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Mio Dio, facciamo presto, l’Africa sta arrivando

Secondo i dati Unhcr, tra il 1 gennaio e il 31 marzo 2017 sono sbarcate in Italia 24.241 persone e si valuta che con l’estate, il mare calmo e l’aiuto delle Onlus queste cifre possono dilatarsi enormemente.

di Giacomo Properzj | 2 Maggio 2017

Il Procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, ha calcolato che per mantenere in mare una nave di sostegno quale quelle che le Onlus utilizzano per i salvataggi dei migranti, occorrono dai 150.000 ai 200.000 euro al mese. Sono vari milioni all’anno. Anche le Onlus che fanno questo lavoro sono varie, si calcola 5 o 6. Di massima non si conoscono i loro bilanci che sono registrati a Malta, quanto alle bandiere delle navi spesso sono di paesi ancora più lontani e di difficile controllo.

Il Procuratore ha aperto un fascicolo ispettivo e su questo si sono alzate le vibrate proteste di molte organizzazioni umanitarie laiche e religiose. Molti giornali hanno detto che si è instaurato un servizio taxi per andare a prendere i migranti quasi sulle coste libiche e spesso entro il limite delle acque territoriali. In effetti il numero di migranti è enormemente aumentato (migliaia al giorno) e i mezzi sui quali vengono lanciati sul mare sono sempre meno sicuri. Si tratta in genere di gommoni in plastica di fabbricazione cinese che non possono contenere più di 12 persone ma che vengono stipati da oltre 30, donne e bambini in gran parte naturalmente.

Sembra che si siano ascoltate telefonate che dalla Libia segnalavano alle Onlus la partenza di queste precarie imbarcazioni e l’urgenza di venirle a raccogliere. Questo sembra ma invece è certo che i naufragi, cioè i morti affogati, continuano a essere in grande misura.

Il Procuratore Zuccaro sostiene che il “giro d’affari” di questi sbarchi è superiore a quello generato dal commercio di droga.

Il problema, però, non è qui: quando questi poveretti arrivano vengono collocati in qualche cosa che assomiglia molto a un campo di concentramento e affidati alle cure di cooperative di vario colore politico a cui viene dato un bonus per ogni immigrato (dai 35 ai 45 € pro capite al dì) che la cooperativa gestisce secondo criteri suoi lasciando nelle mani degli immigrati una piccola parte della cifra. Questi però passano la giornata nell’inedia senza imparare una lingua, non dico l’italiano, in attesa burocratica di vedere se sono accettabili o meno. Un tempo si sarebbe detto se hanno le carte in regola ma costoro in genere non hanno carte di nessun tipo e ciò complica ulteriormente la loro qualificazione giuridica. Molti scappano da questi “campi” perché il loro obiettivo non è l’Italia, dove c’è poco lavoro, ma la Francia, la Germania e gli altri paesi del nord dove hanno anche parenti.

Spariscono anche i bambini (5000 nell’anno 2016) e questo ha preoccupato anche il Papa che recentemente ha fatto una circolare riservata agli ecclesiastici sulla condanna della pedofilia. Ciò non toglie che tutti questi bambini in fuga per il paese facciano dell’Italia il paradiso dei pedofili.

Secondo i dati Unhcr, tra il 1 gennaio e il 31 marzo 2017 sono sbarcate in Italia 24.241 persone e si valuta che con l’estate, il mare calmo e l’aiuto delle Onlus queste cifre possono dilatarsi enormemente. L’Europa aveva promesso ma per ora non da un soldo, Renzi sostiene che siamo in credito con Europa e che bisogna sospendere i nostri pagamenti con l’UE: sono atteggiamenti vagamente infantili che rischiano di complicare ulteriormente le cose e di scassare ancora di più l’UE come entità federale o confederale autonoma.

 

In Africa ci sono 1,200 miliardidi abitanti che rischiano di raddoppiare prima della fine del secolo. Si tratta del continente più ricco del mondo. Tranne i deserti del nord tutto il resto del continente è coltivabile. Sono presenti tutti i minerali possibili e il potenziale di energia, non foss’altro che quella idrica, è grandissimo perché le piogge sugli alti piani sono pressoché costanti ed enormi fiumi scendono con enormi cascate verso il mare. La popolazione però è affamata e segue con avidità i programmi televisivi europei dove vede solo macchine di lusso, grandi supermercati, bellissime donne: è il paese dei balocchi di collodiana memoria. Quando ci arriveranno, se ci arriveranno, saranno trasformati in asini cioè manodopera sottopagata e frustrata.

