Mentre col passare delle ore la tragedia del terremoto di Haiti si presenta in tutta la sua orrenda dimensione, mentre la macchina dei soccorsi internazionali rischia di andare in tilt per la confusione, la presenza di gangs criminali, il numero spaventoso di morti e feriti, mentre gli inviati dei maggiori giornali italiani ci raccontano di quanto hanno faticato nel noleggiare un aereo privato a Santo Domingo per sorvolare le zone devastate di Haiti (ma chi se ne frega?!), mentre gli specialisti dell’informazione in diretta, quelli della CNN, hanno ancora una volta battuto la concorrenza arrivando sul posto con le loro squadre e dandoci resoconti agghiaccianti e puntuali, tasmettendo in mezzo a mucchi di cadaveri, feriti e gente che non sa dove trovare acqua e cibo, mentre tutto questo e tanto ancora di piu’ accade nella martoriata terra, mentre i diecimila italiani (molti dei quali fuggiti dall’Italia per non essere messi in galera) continuano a bearsi nelle loro piscine a Santo Domingo,mentre…
Pat Robertson, supermilionario predicatore televisivo evangelico dice che questo e’ il castigo di Dio perche’ gli Haitiani sono dediti da sempre ai culti voodoo. E poi uno scopre che sta perdendo la fede…
SFOTTO’ E INGIURIE A SERGIO MARCHIONNE A DETROIT
Tempi duri per Sergio Marchionne a Detroit. Durante un discorso all’ Automotive News World Congress che si e tenuto al Renaissance Center Marriot, il CEO del gruppo Chrysler-Fiat e’ stato pesantemente contestato al grido di “Shame on you! Stop killing Italian jobs” “Vergogna! Basta uccidere posti di lavoro italiani.” Allusione precisa alla dichiarazione di Marchionne, fatta in piu’ occasioni, (anche alla Reuters recentemente) che e’ sua intenzione chiudere lo stabilimento Fiat di Termini Imerese. Il Detroit Free Press ha identificato uno dei protestatari, Matteo Colombi un membro del sindacato dei lavoratori dell’automobile che sventolava insieme ad altri cartelli che definivano banditi i dirigenti del gruppo.
Nel suo intervento al convegno di Detroit non sono mancati anche momenti di ilarita’ quando un grande striscione si e’alzato in volo nella sala sorretto da palloncini gonfiati con elio. Secondo Free Press lo striscione aveva la scritta “Fiat-Chrysler: Damaged when delivered?”. Allusione pesante alla scarsa qualita’ delle vetture Chrysler ed alla mai dimenticata fama negativa della Fiat in America, quando i tentativi di importazione delle sue macchine, trenta anni fa, fecero coniare il termine FIAT come: “Fix It again Tony” ovvero “Aggiustala di nuovo, Tony”.
Oggi la qualita’ delle auto Fiat e’ superiore a quella delle vetture americane.
Ciliegina sull’invasione di campo, anzi di palcoscenico, una donna che si e’ messa ad urlare che sua madre era morta a causa di un difetto di progettazione e costruzione di un’auto fatta dalla Chrysler.
Sergio Marchionne non e’ che si sia scomposto piu’ di tanto ed ha finito il suo discorso molto applaudito. La stampa americana ha cominciato a sfottere il manager italo-canadese prendendo spunto dal suo perpetuo modo di abbigliarsi: un maglione blue su pantaloni neri e cinque cellulari alla cintura.
Salvati e creati due milioni di posti di lavoro in pochi mesi
Durante una visita al centro di addestramento del sindacato elettricisti a Lanham in Maryland, il presidente Barack Obama ha annunciato che lo ‘stimulus’ , il programma di incentivi fiscali varato dalla sua amministrazione lo scorso anno, e’ riuscito a creare o a salvare piu’ di 2 milioni di posti di lavoro.
Questi dati fanno parte del rapporto trimestrale emesso dalla Casa Bianca. Come si ricordera’ Obama, a breve distanza dal suo insediamento, firmo’ il pacchetto di 787 miliardi di dollari caratterizzato da aiuti in denaro e tagli alle tasse.
I repubblicani hanno impostato per mesi la loro campagna denigratoria nei confronti del presidente Obama asserendo che lo ‘Stimulus’ era un flop, una spesa eccessiva, puntando sul fatto che la percentuale di disoccupazione negli Stati Uniti e’ lievemente diminuita rispetto a novembre ma ancora attestata su un pericoloso 10 %. Nel mese di dicembre sono stati 85mila i posti perduti, un dato questo che ha sorpreso il presidente Obama che sperava in una ripresa dell’occupazione proprio allo scadere del 2009. Ma anche se i sintomi di ripresa ci sono, le aziende stanno nicchiando per quanto riguarda le assunzioni. A Detroit i capi delle principali industrie dell’automobile hanno annunciato che nel 2010 ricominceranno le assunzioni di personale.
Oscar Bartoli

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