Quelli che si lamentavano perché il governo Prodi non appariva l’austero consesso che dovrebbe essere ma piuttosto una classe di scuola materna con la maestra smarrita di fronte a strilli e bizze di bimbi che l’hanno sempre vinta a casa loro, ora si trovano davvero davanti ad una grande novità. Veltroni ha cambiato davvero registro: non sarà costretto farsi un fegato tanto (e noi con lui) per mettere assieme Dini con Bertinotti, Pecoraro e Diliberto con Bonino e Rutelli, Topolino con Diabolik. Ora che diavolo e acqua santa se li è messi direttamente in casa, le occasioni per litigare le avrà lo stesso, ma senza doversi scomodare più di tanto per procurarsele. Ma Berlusconi, che del nuovo è il massimo alfiere, non è certo rimasto a guardare. Lui non è un maanchista come il suo, si fa per dire, rivale. E’ piuttosto mainvecista.
Pensavamo che fosse un garantista; ma invece ora sostiene assieme a Fini che la galera ci vorrebbe per tanti; e della divisione delle carriere non sa proprio che cappero farsene. Ce lo ricordavamo liberale e liberista, ma invece andiamoci piano, per esempio su Alitalia e sulla laicità.
Ormai i discorsi di Veltroni e Berlusconi vengono distribuiti dal medesimo ufficio stampa che usa la carta carbone per soddisfare l’uno e l’altro. Il nostro problema è spiegarlo a Boselli e Villetti che ancora l’altro ieri quando si presentava un ospite a casa loro non gli ingiungevano di pulirsi le scarpe sullo zerbino. Gli facevano giurare di essere di sinistra e pertanto alleato del PD.

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