Ecco un problema che si ingrandisce ogni giorno e per il quale non valgono le accorate prediche ne gli atteggiamenti grossolanamente xenofobi. Non valgono neanche le dichiarazioni di coloro che sostengono che l’immigrazione può essere una grande opportunità: può essere un’opportunità ma se mal gestita sarà un grande disastro.

Giacomo Properzj

 

Pubblicato in : EditorialeTag: euro, europa, francia, germania, giornali, immigrazione, italia, la germania, lavoro, libia, macchine, mare, mondo, organizzazioni, persone, renzi, sostegno

Info Giacomo Properzj

Giacomo Properzj Incisa Beccaria di Santo Stefano è un politico, imprenditore e giornalista italiano. E’ stato sindaco di Segrate (Milano 2 agli albori dell’avvento del quartiere residenziale realizzato dall’Edilnord di Silvio Berlusconi) e Presidente della Provincia di Milano per il Partito Repubblicano Italiano. Dirigente delle Federazioni milanese e provinciale del PRI è stato anche presidente di AEM (l’azienda elettrica municipalizzata di Milano) e di ATM (l’azienda dei trasporti pubblici del milanese).

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Tullio Pascoli

    15 Maggio 2017 alle 15:47

    Gentile Giacomo,

    in primo luogo la ringrazio per avermi fatto notare la gaffe commessa mescolando le tesi di Evola con quelle di Lombroso; le sono debitore.

    Per ciò che concerne gli Arabi, io non intendo nemmeno fare la parte dell’avvocato del diavolo; desidero semplicemente sostenere che TUTTI abbiamo imparato dagli altri ed in questo contesto, non ci sono dubbi che anche la cultura araba ha dato un notevole contributo alla civiltà, inclusa alla mostra cultura; se ne potrebbero enumerare le numerose ragioni, come si potrebbero, allo stesso tempo, enumerare i danni fatti dalla nostra religione cristiana, soprattutto nell’America Centrale e Meridionale.

    Ma, pur dichiarandomi agnostico, non intendo nemmeno qui svolgere il compito dell’inquisitore della nostra religione; credo che TUTTI abbiamo degli scheletri nell’armadio della storia e, personalmente, ho sviluppato la mia soggettiva tesi che alle virtù corrispondono altrettanti vizi per la semplice idea di credere che la legge che regola l’universo è l’equilibrio e dove si annida il male, si può trovare nascosto anche il bene e viceversa…

    Rimane, comunque, la mia decisa convinzione che i movimenti migratori non sono un male anzi, sono giustificati dalla legge della natura, ma sono anche utili perché è dalla libera circolazione delle idee, dei beni e degli individui che dipende il progresso umano.

    D’altra parte, l’Europa non è l’unica zona che subisce questo fenomeno; infatti, all’infuori dalla Africa e l’Europa, attualmente, per esempio, esiste una vera fuga massiccia dal Venezuela verso il Brasile ed in Europa quasi non se ne parla. Un fenomeno similare si riscontra ai confini fra la Russia, dove la Popolazione sta invecchiando come da noi e la Cina.

    E per concludere, se oggi l’Europa piange per le invasioni degli “indesiderati”, una parte delle colpe sono da attribuire alla politica che, per difendere 2% della popolazione che si dedica all’agricoltura, premiata da sussidi, crea crea squilibri altrove con una concorrenza sleale a Popolazioni che avrebbero una vocazione maggiore per attività di scarso valore aggiunto come, appunto nel coltivo di alimenti basici ecc. ecc.

    Finalmente, per meglio capire il problema dell’Africa sarebbe utile anche la lettura di tre interessanti saggi (da me recensiti sulla mia pagina WEB): VILLAGES del consulente Richard Critchfield; LA CARITÀ CHE UCCIDE dell’economista Dambisa Moyo e L’ULTIMO MILIARDO del sociologo Paul Collier.

    Cordialmente, Tullio

    Rispondi
    • Giacomo Properzj

      22 Maggio 2017 alle 10:31

      Leggerò senz’altro con interesse le recensioni e resto sostanzialmente d’accordo sulle posizioni espresse. La contraddizione sta nel fatto che, per esempio, il Venezuela è un paese ricchissimo sia dal punto di vista agricolo sia dal punto di vista minerario non solo per il petrolio: evidentemente gli errori politici possono distruggere chiunque.

