
Tornano a casa i corpi dei nostri ragazzi riconosciuti tramite DNA. Basta questo dato per capire in che condizioni fossero. Nessuno ha verificato che una sala con un solo accesso stretto potesse trasformarsi in una trappola, ed è esattamente ciò che è accaduto. Era forse compito loro preoccuparsi della sicurezza del locale? È questo che i genitori devono raccomandare quando gli adolescenti escono per andare a ballare, oppure è una responsabilità delle autorità che dovrebbero vigilare? Le indagini verranno fatte come è giusto che sia e saranno lunghe complesse e discrete secondo la migliore tradizione elvetica perché quando una tragedia esplode nel cuore di una delle zone più esclusive del Paese individuare un responsabile diventa sempre complicato. Revisioni poche forse due o tre in dieci anni materiali dichiarati a norma fornitori manutenzioni e un sistema di sicurezza che sulla carta esisteva ma nella realtà no perché le vie di fuga semplicemente non c’erano. Il risultato è sotto gli occhi di tutti decine di adolescenti morti e centinaia di feriti molti dei quali stanno ancora lottando per la vita negli ospedali dei Paesi vicini. I numeri parlano di quaranta vittime e oltre cento feriti di cui moltissimi gravi ma non sono numeri sono vite. L’inchiesta sarà rigorosa e soprattutto silenziosa per tutelare una riservatezza che non può più esistere quando le immagini raccontano ragazzi intrappolati senza scampo. La schiuma insonorizzante del controsoffitto ha preso fuoco con una facilità disarmante trasformando un locale di divertimento in una trappola mentre l’alcol scorreva liberamente tra minorenni che non avrebbero mai dovuto essere lì. Ragazzi terrorizzati che filmavano invece di fuggire non per scelta ma perché fuggire era impossibile. Ora si cercheranno i colpevoli minori le firme mancanti i cavilli burocratici e forse qualcuno pagherà ma difficilmente pagherà davvero chi ha gestito un sistema che ha messo il profitto e l’immagine davanti alla sicurezza commettendo peccati mortali nel senso più letterale del termine. Lo scandalo per un Paese considerato tra i più sicuri al mondo è proprio questo aver dimenticato che la sicurezza delle persone dovrebbe venire prima del denaro. Quei ragazzi non dovevano essere in quella discoteca ma siccome è la Svizzera dove perfino la morte può essere amministrata con discrezione forse anche questa tragedia finirà archiviata come una fatalità una disgrazia casuale una conseguenza dell’esuberanza giovanile e di qualche bottiglia di troppo. Resta però una domanda semplice e terribile non era vietato vendere alcol ai minorenni.
Sì perché in Svizzera si sa si può andare perfino a morire nella discrezione assoluta.
Angelo Santoro

Lascia un commento