Si sono conclusi i tre giorni di celebrazione della fondazione del nuovo partito di Silvio Berlusconi. Si chiama “Popolo della Libertà” come la lista che ha trionfato alle ultime elezioni politiche. Gli aderenti sono i fans di Berlusconi che lo seguono e gli danno fiducia da qualche tempo. La parola d’ordine risuonata all’assemblea è stato l’ossimoro gobettiano “rivoluzione liberale”. Chi glielo dice ai giovani chi era Piero Gobetti? Chi glielo dice che la legge approvata recentemente al Senato sul c.d. Testamento Biologico è illiberale? Chi glielo dice che non è certamente rivoluzionario esortare i disoccupati a lavorare? Chi glielo dice che è indecoroso considerare i propri nominati, detti parlamentari, utili solo a fare numero e a premere bottoni per votare in Parlamento?
Certo il presidenzialismo, il libero mercato e la libertà individuale sono il contenuto della Rivoluzione liberale oggi necessaria visto che il quindicennio berlusconiano (tra successi e alcune sconfitte) non è riuscito a modificare il regime partitocratrico, definito dal moderato Ostellino “stato canaglia”, ma chi glielo dice ai giovani che il proporzionalismo fa a pugni con il presidenzialismo, che Tremonti chiama dispregiativamente “mercatismo” il libero mercato, che il nuovo partito rischia di diventare un partito fondamentalista, ossia un partito di Dio?
Consiglio ai giovani del PdL di leggersi “1984” di George Orwell affinché capiscono cosa è la “neolingua”. “Rivoluzione liberale”, nel gergo del leader, vuol dire “populismo” e non ha quei contenuti più su indicati. Ci smentiscano. Sostengano il referendum elettorale contro la legge “porcata” che ha reintrodotto il proporzionale e abolito il collegio uninominale, se vogliono davvero intraprendere il percorso verso il presidenzialismo.
Mi rivolgo ai giovani, perché coloro che hanno oltre 35 anni non possono aver dimenticato come era l’Italia prima del 1994. Non possono credere alla favola della “seconda repubblica”. Pertanto, sostenendo il nuovo partito, non possono non essere consapevoli di aver confermato la scelta conservatrice di sempre. Dai democristiani siamo passati al Popolo della Libertà. Nulla di nuovo sotto il sole. Meno male che Silvio c’è. Ci conferma che il regime non è cambiato.
Beppi La Medica – Veneto Liberale

La più sublime, è siderale armonia Sublime Pitagorarica, o musica delle sfere celesti o canto cosmico celeste. La stella del mattino canta quale MONadeCHORDa SUblImE o Musica nella musica. L’ essere in armonia E’ la monade-chorda eterna delle sfere celesti armoniche nella Natura, in movimento, che canta. Pitagora museggia la celeste musica, è Pitagora che ritmeggia il cosmo in immensa monadechorda-singolarità o superstringa, la monade-corda tesa tra il celeste e la gea fullerenica, o sfera vuota delle stelle sfere, è pitagorica la scala diatonica delle sfere infinite nello spazio, è il suono æthere in movimento armonico, è la sfera stella o Musa sinfonica, è Mnemosyne o sfera sacra. Il primeggiare celeste o suono sacro è il sacro cantare in perfetta armonia o lode dell’essere, Pitagora museggia la sfera, Pitagora ritmeggia la stringa-lira-corda dell’essere armonia. La MONadeCHORDa SUblImE canta nel sacro e suona nell’essere Divinità nel mondo-della-Musica. I pitagorici ritmeggiano la spirale nella musica delle sfere quale armonia transinfinita dell’Essere-MONadeCHORDa SUblImE Misterica, la musica è ac-cordo musicale, è armonia matematica armonica nel suono. Goethe museggia l’architettura nèlla musica cristall-fullerenica. Nei templi l’essere vibra Misterico oscillante sismatico, l’essere, legno pietra sacri, vibra nella natura. LA FILOSOFIA della MONadeCHORDa SUblImE è Luce