morti e decine di feriti, ma il dato che allarma maggiormente il comando ucraino è un altro: le esplosioni sono avvenute prima che potessero suonare le sirene d’allarme.
Zelensky ha denunciato la totale mancanza di preavviso da parte degli alleati. L’intelligence statunitense ha infatti interrotto la condivisione di informazioni satellitari cruciali, lasciando la difesa aerea ucraina temporaneamente cieca dinanzi ai vettori russi in arrivo.
In concomitanza con i bombardamenti, sul fronte del campo di battaglia si è registrato il depotenziamento della rete satellitare Starlink, lo strumento fondamentale utilizzato dall’esercito ucraino per coordinare le truppe e guidare i droni militari. I soldati al fronte hanno segnalato pesanti rallentamenti e restrizioni sulla velocità del servizio.
Zelensky è intervenuto pubblicamente auspicando che si tratti solo di un “grosso problema tecnico” e chiedendone l’immediata riattivazione. La risposta di Elon Musk non si è fatta attendere: attraverso la piattaforma X, il miliardario ha precisato che la versione militare del sistema (Starshield) è sotto il controllo del governo americano. “Qualsiasi limite di velocità o utilizzo è deciso dalle forze armate statunitensi e, in ultima analisi, dal Presidente POTUS”, ha scritto Musk, scaricando di fatto la responsabilità della decisione sulla Casa Bianca.
È in questo clima di isolamento che Volodymyr Zelensky è atterrato nel Regno Unito per una serie di incontri istituzionali, venendo accolto a Downing Street dal primo ministro britannico Andy Burnham. Durante la visita a Londra, il leader ucraino ha rilasciato dichiarazioni pesantissime nei confronti del presidente statunitense Donald Trump.
Alla domanda esplicita se si sentisse tradito dall’alleato americano, Zelensky ha risposto: “Davvero, sì… I suoi consiglieri lo stanno spingendo verso la parte sbagliata della storia”. L’accusa fa riferimento ai recenti sviluppi e in particolare alla cosiddetta “tregua energetica”, un accordo che ha permesso alla Russia di incrementare le esportazioni di gasolio. Zelensky ha definito questa intesa con Vladimir Putin come un “grosso errore”, doloroso per le sorti della resistenza ucraina.
Il premier britannico Andy Burnham ha annunciato che il Regno Unito si farà promotore di un tentativo diplomatico per cercare di ricucire lo strappo e ristabilire un canale di comunicazione stabile tra Washington e Kiev, ma al momento la capitale ucraina si ritrova a fare i conti con i razionamenti energetici e la costante minaccia dal cielo.
Giuseppe Basilico

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