
Dopo lo scoop di Bruno Vespa che ha raccontato di un accordo stipulato nel centrodestra per candidare Berlusconi alla presidenza della Repubblica, è ricominciato il valzer dei possibili papabili alla più alta carica dello Stato. Negli ambienti romani è sempre forte l’ ipotesi, in una situazione di stallo, di riproporre Mattarella, come avvenne con Napolitano. Prendendo atto che quella di Berlusconi è una boutade assolutamente irrealizzabile, con l’ attuale situazione parlamentare, sta prendendo forza la candidatura di Draghi che potrebbe avere anche il consenso di una parte consistente del centrodestra. Ma si fa il conto senza l’ oste, ovvero il M5s, che attualmente è maggioranza relativa in Parlamento. Tra i grillini è maturata l’ idea della proposta Prodi con un accordo blindato con il PD. Ma il nome di Prodi porterebbe ad uno scontro inevitabile e dirompente con il centrodestra. Tutti questi scenari potrebbero essere veritieri, se si andasse fino al 2023 senza elezioni anticipate. In caso di voto cambierebbe tutto. La novità, però, sarebbe quella di nominare una donna a presidente della Repubblica. Purtroppo questa Italia è ancora troppo maschilista. Anche se nomi di donne papabili ci sono, a partire dalla mai tramontata Bonino. Tra i sussurri dei vari salotti che contano qualche spiffero di aria fresca, sommessamente, ha fatto circolare il nome dell’ attuale seconda carica dello Stato, la presidente del Senato Casellati. Una proposta istituzionalmente ineccepibile. La pallina nera della roulette sta girando, ma non è ancora tempo di fermarsi.
Roberto Caputo

Bravo Roberto, mi hai letto nei pensiero. Qualche mese fa avevo lanciato su FACEBOOK questa ipotesi.
Epersona seria e competente, inoltre è donna!