Forse per la prima volta, quest’anno, il 10 febbraio è stata realmente la “giornata del ricordo dell’esodo e delle foibe”, così come prevede la legge n. 92 del 3-3-2004.
E ciò per vari fattori: la forte e chiara presa di posizione del Presidente Napolitano, che fa giustizia di decenni di oblio e mistificazioni; il gran numero di manifestazioni promosse in tutta Italia, prevalentemente ad opera del centro-destra ed in particolare da AN; e, paradossalmente, anche per effetto delle contromanifestazioni, spesso degenerate, promosse dai neonostalgici dei tempi nostri, che del tutto a sproposito invocano i valori della Resistenza e sono esclusivamente interessati a marcare il territorio di una sinistra estremista e violenta.
A ricordare la memoria delle tante e tante vittime delle Foibe, c’era anche un esponente di spicco del Gruppo dei Centouno e del Polo Laico e Liberal-Socialista: Adalberto Scarlino, segretario regionale della Toscana del Partito Liberale Italiano, membro della Direzione del PLL.
Scarlino, docente, studioso di Storia del Risorgimento, ha pubblicato proprio su Pensalibero, lo scorso anno, un approfondito e documentato dossier sulle Foibe, al quale rimandiamo chi fosse interessato ad approfondire la materia (è rintracciabile sul nostro indice generale).
Sabato 10 Febbraio, ha celebrato la giornata del Ricordo a Basovizza, luogo simbolo, ove avvenne uno dei più drammatici episodi di massacro per “infoibamento” di Italiani ad opera dei partigiani comunisti del maresciallo Tito i quali, in due momenti diversi, nel 1943 e 1945 uccisero almeno diecimila cittadini italiani dell’Istria e del Friuli Venezia Giulia.
“E’ stata una presenza importante- racconta a Pensalibero Scarlino- perché ci ha dato la possibilità di continuare a fare emergere una parte della nostra storia troppo a lungo dimenticata e deliberatamente oscurata”.
Cosa è che oggi rende possibile a differenza di ieri parlare delle Foibe?
“Soprattutto per una meritoria e forte campagna della stampa; assai meno per l’opera degli storici che pure ne avevano parlato all’inizio; cito per tutti il grande Ernesto Sestan”.
E cosa, invece, lo aveva impedito ieri?
“La solita egemonia culturale di certa sinistra comunista. Purtroppo è anche vero che timidezze e reticenze ci sono state da parte della DC ed anche, ahimè, dal mondo laico-socialista”.
Scarlino, che a Basovizza non si è recato solo, ma ha accompagnato alcune scolaresche del Valdarno fiorentino (Istituto Balducci di Pontassieve e Vasari di Figline Valdarno) assieme a molti amministratori dei comuni del comprensorio e ai professori Luca Stefani, e Valentina Spagnoli, vede proprio in questa presenza un elemento di buon auspicio. “Per diradare ancora di più- afferma- le nebbie su questo periodo; per rendere omaggio non solo ai morti ma anche ai 350 mila cittadini italiani dell’Istria che divennero profughi nello stesso Paese, l’Italia, di cui si sentivano figli. E che dovettero superare prove difficili. “Spesso –dice Scarlino- l’ostilità della gente e l’accusa di fascismo. Stranieri in quella stessa Patria che nemmeno trenta anni prima, in quella che io considero la guerra conclusiva del nostro Risorgimento, si era presentata come loro liberatrice”.

Un orgoglioso rispetto della memoria deve indurre tutti a rivisitare passaggi della nostra storia non tutti chiari cui il contributo dato da solitari caparbi studiosi come l’ottimo Adalberto Scarlino è prezioso. Quegli eventi devono essere parte integrante della Ns memoria storica e dunque patrimonio nazionale da tramandare ai giovani. Accetto da Socialista le accuse. Purtroppo in troppi anni del nostro recente passato, fino alla caduta del muro di Berlino, la politica italiana per seguire, o inseguire, una politica reale tradì valori e non ebbe coraggio. Anche questo si deve insegnare ai giovani.