Un’esperienza mista fra maestri ed allievi impegnati a ricordare, per chi fosse stato presente, o ad immaginare, per i giovanissimi scrittori, cosa fu quell’evento straordinario che polarizzò l’attenzione mondiale e mutò per sempre i confini dell’umano pensare.
Inevitabilmente coloro che non vissero l’avvenimento, perché ancora non nati e soltanto di rimbalzo acquisirono l’avvenimento si sono rifugiati nella fantasia o meglio fantascienza; due di loro non hanno potuto non citare Stanley Kubrik come fa con maestria il curatore Diver Nelli circa il falso allunaggio. Nel complesso un bel modo per ricordare, riflettere un’impresa ancora non superata,ma che ha aperto la colonizzazione dello spazio a tutte le più attrezzate nazioni, a volte in competizione fra loro a volte associate per un miglior risultato. Merito a Giada Trebeschi con “L’eredità della luna” ove traspare oltre che lo stile raffinato di scrittore una solida cultura storica. Giada cita senza appesantire il testo molti di coloro che ebbero a studiare il cielo, da Galilei a Keplero a Helvelius con le inevitabili difficoltà che costoro incontrarono; metafora del percorso accidentato per gli uomini nell’ emanciparsi attraverso lo studio e la ragione, di contro pone il contrasto dei miti di Licaone e gli uomini lupo. Artemide che vien in soccorso agli uomini. Peccato che manchi l’Orlando furioso, ma il racconto è perfetto così, la pazzia trova maggior spazio oggi nella nostra realtà e non può trovare luogo in un racconto letterario equilibrato e avvincente quale quello della Trebeschi.
Sorprendente, ad effetto, il racconto di Leonardo Gori che lega il ricordo dell’impresa ad un avvenimento famigliare del protagonista, il quale soltanto da adulto saprà interpretare correttamente e capirà che il ladro scoperto durante la diretta televisiva in casa sua rubò l’amore di sua madre. Sarebbe lungo fare gli elogi degli altri “maestri”. Mi voglio pertanto soffermare piuttosto su l’esordiente Fabiana Catani con suo “Il ragazzo di sabbia”, un racconto fresco di adolescenti molto più interessati al gioco e all’acquisizione delle prime loro autonomie dai grandi che all’avvenimento lunare. Primi batticuore di Fiamma e John e gelosie dell’amico di sempre della ragazzina, Mario che si sente escluso e per la prima volta dai giochi dell’amica e dilaniato dai morsi della gelosia, molto ben descritti. Sguardi languidi, imbarazzati dei giovani . Qualche sfioramento e poco altro poiché così gli adolescenti sanno amarsi. Sullo sfondo la conquista della luna che legherà insieme il primo amore dei protagonisti. Ma Catani ha voluto aggiungere parallelo al racconto reale un racconto di fantascienza che si svolge contemporaneamente all’amore dei due giovanetti: extraterrestri impegnati a far fallire l’allunaggio e a distruggere l’umanità non meritevole di progredire per la sua cattiveria. Alla conclusione gli extraterrestri ci ripensano lasciando compiere l’allunaggio e mantenedo in vita l’umanità. Ci piace pensare che l’amore puro dei due giovanetti sia stata la causa del ripensamento. Catani è sicuramente una futura promessa letteraria come molti altri giovani autori del testo.
Guglielmo Adilardi e Mariapia Bernardini

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