La vicenda della Matec, la fabbrica di Scandicci del gruppo Lonati che opera nel settore della calzetteria, è sintomatica della cultura economica prevalente. L’azienda è in crisi da mesi. 260 dipendenti sono stati messi in cassa integrazione dal 1 gennaio del 2006. Non passa giorno senza che esponenti politici del centro sinistra, parroci e giornali intervengano sulla questione. Il minimo comune denominatore degli interventi è uno solo: la produzione deve riprendere. Nella vicenda, indubbiamente seria per il numero di persone coinvolte, bisogna distinguere gli aspetti sociali da quelli economici.
E’ giusto lavorare e impegnarsi per vedere se è possibile trovare una soluzione o una nuova destinazione per il sito produttivo, è sbagliato fare una difesa ad oltranza di una fabbrica che, oggettivamente, è fuori mercato, per ammissione di tutti. Il problema, sul piano economico, è quello di creare le condizioni perché le aziende possano nascere e morire in libertà.
Del resto il caso Matec è solo la punta dell’iceberg. La crisi sta colpendo duro in Toscana, soprattutto in Toscana. I dati parlano chiaro. Li ha riportati recentemente il Sole 24 Ore. Al 30 settembre 2005 rispetto al 30 settembre 2004 la Toscana è passata da 67.949 imprese manifatturiere a 67.299 con un calo dello 0,96%. E’ il dato peggiore fra tutte le regioni italiane. A livello nazionale la perdita è stata dello 0,31%. Sulla base di questa situazione il portavoce in Consiglio regionale della Casa delle Libertà, Alessandro Antichi ha detto “il centrosinistra toscano celebra la propria impotenza davanti ai cancelli delle fabbriche toscane, vecchie, inefficienti, inutilmente politicizzate, destinate alla chiusura….I principali responsabili dell’asfissia economica della Toscana non sono credibili in questa processione davanti ai falò e alle tende del presidio Matec”. Tanto è bastato perché il segretario regionale Ds Marco Filippeschi dichiarasse “l’attacco di Antichi al lavoratori Matec…supera davvero ogni limite…l’offesa a chi viene privato di un diritto è imperdonabile”. Con il che si tende ad accreditare la tesi che il problema della Matec è solo una questione di volontà. Si chiude per insensibilità sociale, egoismo, voglia esasperata di profitti.
Non è con questa cultura economica che si può guidare un Paese
Matec: scontro sui due poli
La vicenda della fabbrica di Scandicci, in crisi da mesi, è sintomatica della cultura economica prevalente. Ma per la straordinarietà dell’evento occorre distinguere gli aspetti sociali da quelli economici.

“Non è con questa cultura economica che si può guidare un Paese”
Inutile interpretare velletariamente questo commento finale. Bisogna invece ribadirlo ,ripeterlo sino a farlo entrare nella mente e nella memoria di tutti .
Capitomihai ?????!!!!!!!