Anche perche’ e’ proprio di questi giorni la dichiarazione dell’on. Fassino il quale dice che Craxi e’ stato un capro espiatorio. Meglio tardi che mai. E’ da ricordare, che la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia per persecuzioni riservate a Bettino Craxi.
Quanto alla polemica dell’Italia dei Valori e’ comprensibile, in quanto il loro e’ un progetto politico basato soltanto sulla tesi di un Craxi corrotto. Chiarito quest’equivoco, si esaurisce la loro linfa politica. Anche perche’, lo stesso Di Pietro ha dichiarato che nulla e’ cambiato in Italia, in quanto a corruzione, dopo mani pulite. E allora, avanti, spediti a rendere giustizia a un grandissimo uomo.
Un uomo di sinistra difeso dalla PDL un paradosso tutto italiano. La sinistra italiana comunque, se vorra’ rialzare la testa politicamente, dovra’ chiedere scusa a Bettino Craxi, fare un’analisi seria degli anni bui di mani pulite, sciogliere un nodo che continua ancora oggi a tenere bloccata la politica italiana. Solo cosi’ potra’ crearsi una vera genesi, sulla quale far ripartire un partito riformista e liberale, comprendendo il progetto socialista senza la compagnia di Di Pietro.
Francesco Mazzeo
(segretario de “I Socialisti per le libertà”)
MAZZEO: SI’ ALLA STRADA INTITOLATA A CRAXI
Siamo favorevoli che venga intitolata una strada allo statista Bettino Craxi.

Solo per constatare – e congratularmi con la redazione – che il commento di ragioni.it di cui sopra è stato pubblicato anche, poco sopra, su Pensalibero
Sono di parere diverso e avverto la sensazione che per una volta abbia ragione Pannella: intitolare una strada a Bettino Craxi non serve a nulla, anzi mi sembra un’inutile forzatura. Non perché la proposta avveleni il clima politico, cosa che mi sembra irrilevante nella situazione attuale e poi ci mette già abbastanza del suo la figlia Stefania nelle sue deprimenti esibizioni; ma perché la figura e soprattutto l’opera di Craxi hanno bisogno di approfondimenti che non si possono risolvere in una zuffa tra cani e gatti.
Penso ad esempio ad un tema, che a mio avviso tanto ha contribuito all’originalità, prima, ed alla demonizzazione, poi, della sua figura: la netta separazione esistente tra la fase creativa della valorizzazione dell’autonomia socialista con annessa la fase di governo finché è stato presidente del Consiglio e dall’altra l’ingresso nel sistema di potere dominante, con annessa impotenza nel cogliere i frutti politici della svolta dell’89.
Leggevo proprio stamani un originale commento su leragioni.it [ http://tinyurl.com/ycp3gdk ], che mi ha rafforzato nella convinzione che approfondire la vicenda storica è il maggior omaggio che si possa fare alla figura di Craxi. Ed anche il contributo migliore alla prospettiva politica.