
Non si fermano le coraggiose proteste in Iran contro il regime fondamentalista islamico degli ayatollah.
Esso sono il prodotto di una crisi interna che va avanti da anni, e che riemerge a ondate, come quella imponente ed eroica che vide le donne in prima fila con il movimento “Donna, Vita, Libertà” del 2022.
Ogni volta le proteste cambiano di intensità, parole d’ordine e anche geografia; ma il terreno è lo stesso: la legittimità del regime è sempre più bassa, le disuguaglianze strutturali, la chiusura politica, la repressione feroce dei pasdaran.
Si parla di decine di morti e migliaia di arresti mentre i feriti sono praticamente impossibili da contare con precisione. In alcune città i rapporti parlano di lacrimogeni, pallini, scontri durissimi.
Arrivano le immagini che mostrano l’irruzione delle forze di sicurezza in un ospedale e della violenza contro feriti già ricoverati. Sono fatti che alimentano l’indignazione della gente e la riportano in strada. In alcune località i manifestanti avrebbero preso temporaneamente il controllo dopo il ritiro delle forze di sicurezza.
Sul fondo, però, la questione materiale: un’economia al collasso e un’inflazione altissima.
I commentatori riferiscono dello sciopero al bazar di Teheran che ha visto la protesta dei bazarì, tradizionalmente prudenti e spesso conservatori.
Trump, nel suo delirio di onnipotenza, non parla solo di America Latina o di possesso della Groenlandia, ma è tornato a fare dichiarazioni anche sull’Iran, dicendo che gli Stati Uniti sarebbero pronti ad “agire” se la Repubblica islamica sparasse sui manifestanti.
Parallelamente messaggi pubblici rivolti alla popolazione iraniana arrivano anche da Israele.
Niente più di queste esternazioni danneggia il movimento di protesta consegnando al regime l’argomento che si tratta di “un complotto del nemico”. E questo può far decidere a favore del regime l’opinione pubblica ancora incerta a schierarsi per la repressione.
Un conto è esprimere una sincera solidarietà al movimento di lotta iraniano e sostenerlo pubblicamente e augurarle la vittoria contro la repubblica degli ahytollah; altra cosa è intervenire come potenza straniera che minaccia addirittura bombardamenti che violano la sovranità e l’autonomia di un Paese.
Trump vuole essere il padrone del mondo. Ma tutti hanno capito che a lui interessano solo il potere e gli affari e non certo la democrazia e la libertà dei popoli.
Enrico Rossi

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