
Faticosamente, e con esito indecifrabile, i primi timidi tentativi di porre fine alla stupida guerra di tutti contro tutti, stanno vedendo la luce. Maggioranza di governo e partiti di opposizione, con cautela, si stanno “annusando”. Vogliono capire se esiste la possibilità di un minimo di condivisione della enorme responsabilità di sconfiggere la pandemia e risollevare l’economia. Lo ha chiesto il presidente Mattarella e, prima ancora, lo richiedeva il buon senso.
Lo avessero fatto prima sarebbe stato meglio; ma non provarci sarebbe ancora peggio. Si tirerebbe avanti con la confusione e la mancanza di certezze che hanno caratterizzato la lotta al virus fino ad oggi. I luminari chiamati al gran consulto che non riescono a parlare con una sola voce; la mancanza di medici, infermieri, ventilatori che si denuncia ma non si risolve; i posti letto che scarseggiano, soprattutto nelle terapie intensive; i soldi del MES che potrebbero aiutare ma non si prendono e si teme che se si prendessero ancora non si saprebbe come spenderli. La gestione della pandemia è stata troppo simile alle “mitiche” assemblee sessantottine del secolo scorso: sfibranti e inconcludenti, “rivoluzionarie” e paralizzanti.
Intanto, è evidente che Governo e Regioni non remano nella stessa direzione. Non creare un clima di solidarietà nazionale per sconfiggere il Covid e avviare un forte rilancio della occupazione, della produzione e dei consumi è stata colpa ingiustificabile. E’ probabile che i partiti, al governo o all’opposizione, si stiano convincendo del rischio che nessuno si salverebbe e che tutti potrebbero essere travolti. Quando domina la paura e si avverte la vicinanza del baratro, la, gente non fa distinzioni e lanciarsi reciprocamente accuse diventa stucchevole.
Coinvolgere le opposizioni e, da parte di queste accettare di essere coinvolte nelle responsabilità, consentirebbe, oltretutto, di tornare al rispetto della nostra Costituzione. Perché il luogo di questa leale collaborazione sarebbe necessariamente il Parlamento. Oggi a rischio di trasformarsi nel primo degli enti inutili, acquisterebbe nuovamente la centralità che la Costituzione gli assegna. E’ vero, ci vuole coraggio. Ma è il coraggio della responsabilità. E gli elettori, talvolta, sanno punire severamente chi dovesse dimostrare di non averlo.
Nicola Cariglia

Intanto darei lo stop alla gestione disonesta della pandemia. Se gli otto morti della RSA di Calenzano fossero avvenuti in una regione guidata dalla destra, non sarebbe scattata la vergognosa copertura della notizia, da Lardo De Gasperi a Saxa Rubra. Da decenni tutto il negativo che accade in Toscana, in ogni fatto pubblico e privato viene edulcorato per dare della regione un’immagine edenica e superiore. Il rischio terribile sarebbe stato essere equiparati alla Val d’Aosta o alla Calabria. Sia mai per la regione guidata dal fiorentinissimo Giani, un puro. Sia mai! E tu Nicola di cosa ti preoccupi? Se i socialdemocratici vinceranno nel 2180?