Marianna Madia è una giovane e bella ragazza, laureata in Scienze politiche indirizzo economico, lavora ad Arel, il centro di studi economici di Enrico Letta, collabora con Giovanni Minoli a Rai Educational, ha avuto una storia sentimentale con Giulio Napolitano, figlio del Presidente della Repubblica. Sugli scudi della cronaca è balzata dopo che Walter Veltroni l’ha candidata alle prossime elezioni come capolista nel Lazio per il Partito Democratico. Un ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga l’ha sconsigliata, ma lei niente.
Poiché questo è un paese che non perdona il successo a nessuno, figuriamoci se il gossip nostrano si lasciava sfuggire la storia di una ragazza di 27 anni che va a cena al Quirinale, prende il thé a casa di un ex Presidente della Repubblica, giovane come l’acqua trova lavori prestigiosi ed ora si appresta non solo a entrare in Parlamento ma a diventare la donna-simbolo del rinnovamento veltroniano. Non poteva. E infatti il commento più benevolo è stato: carina ma raccomandata.
La ragazza ha carattere e ha detto il suo non ci sto in una piccata intervista al Corriere della Sera del primo marzo. Carina? Beh fate voi, ma raccomandata proprio no. E giù a spiegare che Veltroni l’aveva sentita parlare al funerale del padre Stefano morto a 49 anni (“quel discorso neppure me lo ricordo”). Come dire: Walter era amico di mio padre, ha detto di avermi seguito in questi anni ma ha fatto tutto da solo, io ho solo ricevuto la sua richiesta di candidarmi.
Idem con il centro studi di Enrico Letta. Incontro-lampo, colloquio, stage, lavoro. La famiglia di avvocati non c’entra nulla. Il padre sì che avrebbe potuto aiutarla, giornalista professionista, programmista-regista in Rai ma precario. Lavora a Porta a Porta e a Mixer poi fa causa e la sentenza di assunzione arriva dopo dieci anni quando lui non c’è più. Minoli le ha dato un’opportunità, c’è qualcosa di male? No.
Con Cossiga hanno in comune il fisioterapista. Lui scrive una lettera su Il Tempo dove la invita a lasciar perdere la politica. Lei, come si è detto, ha carattere, gli telefona e accetta l’invito per un thé a casa sua. Quanto alla cena al Quirinale è accaduto una sola volta. Capita fra fidanzati e ormai la storia con Giulio Napolitano è finita. Sottinteso: l’avessi fatto per opportunismo ci starei ancora insieme.
Marianna è riuscita a fugare tutti i dubbi e a tacitare le malelingue? Sicuramente no però è riuscita a dare un’immagine più precisa di sé. Altre ragazze alla sua età non hanno avuto le sue stesse chanches, ma non c’è vita in discesa che possa compensare la morte di un padre a 49 anni. Le strade sono aperte, il futuro è donna e gli approdi sono diversi, non ultima la presidenza della Camera dove sono salite due rappresentanti del gentil sesso: Nilde Jotti e Irene Pivetti. Poiché a Marianna le qualità non mancano scelga lei il suo modello.
Enrico Buffoni

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