      Cordialmente,
      GP

      Rispondi
  2. Tullio Pascoli

    8 Maggio 2017 alle 14:53

    Fino a qualche decennio fa e soprattutto ai tempi delle “invasioni” dei nostri – di cui Gian Antonio Stella narra così bene nel suo ottimo “L’ORDA” – in giro per il mondo, si discriminavano gli Italiani e si dicevano un po’ le stesse cose dei nostro, come oggi gli avversari delle immigrazioni dicono e scrivono in Italia… Evidentemente, la nostra storia non conta e non conta nemmeno il fatto che molti Africani siano Cristiani e principalmente Cattolici e non solo Musulmani e che non tutti questi ultimi sono dei radicali. Ai tempi in cui gli Arabi dominavano la cultura e noi eravamo in piena decadenza, loro erano oltremodo tolleranti e convivevano in pace con i Cristiani e gli Ebrei… Le Crociate le abbiamo iniziate noi e Saladino, era piuttosto conciliante… Perfino il patrono del nostro Paese – San Francesco – manteneva rapporti di amicizia con i religiosi dell’Islam…

    Ci lamentiamo che centinaia di migliaia ci invadono, anche se la maggioranza preferisce continuare il loro esodo verso altri Paesi, ma nessuno da noi sembra chiedersi come, per esempio, l’Uganda gestisce i MILIONI di esuli che fuggono dal SUDAN Meridionale… e non piagnucolano come facciamo noi.

    Evidentemente, l’inclinazione di non pochi Italiani per la discriminazione razziale pesa in questi giudizi e non tengono conto che il nostro Paese è sempre stato invaso dal Nord da Est, dall’Ovest e dal Sud fin dai tempi più remoti e che tutti noi portiamo nel nostro DNA la genetica di una moltitudine delle più distinte etnie. E dico Etnie perché la razza è una sola: la razza umana!

    E come dicono giustamente questi osservatori critici, l’Italia sta invecchiando in modo preoccupante e se non ci sarà un apporto dall’esterno, le prossime generazioni ne soffriranno molto di più. Lo scambio genetico, oltre ad essere un bene assoluto, è anche necessario ed i razzisti se ne dovrebbero fare una ragione.

    Del resto, certi atteggiamenti non dovrebbero sorprendere; infatti, come ho già scritto in altre sedi, noi Italiani siamo razzisti perfino fra di noi; ricordo come una volta non si discriminavano solo i nostri Meridionali – cosa che alcuni fanno ancora oggi -, ma perfino i Rovigotti… e non si trattava di semplice campanilismo.

    A chi si dovesse offendere per queste mie polemiche osservazioni, le mie scuse, ma conoscendo il mio Popolo – nelle virtù e nei vizi – non solo dall’interno ma anche dall’esterno, credo di non aver torto.

    Rispondi
    • Giacomo Properzj

      11 Maggio 2017 alle 10:30

      Condivido l’essenza dei ragionamenti del Sig. Pascoli salvo che l’entusiasmo per le sue idee lo porta a valutazioni piuttosto astratte e non sempre precise:
      1) l’emigrazione italiana dei secoli scorsi in America avveniva in territori vastissimi e, bene o male, nell’ambito di un paese di cultura europea
      2) l’emigrazione africana avviene da paesi cui spesso l’Italia e gli altri stati europei danno assistenza economica e culturale. Bisogna decidere perché se questi paesi sono in mano a dittature sanguinarie che spingono alla fuga i loro cittadini occorre interrompere gli aiuti e quant’altro. Se invece sono situazioni economiche tali che spingono i loro cittadini ad affrontare viaggi spaventosi e costosi verso il continente europeo è bene concentrare gli sforzi di recupero economico di quei paesi dato che l’Africa in genere è un paese ricco e che può con relativa facilità svilupparsi in tempi più rapidi della stessa Europa
      3) in ogni modo questi emigranti non possono essere lasciati affogare; occorre stabilire, oltre il mediterraneo, luoghi di accesso sicuri da cui vengano trasportati sulle coste europee senza rischi e in modo civile. Occorre rendersi conto che gli affogamenti di donne, bambini ecc sono il frutto di un buonismo acefalo che si rifiuta di adottare decisioni drastiche ma efficaci.

