
“E il fatto che il presidente Emmanuel Macron parli di pace: neanche questo significa nulla di buono?”
Competitività, difesa, rafforzamento dei legami transatlantici e contrasto all’immigrazione irregolare: sono questi alcuni dei temi chiave al centro del primo bilaterale ufficiale in Italia tra il presidente francese Emmanuel Macron e la premier Giorgia Meloni, con l’obiettivo dichiarato di costruire “un’Europa più sovrana, più forte e più prospera”. A tre anni dall’inizio dell’aggressione russa e all’indomani dei colloqui tra Ucraina e Russia di Istanbul, il sostegno solido e senza incertezze di Francia e Italia all’Ucraina è ancora più necessario per raggiungere una soluzione giusta e duratura, presupponendo al contempo un ambizioso cambiamento di scala nella difesa europea, sia in termini di investimenti che di sostegno alla base di difesa industriale e tecnologica europea. È quanto si legge nel comunicato congiunto diffuso al termine dell’incontro tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente francese Emmanuel Macron. “La Russia deve percepire concretamente che continuare la guerra contro l’Ucraina avrà per lei conseguenze devastanti”. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un videomessaggio, citato da Ukrinform è una testata ucraina. “Durante la giornata ci sono stati allarmi aerei quasi su tutto il territorio del nostro Stato, ci sono stati attacchi. Zelensky ha poi sottolineato che “Putin non cambia il suo comportamento quando non teme le conseguenze delle sue azioni”. “La Russia deve sentire cos’è davvero la guerra. La Russia deve subire perdite a causa della guerra. Devono percepire concretamente che continuare la guerra avrà per loro conseguenze devastanti”, ha aggiunto. Il recente attacco ucraino alle basi aeree russe solleva “assolutamente” dubbi sulla possibilità di un attacco simile negli Stati Uniti. Lo ha riconosciuto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. “Assolutamente”, ha risposto Leavitt in conferenza stampa quando le è stato chiesto se l’attacco con i droni lanciato dall’Ucraina sollevasse preoccupazioni per la sicurezza degli Stati Uniti. L’ambasciata russa nel Regno Unito ha dichiarato ieri sera di respingere “categoricamente” le accuse di Londra di una presunta “crescente aggressione russa” sostenendo che siano “false e assurde”: lo scrive l’agenzia di stampa statale russa Ria Novosti.

“La minaccia che ci troviamo ad affrontare ora è più seria, più immediata e più imprevedibile che in qualsiasi altro momento dalla Guerra Fredda”, aveva detto ieri il premier britannico Keir Starmer evocando “la guerra in Europa, i nuovi rischi nucleari, i quotidiani attacchi informatici” e quella che a suo dire sarebbe la “crescente aggressione russa” nelle acque britanniche. “Non è stato informato”. Lo ha dichiarato in modo secco la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, rispondendo alla domanda di un giornalista che chiedeva se Donald Trump fosse stato informato in anticipo dell’attacco ucraino con droni alla Russia. Nuove sanzioni contro la Russia restano un’opzione strategica riservata al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Lo ha sottolineato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. “Ha intelligentemente tenuto questo strumento a portata di mano, se necessario”, ha detto Leavitt ai giornalisti. La portavoce della Casa Bianca ha inoltre affermato che Trump è disposto a ricorrere alle sanzioni “se ne avrà bisogno”. “Al Senato e a Capitol Hill, sappiate che il presidente è il comandante in capo e guida la politica estera degli Stati Uniti come dovrebbe”, ha aggiunto Leavitt. “Il presidente resta positivo verso i progressi che abbiamo visto ma è anche realista e sa che la guerra va avanti da tempo per la debolezza e l’incompetenza di Joe Biden”: lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, aggiungendo che Trump è impegnato a risolvere il conflitto e non vuole che si prolunghi.
Andriy Yermak ha incontrato Keith Kellogg a Washington. “A Washington ho incontrato con il mio team il rappresentante speciale degli Stati Uniti per l’Ucraina e la Russia, Keith Kellogg”, ha annunciato via Telegram il capo dell’amministrazione presidenziale ucraina, arrivato ieri mattina a Washington. A suo dire, hanno discusso “della situazione in prima linea, dei risultati degli incontri di Istanbul, dell’importanza di inasprire le sanzioni contro la Russia e di fornire assistenza alla difesa all’Ucraina”, e hanno anche “discusso la questione dei (bambini ucraini) rapiti dalla Russia”, dei quali Kiev chiede il rimpatrio. Ma di un accordo oggi si parla?
Giuseppe Basilico

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