E’ sempre più povera perché è una città che permette che chiudano sale cinematografiche, librerie, e non ha luoghi di ritrovo per i cittadini.

Non possiamo continuare a ripeterci come un mantra che sa più di tentativo di autoconvincimento “… ma noi abbiamo Donatello, noi abbiamo Cellini…” Donatello, Michelangelo, Michelozzo, Giotto, Vasari, e tutti gli altri ce li dobbiamo anche meritare.
Era il secolo scorso (fa una certa impressione dirlo e rendersene conto) quando Firenze fu proclamata Capitale Europea della Cultura e fu un anno di fermento culturale, di crescita per i fiorentini e per la città. “Sbattuti” giustamente sulle prime pagine dei giornali eventi e manifestazioni. Ogni giorno era una festa per la cultura e per la sua culla naturale, appunto quella città di Firenze che Merchionne ha bollato nei giorni scorsi come “..piccola e povera”.
Marchionne ha sbagliato ma non credo di potergli dare torto fino in fondo. Firenze è sempre più piccola anche a causa di una scellerata mancanza di seria amministrazione per cui, tra tasse sempre più alte e sicurezza sempre più risicata, gli abitanti preferiscono andare nelle zone limitrofe: case meno care, tasse meno alte, aria migliore, ancora un po’ di verde…in poche parole città a dimensione se non proprio solo di bambini, almeno a dimensione più umana.
Firenze è sempre più povera perché è una città che permette che chiudano sale cinematografiche, librerie, e non ha luoghi di ritrovo per i cittadini (prima nelle Case del Popolo ci si poteva riunire e affrontare qualsiasi argomento e quelle stanze erano a loro volta fucine di idee, arrabbiature ma anche crescita e confronto.
Oggi se vuoi discutere di una argomento che non sia in linea con le direttive di un partito non sei il benvenuto e spesso quegli spazi non ti sono concessi. (Provato per esperienza diretta quando dovevamo discutere sul referendum contro la tramvia).
Quindi una città sempre più povera culturalmente. Certo non sono più i tempi, appunto, del secolo scorso quando un assessore alla cultura non si chiamava certo Da Empoli ma Camarlinghi! (altro spessore, altra cultura, altro amore per Firenze, altra voglia di lavorare al miglioramento, all’arricchimento, alla supremazia della cultura ).
Ho un paio di idee su cosa sarebbe da fare subito oltre all’ottima iniziativa di Pensalibero per la libreria Edison l’ultima vittima di un gioco al massacro che, orrore, orrore è perpetrato da un’altra libreria, alla ricerca del monopolio librario su Firenze (Che schifo!)
Miglior e diverso uso degli spazi.
Cominciamo dalla Biblioteca Nazionale. Organizziamo al suo interno non solo presentazioni di libri e dibattiti con gli autori, (Leggere per non dimenticare dovrebbe avere non un solo luogo, ma più luoghi di diffusione proprio perché tutti i fiorentini potessero approfittare degli incontri) ma anche presentazione e dibattito su documentari inerenti a politica, lavoro, immigrazione, con partecipazione degli autori. Non solo documentari ma anche film (il sistema DVD ormai è a portata di tasca di tutti). Non solo nelle biblioteche m anche presso i quartieri (Visto che ci sono e che ci costano, facciano qualcosa)
Nei Musei non solo esposizioni ma anche corsi di educazione alla musica sia per bambini che per adulti.
Corsi di educazione all’ascolto e alla lettura per giovani e non.
Apertura di nuove sale cinematografiche?
Basterebbe la riapertura delle ex sale parrocchiali e permettere la sopravvivenza di quelle poche che ancora sopravvivono che sono anche una valvola di sicurezza per le zone in cui sorgono. Le piccole sale sono frequentate dagli anziani della zona, da gruppi di amiche/amici che non usano più la macchina, da chi al cinema cerca non solo e sempre la risata crassa e l’eloquio spesso scurrile della commedia scadente. Le piccole sale ospitano spesso film “di nicchia”, grandi opere che fanno pensare, fanno riflettere, arricchiscono la nostra mente e il nostro cuore.
Legata all’esistenza delle piccole sale c’è tutta la serie di attività che aiuta anche a debellare il degrado e l’abbandono. Accanto o nello stesso luogo che ospita la sala cinematografica ,tutta una serie di attività: dalla libreria cinematografica (sapete che sta per chiudere anchela Libreriadel Cinema Crawford in via Guelfa?), allo store con i gadget dei film (quando ero giovane in via Fiume c’erano le sedi delle case di distribuzione e mi ricordo andavamo a prendere gli adesivi dei film in uscita con cui tappezzavamo i diari, compravamo i poster e tutto quello che era cinema). Nelle immediate vicinanze pizzerie e ristoranti potrebbero servire la clientela assicurando allo stesso tempo luce e sicurezza nelle strade limitrofe.
Incremento di scuole di teatro
Permettere la diffusione dell’amore per il teatro attraverso la frequenza di scuole e la possibilità di sale , potrebbero essere le stesse cinematografiche dove alternare al film, la rappresentazione teatrale (come dovrebbe essere la “nuova” sala comunale Alfieri, finalmente ristrutturata e resa polifunzionale, cioè disponibile per tutto ciò che è arte e la sua rappresentazione.
Se funzionala Culturasi comincia a risolvere anche il problema degrado, Basta averne voglia, basta amare Firenze, basta avere la stoffa di chi ci governava non secoli fa, ma solo 35/40 anni fa.

Lascia un commento