      Rispondi
      • Tullio Pascoli

        11 Maggio 2017 alle 15:15

        Gentile Giacomo,

        se mi permette, senza alcuna intenzione di alimentare polemiche, vorrei esprimere il mio dissenso anche in rapporto al cosiddetto concetto dell’incompatibilità delle diverse culture e non solo per una ragione di principio, perché tutti noi abbiamo sempre imparato dalle altre culture, ma proprio perché storicamente, mentre in Europa eravamo in piena decadenza, la tradizione ellenica ci giunge tramite gli Arabi che in Spagna convivevano pacificamente con i Cristiani e gli Ebrei e sono stati cacciati da Isabella e Fernando i Cattolici.

        Infatti, non ci debbono essere dubbi che tutti abbiamo qualcosa da insegnare agli altri, come tutti abbiamo molto da imparare dalle esperienze e conoscenze altrui: noi Europei non abbiamo mai avuto il monopolio della Cultura.

        Ad ogni modo, se mi permette, fra le tesi di Evola, basate su semplici discutibili preconcetti, soprattutto sull’ereditarietà delle tare, non solo fisiche ma principalmente psichiche – al punto di giudicare le pretese quanto grottesche tendenze alla delinquenza e pericolosità degli individui a partire del loro aspetto fisico – francamente, io preferisco le numerose conclusioni scientifiche.

        Alle pessimistiche tesi dei conflitti fra culture distinte, teorizzate da Herbert Spengler (TRAMONTO DELL’OCCIDENTE) ed ultimamente sublimate dallo SCONTRO DELLE CIVILTÀ di Samuel Huntington (da me recensito sulla mia pagina LIBERALISMOWHIG), mi convincono ben di più gli studi dei più importanti genetisti del nostro tempo, fra cui il nostro esimio Luigi Luca Cavalli-Sforza, una delle massime autorità in materia autore di L’EVOLUZIONE DELLA CULTURA; STORIA E GEOGRAFIA DEI GENI UMANI; GENI, POPOLI E LINGUE; CHI SIAMO;IL CASO E LA NECESSITÀ; RAZZISMO E NOISMO.
        Oppure quelli di un altro noto genetista, Edoardo Boncinelli che ci insegna a capire meglio il concetto di razza in tutta una serie di saggi fra cui BIOLOGIA MOLECOLARE; I NOSTRI GENI; IL CERVELLO; LA MENTE E L’ANIMA ecc. ecc.
        O di Guido Barbajani, altrettanto convincente con L’INVENZIONE DELLE RAZZE; GLI AFRICANI SIAMO NOI; QUESTIONE DI RAZZA od EUROPEI SENZA SE E SENZA MA ecc. ecc.

        In fine, senza la pretesa di voler imparare lezioni, ma per il semplice fatto di conoscere abbastanza bene questo nostro meraviglioso “policromatico” Mondo – avendo già lavorato anche in Africa -, per meglio capire l’importanza dei movimenti migratori, vorrei consigliare la lettura di un altro oltremodo eloquente saggio – pure da me recensito – di Philippe Legrain: IMMIGRANTI.

        E per concludere, come ho già spesso sostenuto altrove, la mia tesi per non incoraggiare le “invasioni degli indesiderati”, basterebbe che l’Europa cessasse di trattare l’Agricoltura ideologicamente, proibendo l’evoluzione delle ricerche genetiche e permettendo l’applicazione ai nostri pochi agricoltori le nuove tecnologia della moderna genetica, lasciando la pastorizia e certe colture, che richiedono manodopera intensa, ai Popoli meno sviluppati che hanno una maggiore vocazione per tali produzioni. In questo modo, si eviterebbe di fare loro una sleale concorrenza con le deleterie sovvenzioni che concediamo al settore…

        Cordialmente, Tullio

        Rispondi
        • Giacomo Properzj

          15 Maggio 2017 alle 11:37

          Mi complimento con lei per la vasta cultura nel campo della genetica che manifesta e della quale ammiro sinceramente le conquiste scientifiche ancorché io stesso ho in materia debole preparazione. Peraltro non vorrei che ci fosse una lieve confusione tra Ebola e Lombroso. Quanto agli arabi, nella loro fase espansiva, sulle coste sud del Mediterraneo distrussero intenzionalmente tutto quanto faceva parte della cultura greco romana a partire dalla Biblioteca di Alessandria che bruciò per giorni e giorni in base alla tesi del califfo Omar che sosteneva “quanto è compatibile col Corano noi lo abbiamo già, quello incompatibile va tutto bruciato e dimenticato”.
          L’occupazione della Sicilia, malgrado il berbero Averroè, ebbe un carattere coloniale spesso violento, per quanto è possibile recuperare da quella storia. L’occupazione Ottomana dei Balcani e della Grecia fu terribile e sanguinosa. D’altra parte non poteva non esserlo per l’identificazione perfetta tra Religione e Stato che è il confine culturale superato per fortuna da secoli nei paesi occidentali: si chiama Stato Laico e non è accettato dagli islamici, sia da quelli “buoni” che da quelli “cattivi”. Peraltro non accettato neanche dai cattolici ma per ora per fortuna subito.
          Grazie della sua corrispondenza molto interessante.
          La saluto, G. Properzj

