Ecco dove rallenta l’Italia. Non del Pil o del fatturato estero, ma l’Italia che viaggia e che trasporta. E a volte qui si ferma, per ore. Sembra un altro mondo, un pezzo di girone infernale che neanche Dante, che abitava e scriveva qui vicino, avrebbe immaginato. L’Italia frena qui: all’imbocco della galleria del Melarancio, autostrada del Sole, zona Firenze, tra Certosa e Firenze Sud. I chilometri che cambiano un viaggio, quei chilometri che cambiano la vita. Una galleria che decenni di manutenzioni e cambiamenti di autostrade, da varianti ed allargamenti, non hanno mai cambiato. Una galleria che da sola fa molti morti. La galleria del Melarancio nel 1983 fu teatro di un gravissimo incidente in cui persero la vita 11 studenti di una scuola media di Napoli e rimasero ferite altre 35 persone. Quegli studenti in gita che stavano su una corriera belli tranquilli e non avrebbero mai immaginato che un carico sporgente di un autotreno sarebbe finito a sfondare il loro finestrino. Avevano messo le due corsie di marcia sulla stessa galleria per un cantiere di lavori ma non avevano fatto bene i conti che in curva il tubo sarebbe finito sul veicolo che veniva in senso contrario. Ci furono polemiche e discussioni sulla sicurezza, Neanche a dire. E sono passati 25 anni. Più recentemente un incidente con qualche morto ha provocato una coda di sette chilometri. Imboccandola l’altro girono sembrava di fare un giro in una giostra della paura in uno dei parchi divertimenti in giro per il mondo. Buia, scrostata, stretta, all’interno di una zona cantiere che va da Scandicci a Firenze sud e nella quale i cartelloni elettronici ti dicono quanto impiegherai per raggiungere l’uscita successiva, quasi una enormità. Espressa in minuti per fare più figo, ma sempre tanto. Già quel tratto di autostrada è come un percorso di guerra tra spostamenti di corsia e rallentamenti, se poi trovi un veicolo eccezionale devi metterti il cuore in pace, non sarà più come prima: tocca andare a passo d’uomo. E da uomo lento. Si rivoluzionano i sistemi di trasporto e comunicazione ma basta una galleria stretta a fare un nodo stretto a un Paese. Così lungo così a volte irraggiungibile. Non c’è alternativa. Se vuoi andare da Sud a Nord, e viceversa, e se non vuoi avventurarti nelle uniche due possibile variazioni sul tema che sono la Parma – La Spezia e la Cesena – Orte, devi passare di qui, dalla gola moderna della periferia di Firenze. E pensare che quest’anno la cabala dei giorni feria farà coincidere un fine settimana con un fine mese. Da brividi: sabato 31 luglio, ultimo del mese, un sabato da bollino viola, altro che rosso. E poi che dire di domenica 1 agosto, una domenica di calore, anche senza sole. C’è solo da augurarsi che anni di scuola e inviti alle partenze intelligenti abbiano dato frutto anche sulla scelta dei giorni e non solo delle ore. 31 luglio, primo agosto sabato e domenica sono una accoppiata diabolica. Se poi ci metti che devi passare dal Melarancio beh l’unica è sperare in una botta di fortuna o in una discesa di santa pazienza.
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

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