• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Mettiamoci nei panni del nonno che ha perso tutti i suoi risparmi

Rimbalzi di responsabilità tra Europa e Italia, una corsa a trovare un po’ di milioni per dare ristoro e trovare un arbitro. Scienza bancaria. E la coscienza?

di Fabrizio Binacchi | 13 Dicembre 2015

E’ la disperazione. Che non è solo mancanza di speranza è stravolgimento globale, è deserto, è solitudine, è annullamento di rapporti. Ho visto in televisione, come immagino tanti di voi, le immagini di Luigino D’Angelo, il nonno di Civitavecchia che si è tolto la vita dopo aver saputo, così si legge in una lettera lasciata nel computer, che i suoi risparmi erano svaniti nel crac della sua banca. Una delle 4 salvate per il sistema economico ma morte da tempo per il tessuto sociale.
La notizia era già di fine novembre: il governo italiano con approvazione europea ha deciso di “risolvere” il problema della crisi di quattro istituti di credito Banca Marche, Banca Etruria, Carife, Carichieti con forme di aiuti dallo stesso sistema bancario, prestiti e affidamenti. Ma non era stata valutata in tutta la sua drammaticità.
Mettiamoci nei panni del nonno che ha perso tutti i risparmi. In quelle immagini nonno Luigino giocava con i suoi nipotini probabilmente in una festa di compleanno o, chissà, dello scorso Natale, l’ultimo. Uno sguardo sereno, un sorriso saggio, il volto di chi ha lavorato una vita e si è messo da parte un gruzzoletto, si dice 110 mila euro, non per fare follie ma per affrontare l’incerto domani e magari dare una mano a figli e nipoti. Puff, svanito tutto in una notte.
In questi giorni tutti si stanno prodigando a spigare o a cercare di chiarire chi non ha vigilato, chi non ha controllato, chi ha salvato bene o chi doveva salvare meglio, c’è la corsa a spiegare cos’erano le obbligazioni subordinate, che cosa comportano, quali conseguenze (fatali) in caso di crac della banca. Ci fanno un ripasso, purtroppo inutile ora, di economia bancaria e sistema monetario.
Dovevano farlo prima. Quando i nonni come Luigino andavano nella banca di casa, nel senso, piena di gente e consulenti conosciuti e magari parenti, per affidare alle loro conoscenze e alla loro intelligenza, ma dobbiamo dire ora, anche alla loro sincerità e correttezza, i risparmi di una vita. Nonno Luigino l’ha scritto: scusate non sono riuscito a tutelare i miei risparmi. Pensate cosa fa la disperazione. Ti fa cambiare anche le carte in tavola, ti rovescia i punti di vista: si sentiva colpevole lui dell’essere stato raggirato. Non ha retto. Perché credeva che quelle facce che lo rassicuravano mentre firmava i moduli di sottoscrizione delle obbligazioni subordinate (magari  in corpo 6, righe strette, parole incomprensibili ai più) gli sembravano facce amiche, della banca di prossimità, quelle banche che hanno il nome del posto e del territorio nel loro marchio, nella loro ragione sociale, ma -l’abbiamo capito- non più nella loro anima. Un rimbalzo di responsabilità tra Europa e Italia, una corsa a trovare un po’ di milioni per dare ristoro e trovare un arbitro. Scienza bancaria. E la coscienza? Noi l’avevamo scritto qui due settimane fa, quando ancora la vicenda non faceva titolo mentre, titolavano “la bomba economica subdola delle banche malate”.
Non faceva abbastanza notizia a fine novembre perché c’erano altre bombe di guerra, ma queste del crac erano bombe personali che facevano esplosioni nel silenzio. Come in quel villino di Civitavecchia dove un nonno di 68 anni si è ucciso per vergogna e disperazione.  Quella vergogna e quella disperazione che dovevano, e devono, essere di altri.

Pubblicato in : CornerBlog, EditorialeTag: anni, banche, crisi, euro, europa, governo, governo italiano, istituti di credito, italia, natale, notizia, punti di vista, sistema bancario, sistema economico, speranza

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. michele d.

    16 Dicembre 2015 alle 12:18

    si dice che quando parli del diavolo ne spuntano le corna e deve essere così anche per i “complottisti”!Orazio è il tipico complottsta che ripete slogan triti e ritriti senza neanche pensare: “il famigerato euro.ma che ha questo euro che non vi piace? Era meglio la lira ? Quando c’era la famosa lira eravamo completamente nelle mani degli S.U. perché la lira non la voleva nessuno e qualunque azienda doveva fare i conti col dollaro e non ci si capiva niente e c’erano aziende, persino banche, che perdevano i miliardi( di lire) per aver sbagliato di un giorno l timing del cambio. La famosa ( tra i complottisti) ” sovranità monetaria”? Un mito! Se esistesse veramente Stati Uniti o Giappone non avrebbero debito pubblico perché, secondo la ricetta dei complottisti, gli basterebbe stampare ma evidentemente non è così. Un altro mito ripetuto da Orazio è che le banche possono ” creare ” la moneta come nella Genesi dal fango o, in questo caso, dal computer. Se fosse così perché Lehman è fallita? Non le bastava creare moneta con un click?

