Non l’ha presa affatto bene il presidente Croato Mesic, che ha atteso un paio di giorni e poi ha replicato, in maniera inusualmente violenta, alle parole del presidente Napolitano.
Secondo Mesic, “tali dichiarazioni in cui e’ impossibile non ravvisare aperti elementi di razzismo, di revisionismo storico e revanscismo politico sono certamente difficilmente inseribili nel desiderio dichiarato di miglioramento dei rapporti bilaterali”. Dunque, secondo il Presidente della Croazia, nelle esternazioni di Napolitano a proposito delle Foibe, ci sarebbe non solo la volontà di “riivisitare” la storia, portando alla luce quello che è rimasto a lungo oscurato, ma addirittura la volontà di rivedere i rapporti tra i due Stati, rimettendo addirittura in discussione il trattato di Osimo (cosa che in effetti, in passato, soprattutto a destra, in Italia, qualcuno aveva esplicitamente affermato).
Napolitano in occasione della “Giornata del ricordo”, aveva parlato di una tragedia negata per “cecita’ ideologica”. E anche di “un disegno annessionistico slavo che prevalse anzitutto nel Trattato di pace del 1947 e che assunse i sinistri connotati di una ‘pulizia etnica’.
Difficile spiegare i motivi della durissima reazione di Mesic: non pare credibile che possa aver pensato che la maggioranza di centro-sinistra attuale sia intenzionata a rimettere in discussione Osimo. E nemmeno che abbia sottovalutato l’importanza delle relazioni tra i nostri due Paesi sotto il profilo economico. Più credibile è pensare che abbia pronunciato quelle parole pensando agli equilibri politici della stessa Croazia.
Con ciò, tuttavia, mettendo in grave imbarazzo la maggioranza di centro-sinistra e il Governo Prodi che non hanno trovato –ad ora- il coraggio per difendere a “muso duro” il nostro Presidente della Repubblica.
Segno che le parole di verità di Napolitano sulle Foibe non sono riuscite a scuotere sufficientemente alcune coscienze dalle colpevoli omissioni del passato.
Mesic versus Napolitano
Il presidente croato attacca il nostro presidente della repubblica che non viene difeso dalla maggioranza di governo. Segno che le parole di verità sulle Foibe non sono riuscite a scuotere alcune coscienze dalle omissioni del passato.

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