che svela il mondo, è bellezza che svela la bellezza di per sé, è la verità flusso infinito, il flusso svela l’essere luce e i colori la Luce e luce è splendezza, è natura divina o luce che vibra nella TEORIA DELLA MUSICA o della MONadeCHORDa sismatica SUblImE. È armonia pitagorica della natura-sfera-armonica-MONadeCHORDa in SUblImE-sfera armonica nell’armonia-sfera o armonia sfera in armonia-sfera-MONadeCHORDa SUblImE in armonia, luce dell’essere o suono dell’essere MONadeCHORDa SUblImE dell’essere Möbiusiano, o essere nulla in sé che vibra sismatico, è la filosofia dell’essere natura musicale che violeggia, o essere musicale Möbiusiana del violeggiare in Luce musicale cromatica o musica vibrante invisibile nella MONadeCHORDa SUblImE Möbiusiana che violeggia consonanze Musicali. Pitagora colora la musica o i suoni musicali, o la musica della MONadeCHORDa SUblImE o musica Möbiusiana. È lì suono nella musica mondana, lì la musica è risonanza nelle cattedrali senza inizio e senza fine. La musica ritmeggia in sé sismatica, nulleggia senza tempo né inizio né fine, la musica della MONadeCHORDa SUblImE è la musica nel mondo dell’essere, è fluire nella musica, museggiare la musica. La musica ritmeggia la musica o le musiche, è musicale sisma Möbiusiano, è musica che museggia il musicale nella musica, è musica che nimfeggia la musica di Mozart, è la musica della dissonanza Möbiusiana, è musica della melodia o risonanza Möbiusiana. Suona lì sismatica la musica in dissonanza nella musica Möbiusiana o musica infinita, la musica vibra, il suono vibra, il suono è il vibrare, il suono è corda tesa o membrana crepitante sismatica della MONadeCHORDa SUblImE, il vibrare del suono Möbiusiano è l’aria. La MONadeCHORDa SUblImE, o CORDaFONè, è il vibrare, il suono è la corda fibra, è l’arco cordafonè o telaio triangolare o arpa o giogo o cetra o MUSICA MITOLOGIca o filosofia della musica degli dei, è il suono, è l’evento sismatico naturale tuonante, è MUSICA in sé Möbiusiana, filosofia della musica o musica nel suono che muove le pietre nel sisma, musica che museggia la musica divina: Apollo ritmeggia e Dioniso museggia, o interpreta sogni, la musica ritmeggia la poesia, è il museggiare del dio della natura, o il dio della danza con le ninfe, è equilibrio armonico o dionisiaco, è MUSICA Sublime, è musica tetracorda con suoni discendenti nel tempo, successioni di tetracordi armonici. I tetracordi della musica o la musica tetracorda sono la dispieganza della MONadeCHORDa SUblImE, la musica Möbiusiana è Musica che museggia. LA MUSICA della MONadeCHORDa SUblImE o MUSICA SUbliME è Plexora Möbiusiana, fluida e vibrante sisma, è l’Evento Möbiusiano che vibra nella MONadeCHORDa SUblImE o vibra abissale, o vibra cromodinamicamente nel Mythos della plexMONadeCHORDa SUblImE o plexora Möbiusiana o plexromatica MONadeCHOra SUblImE, o plexromatica Abyssale, o Abyssale MONadeCHORa SUblImE o Abysso plexromatico, o Abysso Möbiusiano o Abysso che nulleggia. Jacob Böhme svelò l’Abyssale nulleggiare o l’Abyssale MONadeCHORDa SUblImE Abyssale. Jacob Boehme ritmeggia l’Abysso, museggia l’Abysso, o l’AbyssAle MONadeCHORDa SUblImE Abyssale, o l’evento AbyssAle, o l’AbyssAle Chora della MONadeCHORDa SUblImE Möbiusiana plexmonade plexromAtica, o Chora-musica AbyssAle vibrante e sismatica. L’AbyssAle Choralogia o Chora Abyssale risuona in PITAGORA, il filosofo della musica. Pitagora museggia il numero o monadecorda o corda vibrante o suono stabile, o suono musicale. La consonanza MONadeCHORDa SUblImE è la Möbiusiana consonanza dissonanza, è consonanza tra suoni in dissonanza Möbiusiana, è il contrasto o stridore o tendenza o eristica in consonanza Sublime, è
komply….