    Rispondi
  2. Alessandra Campagnano

    14 Dicembre 2015 alle 15:57

    Sì, è vero, sono stati ingenui, di solito in questo Paese nessuno si fida di nessuno. Però le avete guardate le facce degli “investitori”? Certo che si fidavano della loro banca, si fidavano dei suoi rappresentanti – cassieri, funzionari, direttori – che facevano parte del loro ambiente sociale, per non dire familiare. C’era tra loro e i bancari una condivisione di origine, storie, tutti sapevano di tutti. Come potevano immaginare che il figlio o la nipote di persone conosciute nella zona li raggirassero? Indubbiamente il salvataggio delle banche è regolare, non è giusto che i contribuenti paghino gli errori di altri, ma siamo sicuri che sia tutta colpa degli “investitori”? Certo, “lex, dura lex, sed lex”, ma la maggior parte di quegli investitori, come Filumena Marturano, conosceva la legge che fa ridere, non quella che fa piangere. E anche la truffa e il raggiro sono materia da codice penale.

    Rispondi
  3. Luciano Pallini

    14 Dicembre 2015 alle 08:10

    mettiamoci nei panni degli altri 99 nonni che non hanno seguito i sogni di rendimenti maggiori: sapevano che i Buoni postali o quelli del tesoro ed i conti vincolati non rendono nulla e si sono contentati.
    Perché dovrebbero pagare per chi ha cercato quel che non era possibile? perché alla fine anche su di loro gravano i rimborsi a questi.
    Poi i casi di truffa, di circonvenzione vanno puniti a tutti i livelli ma sono casi individuali.

    Rispondi
  4. Luigi da Treviso

    13 Dicembre 2015 alle 23:34

    Con Prodi l’Italia campa, con Renzi l’Italia crepa.

    Rispondi
    • Orazio

      14 Dicembre 2015 alle 00:18

      Prodi, quello che si è “sgolato” per farci entrare nel famoso e ormai famigerato EURO? ;))))

      Rispondi
      • Luigi

        14 Dicembre 2015 alle 10:12

        Certo perchè con lui nell’Euro eravamo primi: migliore economia per tutti gli anni che ha governato, riconosciuta da tutti con Premierato Europa e Presidenza Banca Europea.
        Poi abbiamo mandato gli asini e ora che siamo gli ultimi, danno colpa a chi ci ha fatto entare.

        Rispondi
  5. michele d.

    13 Dicembre 2015 alle 23:32

    la verità l’hanno detta in tv il 99% dei cosiddetti “truffati”! Cos’hanno detto? Semplice: ” io mi fidavo”! Ma non è strano che in un paese che è secondo al mondo per ” complottismo cronico- acuto” ( il primo ovviamente sono gli S.U. dove vedono gli elicotteri neri dell’ONU che rapiscono gente e sequestra armi), un paese dove si fanno decine di cause al TAR pure per l’abbattimento di cento ulivi infetti ( ovviamente diventati migliaia perché l’epidemia si è diffusa perché il TAR ha fermato l’incenerimento degli ulivi infetti), un paese che chiede al fruttivendolo ” ma sono fresche quelle mele”? ma comunque le tasta tutte perché fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio, come mai ci si fida del bancario? Ma se il medico ti consiglia un’operazione al cuore non chiedi un secondo parere? Io sono un avvocato e so che quando i miei clienti mi chiedono un parere su una possibile causa o un contratto escono dal mio studio e chiedono ad un altro avvocato se è vero quanto gli ho appena detto e, talvolta, chiedono anche ad un terzo sempre per lo stesso principio sulla fiducia. Eppure si va in banca ( dopo quello che si sa sulle banche) fieri e felici di farsi spellare vivi. “Mi avevano detto che era sicuro” è il ritornello di questi ingenuotti e nessuno che si chiedeva ma se è sicuro e dà un interesse 5 o 6 volte superiore ai bot perché le banche continuano a comprare bot e cct invece di questi mirabolanti prodotti della mia banca? Ora dovrei pagare un’addizionale IRPEF ( un’altra????) per ripagare dei giocatori d’azzardo? Allora io vorrei essere rimborsato tutte le schedine del Superenalotto e che mi diano il sei garantito tutte le settimane!

    Rispondi
  6. Orazio

    13 Dicembre 2015 alle 23:02

    Per Franco…
    No non erano sprovveduti, la maggior parte delle persone anziane sicuramente si.
    Qui nell’articolo non ho trovato nulla di non condivisibile, salvo ovviamente, che si è parlato in modo superficiale dell’argomento.
    Qui non si tratta di discutere “solamente” di queste 4 banche, le prime a finire così.
    Si tratta anche di osservare e far osservare, che il sistema bancario occidentale è totalmente marcio ed è ovvio che quelle che, si sono prodigate a prestare agli amici degli amici, senza nessuna garanzia il sistema crollano per prime.
    Ma in fondo non è neppure questo, è il fatto che vuoi il sistema bancario è diventato un sistema “ponzi” e per di più sta sempre andando fuori giri.
    Non mi sto rifacendo alla riserva frazionaria, e al fatto che le banche inventano il denaro… cosa ampiamente risaputa ma mai scritta se non per gli addetti ai lavori, ma al fatto che la brama del potere ha fatto fare ai banchieri operazioni spregiudicate e immorali.
    Ora in più abbiamo anche gli Accordi di Basilea “gli ultimi” che stringeranno il cappio alle stesse banche ed a noi poveri cristi.

    Rispondi
  7. Franco Guerrazzi

    13 Dicembre 2015 alle 21:48

    Ma siamo veramente sicuri che tutti erano sprovveduti ? Io non credo….

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti