
Leggo di una bambina di 11 anni che critica un post di Chiara Ferragni. La cosa mi incuriosisce e vado a vedere. Scopro che non sono il solo viste le interazioni del post; infatti, anche se il commento non c’è più, viene riportato, commentato, sostenuto o criticato in un miliardo di commenti (cifra ovviamente sparata a caso per dare l’idea della quantità).
Premetto che non la seguivo su Instagram, ma ho iniziato a farlo. Ho letto molti commenti, non tutti ovviamente perché era impossibile. La foto di per se non è un granché; niente comunque che faccia gridare allo scandalo visto cosa gira sui social: lei in perizoma che si copre le tette con le mani. Per gli appassionati (o allupati tipo me) si trova molto di meglio. E non solo sui social, basta andare in un parco in una giornata calda, su una spiaggia, in piscina.
Quindi non è la foto in se, ovviamente, a fare clamore; ma chi la posta!
Quello che trovo veramente meraviglioso è vedere quanta gente senta il bisogno, la necessità, quasi il dovere di dire la sua sull’argomento. I pro che difendono a spada tratta la loro eroina senza se e senza ma; i contro che sputano sentenze di ogni tipo arrivando a dire che temono per il cattivo esempio trasmesso ai propri figli. A parte il fatto che, se non ricordo male, dovrebbero essere i genitori a dover dare l’esempio ai propri figli (e il vomitare addosso di tutto via social non mi sembra proprio un grande esempio), non credo che queste crociate contro la Ferragni di turno generino i risultati sperati.
Anzi; probabilmente si provoca l’effetto contrario.
Un post genera ricchezza in base ai like e alle interazioni. E più interazioni ottiene più sale di livello e conseguentemente arricchisce chi lo ha postato.
E allora mi chiedo: ma lo sanno i famosi haters che sfogare le loro frustrazioni addosso a qualcuno porta questo qualcuno a guadagnare di più?
Probabilmente si; ma non riescono a trattenersi, a non ergersi a paladini del bene comune, a non far sapere al mondo che solo loro sanno cosa sia giusto o sbagliato!
La Ferragni invece queste dinamiche le conosce bene, benissimo. Forse è tra quelle persone (al mondo) che le conosce meglio dall’alto dei suoi quasi 30 milioni (MILIONI) di follower.
E mi piace pensare (credo senza spostarmi troppo dalla verità) che il famoso commento della bambina di 11 anni eletta paladina della rivolta della buoncostume popolare, sia farina del suo sacco. Quando un furbo e un coglione si incontrano l’affare è fatto! Se poi i coglioni sono milioni… diventa un business miliardario!
Giacomo Vivarelli

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