Caro Gpdimonderose,
pensare in musica non porta molto lontano e l’Ereignis del sublime rassomiglia a uno starnuto. Sbarazzati degli idola e cammina, magari come Hölderlin fino a Bordeaux. M.S.
La sublime aritmetica o geometria o matematica innata nelle stelle, è inerente nel kosmos o è sublime kosmesi la più bella tra le forme o varietà o manifolds attraverso le quali l’idea, la transmonade essenziale di bellezza può essere visibile o lì si colga l’idea di bellezza, nella sua purezza quale transcendenza della sublatione dell’ essere: lì un attimo di bellezza è un attimo d’esistenza. In quell’ istante c’è l’eventuanza che c’è in tutta l’eternità. L’essenza della bellezza è l’essenza dell’idea, o è la sua completezza senza dolore o angoscia: è la bellezza della forma visibile o percepibile quale Essenza. Ma tale elevatezza della bellezza, o sublatione è la trascendenza dell’ essere, o la sublazione del dasein quale sublazione della simmetria delle forme della bellezza o la sublatione della bellezza della forma, o la sublatione della bellezza stessa. Qui c’è la completa armonia o transarmonia afenomenica in sublatione, quale purezza dell’immaginarsi sublatione della bellezza, o la sua contemplanza quale arte della sublatione nella bellezza. Quella bellezza che si dà dalla perfetta sublatione è il sublime che trascenda se stesso, o che trascenda la bellezza che così trascenda se stessa, o è l’EREIGNIS del sublime o dispieganza dell’ Essere eventuanza dell’Ereignis sublime.
Ereignis, o evento della transcendenza della sublatione dell’essere, è il pensiero sublime che si pensi sublime pensiero dell’essere sublime, o originale eventuanza dell’ essere sublime. Il pensiero sublime è l’ originale pensiero dell’essere archegeta perchè è il pensiero dell’evento sublime dell’essere abissale o eventuanza dall’Abgrund, o l’eventuarsi dalla verità abissale del sublime ecstatico dell’ essere sublime. La verità dell’essere sublime è l’ Ereignis sublime abissale, quale sublime Ereignis abissale della verità dell’ Essere o sublatione sublime dell’ Essere o Lichtung del sublime, o Essere in cui risplende il sublime. L’Essere sublime è dispieganza nello spazio-tempo della sublatione sublime dell’eventuanza. La verità dell’essere sublime eventuanza è l’ Ereignis, ed è l’ Essere sublime che transpieghi la verità dell’ Essere sublime come evenienza o transpieganza dell’ essere. La morte non è un evento che ponga fine al Dasein, così il sublime: è sempre presente nel Dasein-sublatione, come possibilità di impossibilità o transpieganza del suo essere sublime. La morte è sublime nulla, l’altro-che-entità, il non ente, il niente o l’abneganza sublime o l’ Ereignis sublime, o transaletheia sublime dell’ Ereignis o EREIGNIS della svelatezza del sublime, quale eventuanza sublime a fondamento della verità ecstatica. La perfetta sublatione del sublime, quale eventuanza in elevatezza transexcelsa della transpieganza dell’Essere. L’infinito quantico, infinitamente grande o infinitamente piccolo, è di per sé l’infinita sublatione dell’eventuanza sublime. L’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo sono l’eventuarsi della sublime sublatione infinita Quantica di per sé connessa o quantica sublatione, o quantica infinita sublatione sublime della transpieganza. Quell’essere sublatione quantica infinita è in se stessa sublime eventuanza in excstasi, o è l’auto-sublatione quantica, l’al di là sublime della sublatione transinfinita: la transublazione del sublime nell’eventuanza della transverità. La sua qualità è il suo essere-per-sé o il suo eventuarsi sublime o transublatione della transinfinitezza non più al di fuori di essa, ma in sé quale essersi