
La presenza dell’Iran e di Hezbollah in Venezuela non è nata all’improvviso, ma è il risultato di un processo iniziato circa 25 anni fa, con l’ascesa al potere di Hugo Chávez nel 1999.
Chávez cercava alleati per costruire un fronte “anti-imperialista” e trovò nell’Iran un partner naturale.
Nel 2001 Chávez compie la sua prima visita ufficiale a Teheran. Inizialmente, il rapporto era focalizzato sulla cooperazione all’interno dell’OPEC.
In questo periodo, figure chiave iniziano a stabilirsi in Venezuela. Un esempio emblematico è Ghazi Nasr al-Din, un venezuelano di origine libanese che nel 2000 iniziò a scalare le gerarchie diplomatiche, diventando in seguito il principale facilitatore per Hezbollah nel Paese.
La vera accelerazione avviene con l’elezione di Mahmoud Ahmadinejad in Iran nel 2005. Tra lui e Chávez nacque una profonda sintonia personale e ideologica.
Nel 2006 viene firmata una raffica di accordi industriali e militari. Nascono joint-venture per produrre auto (Venirauto), trattori e persino cemento, che secondo molti analisti di intelligence servivano da copertura per movimenti di personale militare e carichi illeciti.
È durante questi anni che l’Isola di Margarita diventa un centro logistico per il riciclaggio di denaro e il reclutamento. Nel 2008, il Tesoro degli Stati Uniti sanzionò ufficialmente Ghazi Nasr al-Din per il suo ruolo nel facilitare i viaggi dei membri di Hezbollah verso l’Iran e il Libano.
Con la morte di Chávez e l’ascesa di Maduro, il rapporto si è trasformato da ideologico a esistenziale. Negli ultimi anni, a causa del collasso delle infrastrutture venezuelane, l’Iran è diventato fondamentale per riparare le raffinerie e fornire carburante. In questo contesto, la presenza di tecnici, consiglieri militari e agenti di intelligence iraniani è diventata strutturale e permanente.
Sotto il governo Maduro, il gruppo è stato accusato di collaborare con le ELN (guerriglia colombiana) e con le reti statali venezuelane per gestire il traffico di oro e droga, garantendo al regime entrate vitali per aggirare le sanzioni.
Sebbene le relazioni diplomatiche esistessero già negli anni ’60, attraverso l’ OPEC, la presenza operativa e l’influenza di Hezbollah hanno iniziato a radicarsi seriamente tra il 2000 e il 2005, diventando una vera e propria alleanza strategica e militare a partire dal 2006.
I rapporti tra Stati Uniti e Venezuela dal 1999 a oggi rappresentano una delle parabole diplomatiche più drammatiche dell’ultimo secolo, passando da una stretta partnership commerciale alla guerra aperta e, alla fine, alla cattura del leader venezuelano del 3 gennaio scorso per mano delle forze Usa di ordine di Donald Trump.
Silvia Brunelli

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