Subito dopo i salari, le tasse, il lavoro, e le pensioni, il traffico -al pari della sicurezza – è considerato una emergenza quotidiana. Tollerata ma mai digerita. Combattuta a suon di blocchi, targhe alterne, aree pedonali, circuiti privilegiati, ma mai risolta , ma mai risolta. Di traffico si muore, come di rifiuti. A Firenze si azzannano per la tranvia, progetto modernissimo, che dovrebbe risolvere l’intasamento del centro di una delle città più belle del mondo. Il modernissimo tram dovrebbe passare vicino al Battistero: apriti cielo. Giù polemiche, discussioni, sulle vibrazioni, i monumenti, le statue, la cupola, il Brunelleschi, quindi referendum. Guelfi e Ghibellini per il tram. A Bologna cantieri aperti per il Civis, bel nome istituzionale per un tram che dovrebbe collegare San Lazzaro al centro. Discussioni, polemiche, manifestini, polveri, assemblee. Chi al vuol cotta e chi la vuol cruda. Intanto a Padova, zitti zitti, qualche cosa hanno fatto: un tram veloce e bellissimo e silenziosissimo che passa vicino al centro e lambisce l’area Monumentale della Cappella degli Scrovegni. Anche lì qualche discussione e protesta e poi hanno deciso e fatto. L’ho visto, sembra una scheggia, sarò sordo, ma non ho sentito vibrazioni, e quando ti sfiora sembra una saetta. Passa e non te n’accorgi. Lamentosi per il traffico, per lo smog, per le code e poi quando parte un progetto di trasporto pubblico, magari avveniristico, ci lamentiamo uguale. Così continuiamo a morire di fumi e a tossire di polveri. Perché com’è dimostrato e conclamato un giorno di blocco alla settimana o qualche targa alterna non risolve proprio il problema. L’altra sera a mezzanotte i viali della circonvallazione di Firenze sembravano l’autostrada per il mare nei giorni dell’esodo. Almeno vanno. Nicola Cariglia, giornalista Rai e già vicesindaco di Firenze ai tempi di Lando Conti mi dice: “Devi vedere alle sei del pomeriggio, attorno alla Fortezza, tutti fermi come in un parcheggio. E sono i viali. Perché vedi Firenze è piccola, è tutta qui dentro, per tre lati i viali e dall’altra parte l’Arno”. Da cinque anni ci sono buche e fosse per la tranvia e ora si rischia il blocco. A Padova invece hanno risolto. Evidentemente a Padova la differenza l’avrà fatta l’intercessione di Sant’Antonio. A Bologna stanno ancora più indietro, qualche transenna, rete rossa e un po’ di buchi aperti, a cominciare da San Lazzaro. Meno potente di Sant’Antonio. Si vedrà. Intanto anche nella città di San Petronio a certe ore i viali sono colonne di affumicatori a traffico quasi immobile: dalla Stazione verso Mascarella è tutto un tubo di scarico, e viene verde ma tanto non passi, c’è il baule di quello davanti che non si sposta. Dalla Stazione (ed è la Stazione di Bologna non quella di Canicattì che aspetta da anni la risistemazione) verso San Felice è uguale, e lì se prendi via Saffi per andare verso Modena ti devi acconciare a una mezzora di coda, lenta lenta. Flusso continuo. Mi hanno detto che anche a Rimini, ed è Rimini, in certe ore non ridono proprio: sono più in terza fila in certi viali di Rimini che a Roma, dicono, fatte le debite proporzioni. Vien il sospetto che tra sindaci, assessori e consiglieri -che dovrebbero decidere- non abbiano esperienze dirette di code. “Per forza –dice un tassista- loro vanno con le auto blue sulle preferenziali, vedono il traffico dall’altra parte e neanche se n’accorgo del flusso contrario” Spiegazione forse troppo semplice ma verosimile”. Scorre lento il viaggio notturno da Firenze a Bologna con molti camion ma tutti ordinati. Il Valico delle code stranamente scorrevole. A Sasso Marconi l’inghippo: uscita obbligatoria per lavori. Immaginate: tutto il traffico, ancorché notturno, dell’Autostrada del Sole (mica ca..) fuori a Sasso e tutti sulla Porrettana verso Casalecchio. Un’ora e dieci per fare 20 chilometri. Avevano lasciato anche acceso un semaforo, invece del lampeggiante. Chiedete agli abitanti di Casalecchio e Pontecchio Marconi cos’anno respirato l’altra notte con le finestre su una strada che improvvisamente era diventata l’Autostrada del Sole? Chissà poi se gliel’avevano detto. Buona coda a tutti.
Fabrizio Binacchi
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“Buona coda a tutti.”
Anche la logica si mette in coda ,attenta a seguire le preferenze di questo o quello . Perché nei casi citati ,si parla di code ,ritardi e fumo nei polmoni non per una motivo naturale ,ma solo per disfunzioni su quanto dovrebbe funzionare al meglio . Cantieri di lavori ,sottovie mal fatte ,viabilità articolata in modo da contraddire se stessa sono realtà precedenti alla coda .. Che attorno alla Fortezza gli errori di valutazione ,dalla famigerata Ovonda in poi ,creino il caos automobilistico è un fatto indipendente da altri mezzi di locomozione eventualmente disponibili . Che pure Firenze sia città senza circonvallazioni di sorta ,di modo che per passare da Peretola a Bagno a Ripoli e viceversa non si possa che andate in macchina , per evitare servizi mal gestiti e organizzati ,non mi sembra considerazione bislacca.Che il moderno tram sia utile per unire comunque le periferie ,non mi pare da discutere; ma che debba per forza passare dal . Duomo,questo lo ritengo si possa ampliamente discutere . E’ pur vero che l’attuale legge elettorale comunale prevede un Sindaco –Signorotto ,al di sopra di Consiglieri e Cittadini ed ossequioso solo a se stesso ….ma concludere che solo lui possa avere ragione , mi pare argomentazione atta a fare a pugni senza speranza di tregua. Si è democratici in molti modi : ed indubbiamente l’ossequio ben si adatta al popol bruto .
Buona coda ,caro amico !