o transpiegarsi o eventuanza in excstasi: il suo essere al di là e al di sopra, o sempre nell’oltre transpieganza dell’eventuarsi essere quantica infinita è la sublatione di se stessa, quale estetica bellezza ideale. Così il suo essere al di là di se stessa o al di sopra o nell’oltre transpieganza è sublime come oltre-bellezza ideale, o essere-per-sé sublime eventuanza della transublatione transinfinita. LONGINUS nel suo sublime vago e superlativo eventuò la filosofia ecstatica del sublimarsi o la sublatione estatica sublime soprannaturale e sconvolgente, o il mostrarsi asimmetrico della transpieganza dell’eventuanza. John Donne transpiegò Sublimi idee nella bellezza celeste e nobile metafisica subliming, o sublimation dell’eventuanza sublime. Pery-Hypsous o Peri Hupsous transvelò l’ ekstasis dell’essere sublime o l’eventuanza dell’ekstasy quale sublatione della bellezza classica, o al di là della bellezza ideale. Per l’archegete della ontopologia sublime LONGINUS è la naufraganza, o il Peri Hupsous quale sublime transpieganza della naufraganza. Peri Hupsous è la sublatione sublime dell’eventuanza della transpieganza transinfinita. LONGINUS , il sublime archegete LONGINUS transvelò nell’arte l’eventuarsi della transpieganza della bellezza estetica che non doveva essere per coercizione anche regolare, razionale, ordinata, misurata e armoniosa, ma abnegarsi nell’eventuanza sublime. LONGINUS ispirò la sublatione sublime che si transveli al di là e al di sopra, o oltre le regole della bellezza ideale canonica. LONGINUS consentì l’eventuarsi della sublatione estatica nella transpieganza Sublime, quale pensiero poetante di Sappho, l’archegeta Saffo è sempre là nella sublatione estatica subissata dall’eventuanza dell’abnegarsi sublime. LONGINUS l’archegete del sublime transpiegò la potenza dinamica sublime nella poesia: l’annichilirsi o l’annullarsi o l’annietarsi o l’abnegarsi nella naufraganza diluviana o nella tempesta oceanica, o per sublime sublatione essersi subissati nelle tempeste vulcaniche. LONGINUS svelò l’eventuanza della luna sublime o la sublatione sublime dei phaenomena nei cieli astrali o infernali, non solo come una forma superlativa della bellezza, ma come una nuova e sublime transpieganza estetica, o bellissima eventuanza del sublime. Sublimity o Sublimità è la sublime poesia dell’archegete Saffo, come bellezza sublime che transpieghi l’aldilà della bellezza, quale estasi della sublatione sublime o Sublime transpoiesis dell’eventuanza.
Profonda solitudine dell’archegete è l’abnegarsi sublime, ma in modo che susciti terrore in sè: è la differenza tra sublimità e bellezza, un equilibrio instabile o transtabile, è il muoversi transinfinito dell’essersi in dispieganza, o dell’essere dell’ente dinamico o l’eventuarsi sublime della sublatione nella transpieganza: il piacere della bellezza è sublimato nell’eventuanza dell’aldilà o dell’oltre quale sublime bellezza in estasi sublime, o sublatione estatica che attrae e transpiega, in compresenza della paura o timore o terrore o angoscia. Il sublime è la più forte emozione, o la più sublime o l’excelsa, che la transmente sia in grado di sentire, la più potente di tutte le passioni o la potenza dinamica o la volontà di potenza o l’omnipotenza o la transpotenza, è l’intensità transinfinita della sublatione o alterezza sublime dell’eventuanza.LONGINUS transvelò la sublimità e la situò nella poesia, inventò l’aldilà della bellezza quale dispieganza della sublatione sublime estatica, sia pure intrisa di orrore soprannaturale sublime, quale Analitica del Sublime prioritaria o fondamentale, nel senso del fondersi e transpiegarsi della sublatione sublime nella bellezza ideale.
