
Due diverse copertine, a distanza di anni, per il bel testo di Xavier Cercas, che torna con la settima edizione per i tipi Guanda. Nella prima, in un emiciclo a colori, si intravede un uomo entrare armato là dove non dovrebbe essere e sembra quasi di sentirlo gridare ordini di resa. E’ il 23 febbraio 1981e con questo ingresso parte il tentativo di golpe del colonnello Tejero.
Nella settima edizione, quella del giugno 2019, su uno sfondo “virato seppia” , cinematograficamente parlando, emerge in nero la figura di Tajero mentre i suoi uomini, armati di mitraglietta, appaiono grigi, come grigia per noi è la storia di questo avvenimento che Cercas si propone di farci conoscere.
Prima di procedere alla stesura del suo testo Cercas compie serie e approfondite analisi , intervista testimoni e protagonisti coinvolti a vario titolo, legge libri sull’argomento, studia il prima, il durante e il dopo di questo tentativo di golpe che si può considerare fondamentale per la storia della Spagna del dopo Franco. E parte subito con una considerazione . Mentre i parlamentari terrorizzati cercano vie di fuga e si riparano dietro i loro scranni, solo tre persone restano sedute al loro posto. Suarez, il suo vice, il generale Gutierrez Mellado e il segretario del partito comunista Carrillo.
Ed ecco che credo di intuire la necessità di una seconda e diversa copertina che rappresenti lo stato di incertezza iniziale dello stesso Cercas che riesce, con la sua scrittura a chiarirsi e chiarire a noi il pericolo per la giovane democrazia (instaurata da soli 4 anni) dall’ex falangista Suarez, Presidente dimissionario del Governo . Suarez è un arrivista , ancora attaccato alle compromissioni del franchismo? Il re Juan Carlos è coinvolto nel tentativo del golpe, attraverso il suo segretario ed ex precettore? Sarà lo stesso re che in serata sconfesserà l’operato di Tejero e dei generali coinvolti, condannando il tentativo dei militari. Ma per quanto sia apprezzabile la sua seria documentazione, c’è forse anche un altro ordine di lettura della storia più ad ampio respiro spagnola. Non lasciamoci fuorviare . L’autore non vuole solo scrivere un ben documentato saggio di storia ma pensa ad un romanzo che porti ad una sua personale riconciliazione con suo padre, rimasto franchista rendendo contemporaneamente giustizia alla figura di Suarez. E c’è di tutto nell’analisi di Cercas, il paragone tra una giovane democrazia nascente e i riferimenti a Machiavelli e il Rinascimento italiano e nelle sue 450 pagine, note comprese, c’è anche posto per un capitolo dal titolo “Viva l’Italia in cui la figura di Suarez, a lungo criticata, banalizzata, emarginata,(ma poi si chiama Adolfo…), ma infine riconosciuto come il vero creatore della democrazia spagnola, viene accostata a quella del Generale della Rovere.
Ed ecco quindi che leggi “Anatomia di un istante” come un romanzo che permette di conoscere la storia recente ma che suggerisce anche la riconciliazione fra padre e figlio come dichiara lo stesso Cercas nel finale “ … non ho potuto evitare di chiedermi se ho cominciato a scrivere questo libro per non per tentare di capire Adolfo Suarez bensì per tentare di capire mio padre.”
I padri che finalmente capiscono i figli e i figli che finalmente capiscono e parlano con i padri.
Maria Rita Monaco

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