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Meloni e Salvini ladri di pensioni

Il governo che prometteva di abolire la Fornero prepara un’altra fregatura ai pensionati. Il Post, giornale on-line, spiega il meccanismo: ridurre la rivalutazione di molte pensioni e creare un fondo per consentire a pochi lavoratori di uscire prima.La manovra colpirebbe gli assegni sopra 2.447 euro lordi mensili. La percentuale ridotta si applicherebbe a tutta la pensione, anziché solo alla parte oltre le soglie. Con 3.500 euro lordi e un’inflazione ipotizzata al 3,4%, si perderebbero circa 650 euro lordi annui rispetto alle regole attuali. E la perdita resta: gli aumenti futuri partono da una base più bassa.

di Enrico Rossi · 3 Novembre 2026

Il governo che prometteva di abolire la Fornero prepara un’altra fregatura ai pensionati. Il Post, giornale on-line, spiega il meccanismo: ridurre la rivalutazione di molte pensioni e creare un fondo per consentire a pochi lavoratori di uscire prima.

La manovra colpirebbe gli assegni sopra 2.447 euro lordi mensili. La percentuale ridotta si applicherebbe a tutta la pensione, anziché solo alla parte oltre le soglie. Con 3.500 euro lordi e un’inflazione ipotizzata al 3,4%, si perderebbero circa 650 euro lordi annui rispetto alle regole attuali. E la perdita resta: gli aumenti futuri partono da una base più bassa.

Nel triennio si risparmierebbero circa 2,65 miliardi netti; 2,55 miliardi andrebbero al fondo per le uscite dal lavoro. Il collegamento non è esplicito, ma le cifre quasi coincidono. Salvini potrà sventolare un’altra “quota”: nell’ipotesi della Lega, 64 anni e 36 di contributi, con ricalcolo contributivo e assegno generalmente più basso. Secondo Durigon, 60mila potenziali beneficiari. Le regole sono ancora da definire; la propaganda è già pronta.

Ma anche pensioni più basse possono perdere potere d’acquisto nonostante la rivalutazione piena. Il governo non ha introdotto l’adeguamento automatico all’inflazione delle soglie e delle detrazioni fiscali.

Esempio: 1.000 euro lordi, rivalutati del 3%, diventano 1.030. Considerando solo l’Irpef nazionale e la detrazione ordinaria, senza altri redditi, il netto passa da circa 898 a 919 euro: il 2,36% in più. Per recuperare il rincaro dei prezzi dovrebbe arrivare a 925. Mancano circa 75 euro l’anno su tredici mensilità.

Il pensionato non è diventato più ricco: è diventata più cara la vita. Ma il fisco riduce la detrazione e si prende una fetta del recupero.

Ecco la difesa delle pensioni secondo Meloni e Salvini: far pagare ai pensionati la pubblicità del governo, mentre sugli assegni più bassi il fisco può mangiarsi parte degli aumenti.

La campagna elettorale passa, la pensione impoverita rimane. E pretendono pure un applauso.

Enrico Rossi

Sezione: Editoriale

Enrico Rossi

Enrico Rossi è un politico italiano, presidente della Regione Toscana dal 2010 al 2020. È membro del Comitato europeo delle regioni (CoR) dal 26 gennaio 2015; dall’ottobre 2019 è vicepresidente del gruppo socialista al CoR. Sindaco di Pontedera dal 1990 al 2000, assessore regionale alla Sanità dal 2000 al 2010. Nel 1999 viene chiamato a Roma da Walter Veltroni per assumere l’incarico di vice responsabile nazionale dell’area economica dei Democratici di Sinistra.

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