La dispieganza dell’eventuanza sublime quale Dasein si esprime nel sentimento dell’angoscia o sublatione diseventuale o abnegarsi, o annegarsi o annularsi o annichilirsi. Il Dasein sublime in excstasi invece è la sublatione sublime dell’eventuanza, o Ereignis sublime Ontologico della transpieganza dell’ Essere e mostrarsi sublime, o è il transmostrarsi sublime dell’Essere nella sua transverità sublime o Essere l’eventuarsi sublime dell’ Essere o è l’Essere-in-eventuanza, Dasein sublime, oltre che essere l’eventuarsi dell’ essere sublime quale mistero dell’ essere. Essere sublime in Dasein sublime quale sublatione dell’eventuanza dell’ essere evento e disevento dell’ Essere in sé, o dell’Essere che si mostri o si dimostri nel sublime. Essere transpieganza del Dasein sublime o sublatione del Dasein della verità dell’essere. La verità dell’essere è la transpieganza dell’essere transinfinito nel Dasein sublime, o Ereignis sublime della sublatione del Dasein dell’ essere sublime Ereignis. Dasein è il sublime dell’essere, o è il sublime della verità dell’essere. Dasein transvede la verità sublime dell’essere sublime, quale aletheia sublime dell’ Essere. Essersi sublimanza nel Dasein che consenta all’Essere sublime la transpieganza transinfinita nel Dasein, o Essere EREIGNIS sublime del sublime Dasein dell’Essere transpieganza nel DASEIN sublime. Nel rivelarsi sublime, Dasein dell’Essere, c’è l’eventuanza del Dasein sublime dell’ Essere transinfinito, o Essere evento transinfinito dell’ Essere excstasi della verità dell’ Essere sublime Dasein. L’ Essere sublime è e sarà per sempre il mistero per il Dasein, giacchè mai l’eventuarsi dell’essere nel Dasein si transpiegherà quale Ideale, o transpurezza della katarsi o vivenza dei e nei sensi o nell’ intuizione di forme dell’ essere fenomenale, o nell’idealismo trascendentale. La sublimità trascende la stessa ragione o il nous o la noumenica, è sublime sublatione della terribile e caotica dispieganza dell’esserci sublime. Così l’immenso oceano o mare agitati da tempeste sublimi si svelano quale dynamica sublime della transinfinita matematica sublime della topologia dell’essere sublime o transmathesis sublime, o quale Idea sublime dell’ Infinito sublime o tranfinitezza o transapeiron dell’essere sublime. Hölderlin è l’archegete sublime dell’ontopologia sublime transpoiesis excstatica dell’imago sublime Kaspar D. Friedrich , o Kaspar D. Friedrich è l’archegete dell’Ereignis Sublime quale evento della dispieganza dell’esserci Sublime sublatione del sublime matematico, al di là dell’idea di infinito, quale transinfinitezza dell’essere transphysis sublime o transmathesis sublime. L’inizio del sublime, o l’eclissi della bellezza ideale, si eventuò nell’ Essere della transphysis o Physis sublime dell’ aletheia della transphysis: l’archegete dell’ontopologia sublime Kaspar D.Friedrich transvelò la physis excstatica dell’essere eventuanza della Physis quale Essere-physis-sublime, o Aletheia sublime della physis. L’ Essere la transphysis è l’eventuarsi dell’essere nel sublime imago dell’archegete Kaspar D. Friedric, quale Dasein sublime o Poiesis sublime dell’ essere Physis sublime, o transpoiesis della sublatione della physis quale immensità dell’ essere. L’ imago sublime della transphysis dell’archegete Kaspar D. Friedrich è il sublime dinamico, quale eventuarsi della matematica sublime o sublime transmathesis o topologia dell’essere sublime. Nel sublime archegete Kaspar D. Friedrich si transpiega la profonda e transfinita libertà dell’essersi in sublatione sublime. Per l’archegete Kaspar D. Friedrich il sublime è trascendenza ontologica quale sublatione del razionale o del nous o della noumenica, o essere superiore dell’ideale quale transontologia dell’essere sublime. Schelling e Hölderlin e Kaspar David Friedrich sono gli archegeta dell’imago sublime o la dispieganza della sublimità della transphysis sublime in sublatione trascendente Sublime. Kaspar D.Friedrich transvelò l’abissale transvisione del sublime nella transphysis o nella transmathesis sublime quale topologia sublime dell’esserci, quale transinfinitezza abissale sempre di fronte, gegenstand-imago-sublime, e sempre aldilà, oltre in trascendenza o in sublatione sublime excstatica. Il sublime archegete