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Minnitti=Salvini : disinformazione pura

Non  dico queste cose  per sentito dire, ma perché io c’ero. In quel periodo ero al Viminale e mi occupavo di cybersecurity. Aggiungo un particolare. Forse  Salvini non avrebbe fatto la  figuraccia 8  luglio del 2018 se avesse fatto lo  scambio di consegne tra Ministri come é  nella tradizione della storia repubblicana..Se avesse avuto uno scambio di informazioni con il  suo predecessore forse l’ otto  luglio non avrebbe bloccato la nave militare irlandese Samuel Beckett.  dotata di attrezzature sofisticate di SIGINT, collegata ai mezzi della NATO e con a bordo una speciale unita di intelligence di Europol.Il guaio é stato molto serio sul piano strategico  perché   quel momento  ha segnato ll’inizio dell’ agonia e poi della   fine della missione militare navale UE nel mediterraneo.  Uso il termine strategico perché l’assenza dell’Europa e delle sue navi miltari di Sofia ha favorito –  e non poco –  l’ espansione della presenza di Russia e Turchia in Libia e nel Sahel. 

di Marco Mayer | 22 Settembre 2023
Foto Agenzia Dire

Marco Minniti è stato Ministro dell’Interno dal 12 dicembre 2016 al 31 maggio drl 2018. Il periodo e’ stato piuttosto breve, ma la domanda da porre è un’ altra.

E’ vera o falsa l’ equazione Minniti=Salvini che va per la maggiore e che da anni domina i media e il dibattito  politico? La risposta è NO. Ecco perché.

II primo punto di differenza riguarda il ruolo delle ONG. Minniti nell’ agosto del 2017 – dopo una serie di incontri – ha siglato una intesa (il codice di condotta) per realizzare una collaborazione costruttiva tra forze dell’ordine e ONG. 

Per esempio –  oltre a facilitare le azioni di soccorso dei naufraghi –  le forze di  polizia potevano salire a bordo e avviare immediatamente le indagini per inviduare le filiere criminali e le relative complicità.

Questo codice di condotta fu firmato da tutte le ONG salvo – se non erro – Medici Senza Frontiere che si è dissocio’ dalle altre per ragioni di principio.

Salvini demonizzava e demonizza  tuttora le ONG, mentre Marco Minniti si proponeva di realizzare una azione coordinata tra le  operazioni di soccorso in mare e l’ avvio (più rapido possibile)  delle indagini sulle organizzazioni criminali che  sono indispensabili e che richiedono  un attento monitoraggio di ogni singolo sbarco. 

Salvare vite umane,  contrastare i trafficanti, realizzare corridoi umanitari e creare canali legali snelli e veloci per i lavoratori migranti richiesti dalle imprese italiane sono tutti segmenti necessari per una strategia politica lungimirante.

La seconda differenza con Salvini è che Minniti – insieme all’ Ambasciatrice Elisabetta Belloni – è volato in Libia con l’ obiettivo di realizzare progetti di sviluppo congiunti di collaborazione tra le comunità locali libiche e gli enti locali italiani, a partire dal Fezzan.

Dopo i primi contatti con i leader delle comunità arabe e berbere Minniti ha lasciato l’incarico per l’esito delle elezioni. Matteo  Salvini invece ha lasciato cadere questi  progetti  di rilevanza strategica.

Il terzo punto  è  che Minniti ha facilitato l’ ingresso in Libia – per la prima volta dal dopoguerra – l’ Agenzia ONU per i rifugiati (UNHCR) con il compito di assistere i migranti provenienti dall’ Africa sub sahariana, creare campi profughi funzionali e smantellare i lager.

Il quarto aspetto da segnalare, infine,  è  che all’ epoca di Minniti Ministro dell’ Interno   il Viminale, d’ intesa con il Ministro della Difesa e dei Trasporti, dava un  grande sostegno alle navi miltari della missione europea Sofia a guida italiana. 

Salvini viceversa –  dopo a pochi mesi  dal giuramento – ha cominciato ad affossare  e poi cancellare la missione navale europea. irritando le forze armate del continente.

Non  dico queste cose  per sentito dire, ma perché io c’ero. In quel periodo ero al Viminale e mi occupavo di cybersecurity. Aggiungo un particolare. Forse  Salvini non avrebbe fatto la  figuraccia 8  luglio del 2018 se avesse fatto lo  scambio di consegne tra Ministri come é  nella tradizione della storia repubblicana..Se avesse avuto uno scambio di informazioni con il  suo predecessore forse l’ otto  luglio non avrebbe bloccato la nave militare irlandese Samuel Beckett.  dotata di attrezzature sofisticate di SIGINT, collegata ai mezzi della NATO e con a bordo una speciale unita di intelligence di Europol.Il guaio é stato molto serio sul piano strategico  perché   quel momento  ha segnato ll’inizio dell’ agonia e poi della   fine della missione militare navale UE nel mediterraneo.  Uso il termine strategico perché l’assenza dell’Europa e delle sue navi miltari di Sofia ha favorito –  e non poco –  l’ espansione della presenza di Russia e Turchia in Libia e nel Sahel. 

La mia impressione è che a Salvini interessava   utilizzare  il Viminale soprattutto per  accrescere i consensi della Lega. 

Non a caso anche il mio posto per di Consigliere (per la Cybersecurity)  venne assegnato ad una persona di notevole intelligenza e professionalità come il Prof. Luca Morisi validissimo  social media manager, ma certo non esperto di  cybersecurity policies. 

Aggiungo che durante il periodo di Matteo Salvini al Viminale non é stata presa alcuna misura sui dispositivi digitali cinesi e si è interrotta la collaborazione (in materia di disinformazione e di hate speach) con i social media avviata da Marco Minniti ad Ischia durante il G7 dei Ministri dell’ Interno. 

Non mi illudo che questa mia testimonianza cambi la narrativa dominante (alimentata purtroppo anche da autorevoli dirigenti del PD), ma le cose sono andate così.  

Nei panni della sinistra italiana non butterei via il bambino con l’acqua sporca. Ci sono state come sempre luci e ombre,  ma recuperare una collaborazione con le ONG in mare e sul nord africa e’ indispensabile,; ancora più importantw campo sarebbe ristabilire – come l’ ENI sta cercando di fare un rapporto con le comunità libiche,  soprattutto dopo l’ uragano e  il tragico disastro delle due dighe crollate a  Derna in Cirenaica.   

Marco Mayer

https://sssup.academia.edu/MarcoMayer

it.linkedin.com/pub/marco-mayer/22/313/b33/

Pubblicato in : AperturaTag: anni, bambino, elezioni, europa, forze armate, impressione, lega, libia, mare, medici, ministro della difesa, nato, organizzazioni, pd, polizia, scambio, sinistra italiana, sostegno, sviluppo, trasporti

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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