Non è ancora Befana, non son finite le vacanze di Natale e c’è già in giro una voglia di spiaggia, di vacanze estive nostrane. Intendiamoci quelle che puoi fare tutto l’anno andando nei paradisi esotici non contano molto per le nostre statistiche nostrane. La voglia che vien fuori in questi giorni è voglia di spiagge di Romagna e di Liguria, di Salento e di Sardegna di Torvajanica e di Martinsicuro e di Jesolo, insomma le vacanze popolari. Qualche sorriso l’altro giorno tra qualche operatore del turismo alla notizia che tutti quelli che stavano alla Maldive sotto Natale erano sotto l’acqua e i temporali, e va beh. Qualche sorriso, ma l’invidia non c’entra, tra quelli che organizzano vacanze alla notizia che a Malindi, mitica località di turismo europeo del Kenya, il fuoco minaccia e attacca le prestigiose ville degli euopei e degli italiani pure. Sentito qualche amico lì, per fortuna la realtà non era così drammatica come quella dei titoli dei giornali. Va così nel giornalismo estero e nostrano. C’è voglia di spiaggia appena finisce la vacanza di Natale. C’è voglia di prenotare e proiettare (nel senso di gettare oltre) il nostro essere e la nostra idea già là sulle spiagge, quelle stesse località che ci hanno ospitato e fatto star bene solo cinque mesi fa. Voglia di essere distesi sulla spiaggia fine bianca di Torre dell’Orso, o quella un po’ più grossa e stra popolare di Rimini e Riccione, voglia di ombrelloni a San Remo o Albenga, di capanni e tende quasi arabe tra Forte dei Marmi e Viareggio, di Cilento e di Calabria di Mondello e di Capo Molino di San Leone e di Sciacca, magnifica quella piazza terrazza piazza sul mare verso l’Africa. Insomma è destino, che al culmine dell’inverno, al giro di boa delle feste del freddo, quando non è ancora Sant’Antonio e mancano ancora un po’ di settimane ai giorni della merla, considerati tra i più freddi se non proprio i più freddi dell’anno, non sono ancora smaltite le eventuali brevi vacanze di montagna e di sky pass, che i nasi e le attenzioni, che gli occhi e le mani vogliono sfogliare i cataloghi dell’estate duemiladieci. Mh una crociera? Mh, vediamo le offerte. E il viaggio lungo in agosto o in luglio? Meglio il ferragosto o il ferra luglio? E quelle offerte con i punti della Coop. Mh vedere se c’è posto in Austria o in Sardegna, in Salento o in Liguria. Tutto serve per sognare in queste ore o in questi giorni di essere già lì in bermuda e maglietta, in costume e reggiseno, a chi serve, per assaporare il sole nuovo dell’estate nuova. Basta l’idea e ti senti già in ferie. Basta pensarci e senti già quasi il calore del sole, che la Befana deve ancora venire. Un sogno che può essere già sufficiente per provare felicità. In fondo come ci insegnano tanti pezzi di letteratura, dal sabato del villaggio in poi, è l’attesa di un evento bello che può diventare più bella ancora dell’evento stesso. Così si spiega anche il successo di notizie e immagini che ci propongono in piena estate il bagno in mare nelle coste di Sicilia sotto l’albero, quasi in costume. E’ il contrasto stagione natalizia – bagno mare, freddo – spiaggia che porta a sognare un abbattimento di schemi un salto di stagioni, almeno nella fantasia e nel cuore. Che poi quell’acqua di Catania o di Palermo sia proprio così calda o che a Mondello faccia così abbronzatura è tutto da vedere, ma fare una nuotata in mare sotto le feste di fine anno fa molto liberazione di fantasia e di sogni. Così è anche sotto la Befana, così l’attesa di prenotare quelle ferie nostrane che già sogniamo è già proiezione di caldo. Sotto la neve. Anche con al giacca a vento addosso.
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

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