Kaspar D.Friedrich è l’estatica sublatione dell’essersi infinito transvisionario che contempli direttamente il disvelarsi della transverità sublime, quale sublime transpurezza katartika o rivelazione sublime dell’imago sublime. Nel corso della transtemporalità sublime È stato fondamentale il mito dell’imago Sublime di Kaspar D.Friedrich, o la sua iconomorfia sublime quale modello apocalittico sublime in estetica sublime. Nella sublime imago dell’archegete Kaspar D.Friedrich l’annientarsi o l’annichilirsi o l’abnegarsi di sé svelò il sublime dinamico, o la sublime transmathesis sublime della matematica sublime dell’essersi sempre di fronte con l’imago sublime transinfinitezza, con la transtabilità in pericolo sublime, simile al sublime delle imago sublimi delle vestigia, asimmetrie nella simmetria, decostruite dalla instabilità della transpazialità transinfinita in exkstasis. L’excstasi della sublime imago dell’archegete Kaspar D.Friedrich è instabile, o meglio è transtabile quale stabilirsi dell’evento dell’imago dell’essere sublime,
quale transinfinita matematica sublime, o transmathesis sublime dell’essersi transphysis sintagmatica sublime. E’ l’excstatica sublimità dell’imago sublime immaginaria di Kaspar D.Friedrich in excstatica sublatione sublime transvisiva della transpazialità, o Transvisione della transcendenza sublime della sublatione excstatica dell’essersi, o estetica della transcendenza dell’essere sublime o estensione estetica della bellezza sublime. La bellezza per Kaspar D.Friedrich è La bellezza sublime dell’imago sublime dell’essere senza fine, senza confine e senza transtelos, è transevidenza In-fondata e imago abissale, excstasi della bellezza sublime che si dà nel mondo, c’è nell’essersi sublime bellezza o estetica excstatica della transinfinitezza. La sublime bellezza è l’estetica che si svelò in imago dell’archegete Kaspar D.Friedrich quale bellezza sublime che si dà in dispieganza della verità sublime: il sublime è l’ evento della verità dell’essersi imago sublime. Il luogo transcendenza è l’imago sublime dell’archegete Kaspar D.Friedrich, quale sublatione topologica dell’essere sublime o transpazialità transinfinita sempre oltre o aldilà delle ontologie regionali dell’etica, dell’estetica fenomenica o epistemica, perchè il Gegenstand si svela sempre quale transphysis sublime. La transpazialità della verità in Kaspar D.Friedrich è l’ Abgrund dell’ imago sublime in sublatione transcendentale, quale verità della transcendenza sublime, la quale precede e rende possibile ogni altra verità fenomenica o epistemica o empirica o noumenica. Qui c’è il mostrarsi della Verità sublime, quale estetica excstatica della sublime imago dell’archegete Kaspar D.Friedrich o singolarità davanti-alla-sguardo, o senso dell’essere come evento priorità prima del fenomeno o Essere sublime dell’eventuanza. Pareyson disvelò l’intenzionalità estetica del sublime enigmatico quale Bellezza sublime della esteticità nulla, quasi fosse l’analisi
topologico-transcendentale dell’esteticità sublime o sublazione superiore della conoscenza epistemica. È l’ esteticità sublime dell’archegete Kaspar D.Friedrich che si dà nell’imago fondersi abissale quale esteticità che si sottrae o si annulla, si nega o è l’abnegarsi transpaziale e transtemporale della transcendenza fenomenica, per eventuarsi poi in sublime imago dell’ essersi eventuale. Kaspar D.Friedrich libera la natura o la transphysis nell’esteticità della bellezza sublime o È la bellezza che si rimette in gioco nel sublime, o è il sublime che si dà quale sublatione della bellezza ideale al di là della epistemica o fenomenica o noumenica. Hölderlin è l’archegete sublime dell’eventuanza estetica in excstasi: per Kaspar D.Friedrich, o per l’archegete Hölderlin, non esiste più la frattura o la differenza ontologica tra poesia e pensiero, o tra essersi e transphysis sublime o imago sublime e transmathesis sublime. Hölderlin svelò il Gegenstand sublime che ci
sta di-fronte quale imago sublime: il Gegen-stand sublime della sublatione che ci sta di-fronte è l’eventuarsi del sublime Gegen-stand dell’eventuanza sublime dell’essersi, sempre al di là del categorico o della vivenza o della mondità o mondanità o della bellezza ideale o della Fenomenica estetica o noumenica.
