Marina Apollonio è considerata una delle figure più rappresentative dell’arte ottico- cinetico,
una ricerca espressiva che si basa sulla dinamica del movimento di forme disegnate geometriche bidimensionali e non solo.
Linee geometriche bianco nero o colorate –tracciate su spazi bianchi- costituiscono il gioco ottico nel quale convivono forme reali e contemporaneamente virtuali.
La corrente artistica dell’arte cinetica nasce negli anni Sessanta in Europa, per poi diffondersi negli Stati Uniti con il nome di Op Art o Optical Art. Si tratta di una sperimentazione che induce lo spettatore ad essere coinvolto non solo sul piano estetico, bensì sul piano emozionale, percettivo e psicologico.
Un’ operazione di ricerca artistica visiva che desidera “andare oltre” la superficie dipinta all’insegna di un nuovo concetto di rapporto tra arte e tecnologia tesa all’emergere nuove realtà compositive.
Già nel 1913 Marcel Duchamp inventa il primo ready made, la celebre bicicletta creata per dei viaggi, sogni, immaginari oltre il reale. E poi Moholy-Nagy- noto artista del Bauhaus – che con le sue frammentazioni di lampadine inserite in una scultura inventa un processo cinetico, favorendo la modulazione Luce-Spazio. In Italia Bruno Munari il grande sperimentatore del Novecento con sue Macchine Inutili del 1933 fa interagire con il Tempo e lo spettatore nella sua arte. Ci si avvia agli anni Cinquanta con le ricerche dinamiche con le forme-istallazioni di Alexander Calder, Jean Tinguely, Victor Vasarely, Pol Bury sino a Enzo Mari negli anni Sessanta. Le nuove tendenze in Italia negli anni Settanta sono rappresentate da noti artisti come Getulio Alviani assieme ai Gruppi T e Gruppo N.
Marina Apollonio (Trieste, 1940) ha condiviso con gli esponenti dell’Arte Optical una visione dell’arte densa di invenzione, ricerca, sperimentazione continua. Nel 1968 la collezionista americana Peggy Guggenheim rimane folgorata da una sua opera acquistando la composizione intitolata Rilievo n.505. Ora, proprio a Casa Guggenheim sede del Museo omonimo a Venezia sul Canal Grande dedicata sino a 3 marzo un’ampia e interessante esposizione a carattere antologico all’artista dei Cerchi, alla Signora della arte –ottico cinetica.
Laura Novello
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