Il regista Pietro Marcello ha presentato a Venezia 76 il suo film, liberamente tratto dal libro Jack London , spostando il protagonista dal porto di San Francisco al golfo di Napoli affidando a Luca Marinelli il personaggio di Martin Eden, marinaio povero, nato e cresciuto nei quartieri di Napoli, perseguitato dalla povertà, dalla mancanza di denaro, dalla mancanza d’amore. Luca Marinelli ha studiato il personaggio, ne ha sottolineato i punti deboli (la sua fragilità nascosta dal suo individualismo) ma non lo ha mai travalicato, rendendone forse, ancora più profondi la rabbia e lo scoramento. La sua interpretazione gli ha valso, meritatamente l’assegnazione della Coppa Volpi, quale miglior attore (e pensare che era tallonato da Joaquin Phoenix, che ha superbamente interpretato Joker).
Anche il film come il libro è diviso in due parti: nella prima c’è tutto l’entusiasmo e la caparbietà del giovane che vuole apprendere per riscattarsi dalla vita fatta di ignoranza e di lavori umili, nella seconda la delusione dell’uomo ormai cresciuto, che si sente tradito dal suo stesso sogno.
La storia del marinaio che vuole riscattarsi, che si applica nella lettura, che cerca di appropriarsi da autodidatta della cultura, che vuole dimostrare come ognuno sia artefice del proprio destino e quindi vuole cambiare il suo, che vuole diventare scrittore (ma “manca la grammatica…”), che si innamora ed è riamato da Elena appartenente ad una classe sociale alto borghese lontana dalla sua, è nota e il regista , alterna riprese d’archivio ai sogni di Martin che vuole elevarsi per sposare Elena, nonostante l’avversione della famiglia della ragazza, nonostante gli editori continuino a rifiutare i suoi racconti. Spinto e spronato da un vecchio intellettuale, Russ Brissenden (un Carlo Cecchi all’altezza delle sue migliori interpretazioni) , a sua volta scrittore e poeta, si avvicina ai circoli socialisti.
Quando nonostante tutto e tutti i suoi racconti, fino a quel momento disprezzati, vengono pagati e richiesti continuamente, quando sembra che il suo sogno abbia finalmente trionfato Martin Eden si rende conto di essersi perso. Sono cambiati i tempi, ma è cambiato anche Martin Eden, mentre le sue idee socialiste lo allontanano definitivamente da Elena.
E c’è molto della vita di London costretto a lavori umili, ha fatto persino il marinaio, prima del successo, come c’è qualcosa anche di Pietro Marcello, in questo film.
Il regista insegue e segue con la sua telecamera le peripezie di un autore incompreso, intuendo in lui la propria esperienza, quasi autodidatta è cresciuto in solitudine nell’ambiente cinematografico.
Particolarmente interessante la scelta delle musiche che spaziano da Debussy a Teresa de Sio. Il film è già nelle nostre sale.
Maria Rita Monaco

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