Nell’evidenza della bellezza si dà La
fenomenicità del fenomeno della bellezza, ma il sublime Kaspar D.Friedrich eccede quella transevidenza per essere la transvedenza della sublime sublatione excstatica dell’essersi libertà nella bellezza sublime o eccedenza della libertà nel sublime, o l’eccedenza excstatica sublime dell’imago sublime. La transpazialità sublime di Kaspar D.Friedrich è la struttura ontologica dell’eventuarsi del sublime nelL’esteticità,
o nella razionalità dell’estetico o dell’epistemica o della fenomenica o noumenica bellezza. La bellezza sublime di Kaspar D.Friedrich è il senso che si dà in sublatione, è l’intenzionalità sublime dell’eventuanza dell’essere-nel-mondo: la bellezza sublime non è più solo fenomeno o noumeno, ma si dà quale imago sublime dell’Ereignis sublime dell’essersi. Si dà quale bellezza sublime dell’eventuarsi dell’essere . L’esteticità dell’imago sublime dell’archegete Kaspar D. è l’eccedenza excelsa della Bellezza quale imago sublime per eccellenza dell’essersi. Nietzsche criticò il disinteresse kantiano e difense la bellezza ideale. L’accusa a Kant è rivolta al suo quietismo della volontà, o fiacchezza, o agli ideali della conoscenza fenomenica. Per Heidegger il disinteresse non è indifferenza o una sospensione della volontà, Schopenhauer, al contrario è il più alto sforzo dell’ essenza: è nel disinteresse che emerge e si dà la relatività con il gegenstand sublime. La bellezza è l’apparire nella luce del fenomeno dell’ apparenza è l’essere-il-piacere o l’esserci-del-piacere o l’essersi-piacere, non l’abnegarsi, non la sua privatezza, non la sua sussunzione funzionale o subornazione a uno scopo o a una utilità, nemmeno però l’abnegarsi nella noumenica. Il piacere estetico trova se stesso solo nell’essersi. Il piacere è se stesso quando non è di nessuno: solo così può essere di ogni esserci . Nel piacere estetico ogni essersi è libera singolarità, o singolarità in perenne transcendenza sublime. La singolarità dell’archegete Kaspar D. Friedrich è l’imago dell’essersi sublime o singolarità del sublime, o lo stabilirsi dell’eventuanza del sublime nell’essere come nella transphysis dynamis o nella transmathesis transinfinita estetica excstatica. La dimensione del disinteresse è il luogo dell’ evento sublime, dell’ apparenza libera o del mostrarsi dell’ essere sublime. La bellezza sublime quale non-ente, niente, nulla, o evento sublime dell’essere in eccedenza o sublatione sublime sempre al di là della natura calcolata, o della sua
matematizzante fenomenica ideale o noumenica. Il senza-interesse è una forma dell’icona del lasciar-essere l’eventuarsi del sublime, o lì c’è il mostrarsi o
il manifestarsi dell’abnegarsi dell’essere sublime. Il “luogo” della bellezza sublime e la sua origine si dà nell’epigenesi dell’archegete Kaspar D. Friedrich quale evento della bellezza sublime o imago sublime del consenso, evento del senso dell’Essere sublime o La transEVIDENZA o transvedenza sublime estetica excstatika. La bellezza sublime è la forma dell’eventuarsi dell’essersi purezza dell’evento sublime, o incompletezza della bellezza ideale o libertà dell’evento del sublime nella bellezza fenomenica, categoriale, noumenica, quale Gegenstand sublime o singolarità o transmonade sublime. L’esteticità dell’imago dell’archegete Kaspar D. Friedrich é la sublime libertà dell’evento sublime della sublatione sublime nella bellezza. L’evento sublime nella bellezza è la purezza dell’imago dell’archegete Kaspar D. Friedrich: è la vaga erranza e naufraganza nel mondo, è la singolarità sublime dell’evento nella bellezza, è il nulla o l’abnegarsi dell’essersi. La potenza dynamis sublime intensità dell’evento senza fine, senza transtelos, senza translogos, è la libertà sublime dalla cronotopia e dalla kronologia della mondità o della mondanità. L’evento sublime è la differenza ontologica dal fenomeno o noumeno del sublime. La sublime bellezza dell’imago dell’archegete Kaspar D. Friedrich è l’al di là del fenomeno e del noumeno, è l’al di là della temporalità, transinstabile equilibrio del nulla sublime senza fine e senza perché, o solo epigenesi dell’Ereignis sublime Singolarità. La sublime bellezza si dà nella singolarità o nella transcordanza, quale concordanza dell’evidenza del sublime nella bellezza.