          Rispondi
          • Tullio Pascoli

            15 Maggio 2017 alle 17:58

            Gentile Giacomo,

            in primo luogo la ringrazio per avermi fatto notare la gaffe commessa mescolando le tesi di Evola con quelle di Lombroso; le sono debitore.

            Per ciò che concerne gli Arabi, io non intendo nemmeno fare la parte dell’avvocato del diavolo; desidero semplicemente sostenere che TUTTI abbiamo imparato dagli altri ed in questo contesto, non ci sono dubbi che anche la cultura araba ha dato un notevole contributo alla civiltà, inclusa alla nostra cultura; se ne potrebbero enumerare le numerose ragioni, come si potrebbero, allo stesso tempo, enumerare i danni fatti dalla nostra religione cristiana, soprattutto nell’America Centrale e Meridionale.

            Ma, pur dichiarandomi agnostico, non intendo nemmeno qui svolgere il compito dell’inquisitore della nostra religione; credo che TUTTI abbiamo degli scheletri nell’armadio della storia e, personalmente, ho sviluppato la mia soggettiva tesi che alle virtù corrispondono altrettanti vizi per la semplice idea di credere che la legge che regola l’universo è l’equilibrio e dove si annida il male, si può trovare nascosto anche il bene e viceversa…Non per niente, impariamo dagli errori ed è il dolore che tempra l’individuo.

            Rimane, comunque, la mia decisa convinzione che i movimenti migratori non sono un male anzi, sono un bene giustificato anche dalla legge della natura, ma sono anche utili perché è dalla libera circolazione delle idee, dei beni e degli individui e dello scambio genetico che dipende il progresso umano.

            D’altra parte, l’Europa non è l’unica zona che subisce questo fenomeno; infatti, all’infuori dell’ Africa e dell’Europa, attualmente, per esempio, esiste una vera fuga massiccia dal Venezuela verso il Brasile ed in Europa quasi non se ne parla. Un fenomeno similare si riscontra ai confini fra la Russia, dove la Popolazione sta invecchiando come da noi e la Cina.

            E per concludere, se oggi l’Europa piange per le invasioni degli “indesiderati”, una parte delle colpe sono da attribuire alla politica europea che, per difendere 2% della propria popolazione che si dedica all’agricoltura, la premia con sussidi, e conseguentemente crea squilibri altrove facendo concorrenza sleale a Popolazioni che avrebbero una vocazione maggiore per attività di scarso valore aggiunto come, appunto nel coltivo di alimenti basici ecc. ecc.

            E proprio quei valori raccolti da una maggiore tassazione al pubblico europeo, destinati alle sovvenzioni agricole, potrebbero essere meglio applicate e destinate alla ricerca per nuove varietà ed allo sviluppo altre innovazioni tecnologiche a compensazione della perdita della competitività della nostra manodopera.

            Finalmente, per meglio capire i problemi dell’Africa sarebbe utile anche la lettura di tre interessanti saggi (da me recensiti sulla mia pagina WEB): VILLAGES del consulente del settore agricolo Richard Critchfield; LA CARITÀ CHE UCCIDE dell’economista Dambisa Moyo e L’ULTIMO MILIARDO del sociologo Paul Collier.

            Cordialmente, Tullio

  3. Giacomo Properzj

    8 Maggio 2017 alle 10:14

    Concordo sul pericolo di perdere la nostra identità culturale. Già adesso le nostre scuole pubbliche sono in gravi difficoltà: sembra un problema astratto ma è invece molto concreto. I campi profughi non servono a nulla, né ai migranti né a noi. Non insegnano la lingua, un mestiere, non svolgono un vero un lavoro di integrazione. E’ il risultato di un buonismo acefalo di chi ha il potere di predicare ma non di realizzare.

    Rispondi

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