Le ipotizzate dimissioni di Napolitano corrono il rischio di precipitare il Paese nel baratro. Il Presidente faccia un ultimo sforzo. Si dimetta dopo aver sciolto le Camere ed aver indetto nuove elezioni. La parola spetta al popolo.
Una cosa è certa. Con la sua presenza al Quirinale Giorgio Napolitano ha reso un servizio, importante, al Paese. E’stato un elemento di saggezza e di stabilità in un sistema, per altri versi, impazzito. Qualche sua decisione può essere stata anche discutibile ma indubbiamente ha svolto un ruolo di supplenza a fronte di una classe politica allo sbando. Ha anche tenuto l’Italia saldamente ancorata all’Europa. Ora, sembra, sia in procinto di dare le dimissioni al termine del semestre italiano di Presidenza europea. La speranza dell’uomo era di poter lasciare dopo che il Parlamento aveva avviato, se non completato, la fase delle riforme. Così non è stato. Siamo, come Paese, ancora bloccati dai veti reciproci. Un giovane leader sta tentando di affermarsi, un vecchio leader sta cercando di resistere. Entrambi hanno grandi responsabilità per lo stallo in cui si trova l’Italia. Dopo le elezioni del 2013 era stata trovata l’unica soluzione possibile. Una maggioranza di larga coalizione per fare le tre o quattro cose indispensabili al rilancio del Paese. E’ quello che fanno tutti i Paesi normali. Quando il nemico è alle porte tutti insieme per risalire la china, poi ognuno per la propria strada. Solo che l’Italia non è un Paese normale. Berlusconi ha anteposto i suoi problemi personali a quelli del Paese ed ha fatto cadere il governo, Renzi ha colto la palla al balzo ed ha voluto anticipare i tempi della sua, inevitabile, ascesa al potere. I risultati di questo doppio, pesante egoismo sono sotto gli occhi di tutti. L’Italia è in stallo. Se ora Napolitano molla la situazione corre il rischio di implodere definitivamente. Si dirà. L’uomo ha novant’anni cosa può fare di più? E’ vero però proviamo ad analizzare la situazione. I rapporti di forza in Parlamento sono gli stessi di quando tutti andarono dal vecchio Presidente a chiedergli di accettare il secondo mandato. Perché ora i partiti dovrebbero dimostrare quel buonsenso che non ebbero allora? Si corre il rischio di assistere ad un tira e molla estenuante i cui esiti sarebbero drammatici per la situazione economica e per i nostri rapporti con l’Europa. Tutti cercherebbero i forzare la situazione per trarne i maggiori vantaggi possibili. I Patti del Nazzareno si moltiplicherebbero e gli esiti sarebbero nefasti per tutti. A Napolitano va allora chiesto un ultimo servizio. Faccia un messaggio alle Camere per chiedere che venga approvata subito la legge elettorale. Dica che in ogni caso scioglierà il Parlamento, prima del compimento dei 90 anni. Con la nuova legge se ci sarà od anche, al limite, con quella che, per quanto assurda, è in vigore dopo il pronunciamento della Consulta. In entrambi i casi sarà il popolo ad assumersi la responsabilità di decidere e di scegliere. E sarà il nuovo Parlamento a scegliere il nuovo inquilino del Quirinale. Basta con i tira e molla e con i giochetti della vecchia politica. In democrazia le cose funzionano così. Se poi anche questa mossa non dovesse funzionare e si riprospettasse una situazione simile ad oggi, allora ben venga la troika.

Caro Marzio, se di fronte allo sfacelo dell’Italia, geologico (dovuto a incuria e negligenza), culturale (un Paese che abbandona la sua maggiore risorsa, la Lirica e la muisca) la gente continua a voater Renzi, cosa vuoi fare….niente! Puoi aspettare la legge elettorale migliore e il miglior Presidente, sempre Gian Babbeo eleggeranno.
L’italiano medio, poco intelligente, si affida a lui e per cambiare idea non gli basta lo sfacelo della sua politica, ha bisogno di una ventina d’anni l’italiano per capirlo, quindi rassegniamoci.
Paolo, ma le lezioni ora, anche se non gestite da Renzi, gli consegnerebbero l’Italia. Occorre prima un Presidente della Repubblica che giorno dopo giorno e pezzo dopo pezzo smantelli questo individuo agli occhi di un elettorato senile le cui esperienze di vita sono la televisione e i suoi eroi pietosi.
La legge elettorale non si puo’ fare in queste condizioni, d’altronde tutte le promesse di Renzi sono sistematicamente smentite dall’ inazione e dall’immobilismo, nel frattempo l’Italia affonda (nel fango?!?), e quando c’é azione sarebbe meglio che non ci fosse. Renzi dovrebbe dimmettersi ben prima di Napolitano!
Quest’ultimo, prima di dimettersi, dovrebbe sciogliere le camere e far indire elezioni col vecchio sistema, chi vincerà o si potrà coalizzare, farà un nuovo governo, e il nuovo parlamento voterà per un prossimo Presidente della Repubblica.
Questi qua se ne devono andare, l’Italia appunto sta affondando e non metaforicamente e non solo nel fango.
Totalmente d’accordo con Ghersi. Occorre spezzare il subdolo blitz di Renzi per impadronirsi della nazione e può farlo solo un Presidente della Repubblica in grado di affrontare le minacce di questo moccioso caratteriale.
Il prossimo 29 giugno il Presidente Napolitano compirà 90 anni. Perché non consentirgli, finalmente, di tirare un po’ il fiato? Accettare il secondo mandato, alla sua età, ha costituito oggettivamente una forzatura. Nel frattempo, la poltrona di Presidente del Consiglio è stata conquistata da un giovane leader ambizioso. Ma le cose che più stavano a cuore al Presidente Napolitano sono ben lontane dal realizzarsi. La legge elettorale, la tenuta dei conti pubblici, i rapporti con l’Unione Europea, le riforme della nostra Costituzione, richiedono un nuovo garante delle istituzioni democratiche. Che abbia le energie fisiche e mentali per misurarsi con problemi tanto complessi. Nessuno è insostituibile. Nell’attuale Parlamento è possibile che si coaguli una maggioranza sufficientemente ampia per eleggere un Presidente della Repubblica di garanzia, per tutti. Mi sembra che chiede elezioni subito abbia un unico intento: dare tutto il potere a Renzi. Nella previsione che possa vincere facilmente le elezioni politiche e poi far eleggere un Presidente della Repubblica di sua stretta fiducia, che lo lasci lavorare. Il disegno è puro avventurismo; perché una nuova legge elettorale non c’è ancora e se si votasse con una legge elettorale proporzionale, l’esito delle elezioni potrebbe essere molto diverso da come alcuni immaginano. Né è pensabile che le altre forze politiche accettino di approvare subito la legge elettorale che vuole Renzi. Da questo stallo non si uscirà in tempi brevi. Nel frattempo, liberiamo il Presidente Napolitano.
Palermo, 9 novembre 2014
Livio Ghersi