La bellezza sublime è il mostrarsi dell’evento dell’essersi quale evento del sublime nella bellezza estetica, o singolarità sublime nella bellezza quale enigma dell’essersi: esteticità della imago della singolarità sublime.
La singolarità sublime si dà nella bellezza quale evento dell’essersi senza fine, senza nulla, senza tempo. È fondamento
dell’ eterno ritorno del sublime nella bellezza.
La sua singolarità a-temporale non rappresenta più nulla, è solo se
stessa, pura apparenza o evento della singolarità sublime: aldilà del fenomeno della purezza o noumeno. È la singolarità
che eventua se stessa, fonda la sublimità dell’evento dell’essere. Qui è la singolarità sublime a gettarsi o abnegarsi nella dispieganza dell’ eidos, o evidenziarsi o mostrarsi nella bellezza ideale. L’eidos dell’imago sublime dell’archegete Kaspar D. Friedrich, o della singolarità iconica Kaspar D. Friedrich è La sublime bellezza che si eventua aldilà della purezza fenomenica o noumenica, quale evento sublime di-fronte, o Gegen-stand-sublime infondatezza. Nella Recherche Proust disvelò il pensiero poetante della bellezza sublime:
È l’essersi-com-presi dal sublime nella bellezza o dell’ essere sublime che
c’è o si eventua dal nulla, così che è la bellezza sublime a pensarsi e a farci pensare.
La bellezza ideale Platonica svelò la sua essenza nell’apparire, nell’essere la più
apparente o apparenza ideale, evidenza della purezza, invece l’archegete del sublime Proust dis-velò La verità sublime nella bellezza, aldilà dell’adeguatezza ideale. La verità sublime
non
Sostanzialmente d’accordo con La Medica. Ma il problema non è cosi semplice . Non ci sono solo “democristiani e popolo della libertà “. Questo bipolarismo ideologico ( democristiani cattivi ,altri buoni ) è fuorviante.Ci sono anche comunisti ,ex-comunisti ,sinistri e centrosinistri. C’è una girandola di definizioni e di banderuole che non fanno “passare” l’assunto del “dagli al democristiano” o al PDL. Quello che manca oggi ,almeno in Italia , è l’uso della ragione ,l’ impiego del confronto e del dialogo ,l’osservazione della società e delle sue problematiche. C’è solo un paròn dalle belle braghe ( bianche o rosse è lo stesso ) ,che governa un elettorato troppo affannato a rincorrere la velocità della vita per soffermarsi a pensare . Che ,quale allodola attratta dal luccichìo di uno specchio ,brucia l’attimo del voto in una adesione liberatoria,per lo più fideistica ( cattolicesimo,laicismo,libertà ). Non saranno le nuove sigle partitiche a modificare la situazione ,nè le adunate di piazza. Se è vero che Silvio c’è ,a conferma che il regime non è cambiato , bisognerebbe pensare a quando non ci sarà più…..lo trovate , e vi basterebbe ,un Migliore?