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Morire di tasse

di Fabrizio Binacchi | 22 Aprile 2012

L’altro giorno un pensionato  di Roma a 700 euro mensili chiedeva alla radio come farà il comune a sequestrargli la casa visto che è già sicuro che non riuscirà a pagare l’imposta. “Che tristezza” rispondeva il conduttore. Non basta la commiserazione, bisogna equilibrare. Dopo il Salva Italia è necessario un Salva Italiani, ma presto. 

Chi l’avrebbe mai immaginato? Morire di tasse. Soffocare di imposte ed aumenti. Farla finita per non riuscire a pagare imposte o  salari ai dipendenti. Il fallimento economico che diventa fallimento di una vita. Ma stiamo sognando? No cronaca, purtroppo. Non a livello dei suicidi della Grecia,  e pensare che era il paese in cui ci si suicidava di meno, ma anche l’Italia nei primi quattro mesi dell’anno ha il suo bel primato di suicidi e tentati suicidi per ragioni economiche: preoccupazione sociale e non solo rilevazione sociologica. In pochi mesi, Monti, con governo tecnico e alleanza annessa, ha rifatto un’immagine e ha abbattuto lo spread, almeno all’inizio, anche se poi è tornato in altalena, provocando sussulti, sussurri e grida. Lui, Monti,  ha spiegato che anche le vicende dei partiti e i loro scandali economici sono all’attenzione dei mercati. Speriamo non vadano all’estero tutti i dettagli aberranti, tra lingotti e diamanti,  che stiamo scoprendo nel patrii confini. Per carità di patria, appunto. Credibilità cercasi. L’ abilità di rappresentarsi. Misure di controllo sono opportune ma sono un primo tampone. Il costo dei provvedimenti sta allarmando: stiamo patendo e pagando in questi mesi, tra maggiore prelievo fiscale e aumenti di beni e servizi, carburante prima di tutto, a tutto spiano e forse più di quel che possiamo. E qui vengono i primati tristi. Che sono molto tristi. Stiamo scalando i vertici europei per salasso fiscale, saremmo terzi, secondo le ultime statistiche e siamo primi per evasione fiscale. Un bel podio. E c’è gente che rischia di morire di tasse. Dopo i suicidi e i tentati suicidi che hanno fatto notizia perché si dice provocati dalla sensazione di non poter più andare avanti così, c’è il rischio della depressione sociale diffusa, per pagamenti che non si riescono a sopportare. Tipo la nuova imposta sulla casa che comporta incubi a tutti.  L’altro giorno un pensionato  di Roma, a 700 euro mensili, chiedeva alla radio come farà il comune a sequestrargli la casa, visto che è già sicuro che non riuscirà a pagare l’imposta. “Che tristezza” rispondeva il conduttore.  Non basta la commiserazione, bisogna equilibrare. Senza equilibrio non si va da nessuna parte. Non si possono buttare i soldi pubblici e chiedere ancora sacrifici ai soliti noti, solo perché noti. Con una decrescita del 2 per cento reali e un fatturato industriale che perde il 7 per cento sullo stesso periodo dell’anno precedente. Come si può ben immaginare, senza aver fatto un master alla Bocconi, questi due primati sono le facce della stessa medaglia. Siccome ci sono ancora tanti furbetti e furbastri italici che non pagano le tasse, o non pagano tutto il dovuto, è automatico che lo Stato debba far pagare molto, troppo dice persino il capo della magistratura contabile, a chi le paga, a chi è dipendente e quindi ha il prelievo alla fonte , a chi è probo e onesto. Il 45 per cento medio di pressione fiscale è un “livello che ha pochi confronti al mondo”. In Europa veniamo terzi dopo la Svezia e la Finlandia che sono al 46 circa, ma che come è noto hanno ben altri sistemi di assistenza sociale e servizi al cittadino. Si fa presto a dire 45 per cento, quasi 46 per l’anno prossimo. Per determinate filiere produttive addirittura si supera il 55 per cento per  combinati disposti di imposta e prelievi. Sembra un gioco di parole ed invece è una tragedia sociale. Ogni 100 euro di reddito, la metà va in tasse, e un’altra fetta in aumenti di tariffe e servizi. In termini di tempo lavorato quasi tutti i primi sei mesi dell’anno passano per pagare le tasse. Si è calcolato che mediamente un dipendente o un catalogato a prelievo lavora fino al 22 – 27 giugno di ogni hanno per pagare le tasse. Dopo il Salva Italia è necessario un Salva Italiani, ma presto.

Pubblicato in : CornerBlog

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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