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Monte, un film di Amir Naderi

di Maria Rita Monaco | 7 Ottobre 2016

“Francamente non credo di aver mai fatto un film che non fosse attraversato dall’ossessione” (Amir Naderi)

E per tener fede a queste sue parole il regista ha portato a Venezia  (fuori concorso) il suo primo film girato in Italia sulle montagne dell’Alto Adige, con attori italiani, produzione in gran parte italiana  e un cast tecnico italiano, escluso regia, sceneggiatura, montaggio e sound design (dello stesso Naderi).

Una montagna, crudele e imponente  impedisce ai raggi del sole di raggiungere il povero terreno di Agostino divenuto negli anni pressochè sterile , ma nonostante solleciti e inviti ad abbandonare quel luogo ostile, l’uomo è convinto che le sue radici siano lì (da generazioni hanno vissuto in quella casa, hanno lavorato in quel campo) e quindi in quel luogo deve restare ma quando vede che la sua famiglia è sempre più stremata decide l’impossibile: abbattere a colpi di martello quella montagna che gli impedisce di restare là dove è nato.

Naderi poeticamente tra luci e ombre lavora molto sul suono e l’ossessione , la sfida di

Agostino è l’occasione che tutti riceviamo ma pochi affrontano e i colpi di martello che Agostino continua a dare alla montagna (che non vediamo ma ascoltiamo) diventano musica e ossessione anche per lo spettatore che resta catturato dal suono del martello contro la roccia. Quando sparisce il dialogo si odono solo i colpi e il lamento della montagna, quasi avesse una sua vita. Passano gli anni il volto di Agostino si riempe di rughe fino all’epilogo inaspettato, quando la montagna crolla e sullo schermo si diffonde una luce arancione che rende nuovamente giovani i protagonisti mentre lo spettatore lascia la sala con negli occhi le immagini che raccontano molto di più quello che le parole potrebbero esprimere.

A Naderi è stato attribuito, sempre a Venezia 73 il premio Jager-LeCoultreGlory to the Filmmaker 2016, dedicato ad una personalità che abbia segnato in modo originale il cinema contemporaneo.

Maria Rita Monaco

Pubblicato in : CinemaTag: Amir Naderi, anni, cinema, epilogo, giovani, italia, Monte, nato, Venezia

Info Maria Rita Monaco

Insegnante di lettere nelle scuole medie, alla fine degli anni settanta è tra i fondatori del Laboratorio Immagine Donna con il quale, sino al 2008, promuove festival cinematografici. Dal 1981 al 1987 è assistente in “Teoria e tecnica delle comunicazioni di Massa” del professor Baldelli presso l’Università di Firenze. Ha partecipato a progetti di educazione e comunicazione cinematografica e curato vari cineforum. Collaborato attivamente con la Biblioteca delle Donne di Soverato e con la Commissione Pari Opportunità di Catanzaro. Dal 2008 scrive recensioni di film e libri su Pensalibero.it

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